Mercoledì, 27 Ottobre 2021

Quando il campanone della torre civica chiamava a raccolta i pompieri

Istituiti nel 1851 su base volontaria dal conte Pietro Guarini, i Vigili del Fuoco forlivesi in origine constavano di 45 unità ed avevano sede nei locali posti al piano terra del Palazzo Comunale. Il loro trasferimento nell’attuale sito dia viale Roma, risale al 20 gennaio 1990

“Alle 2 la campana della Pubblica chiama i pompieri ad un grande incendio: arde il Politeama Pestapevar. In questo momento è un'immensa fornace, e alle 2.30 lo spettacolo è spaventevole. I pompieri non riescono che ad isolare il locale, che brucia fino a tardissimo”. Il racconto del conte Filippo Guarini, datato 13 novembre 1897, accende i riflettori della memoria sulla storia di un corpo organizzato fra i più amati. “A Forlì – si legge sul sito istituzionale del Comando Vigili del Fuoco Forlì - Cesena – i pompieri compaiono probabilmente al seguito dell'esercito romano come truppe speciali”.

Per tutto il medioevo e fino ai tempi moderni operarono su base volontaria, con carattere di spontaneità e di mutuo soccorso. Per vedere la loro istituzione formale bisognerà attendere il XIX secolo. “Nel 1838 – scrive Giuseppe Calletti nella sua Storia di Forlì - il Gonfaloniere della città rimediò un deposito di attrezzi occorrenti per gli incendi. Con ordinanza del 26 aprile, pose l'obbligo ai cittadini di denunciare istantaneamente il fuoco scoperto, non solo secondo l'antica costumanza alla propria Parrocchia, ma anche al campanaro della Pubblica Torre, all'ingegner Santarelli e all'economo Belli”. Finalmente, nel 1851 il conte Pietro Guarini li organizzò in corpo vero e proprio, attraverso una notificazione datata 3 settembre resa noto ai cittadini dal Legato Pontificio.

“Allarmato per i frequenti e devastanti incendi che si sviluppavano nella città – continua Calletti - il Conte ingiunse la costituzione di un conveniente numero di giovani ed esperti operai, tratti specialmente dalle classi de' muratori e falegnami, perché, sotto la direzione di un ingegnere e di abili assistenti, accorrer debbano al primo segno della Campana”. Il comando e l’arsenale dei Civici Pompieri erano siti in alcuni locali al piano terra del Comune, esattamente nella piazzetta dei XC Pacifici, negli stessi locali ove in seguito si insediò la benemerita Pubblica Assistenza meglio conosciuta come “Dam una Man”, poi assorbita dalla Croce Rossa. E' bene precisare che i pompieri non stavano in caserma in attesa dell’incendio, ma accorrevano quando il suono della campana più grossa delle tre installate sulla Torre Civica, li chiamava a raccolta per far fronte all’incendio scoppiato in città o fuori le mura (la campana media batteva le ore, mentre la più piccola richiamava gli alunni delle scuole elementari).

“I pompieri, tutti designati dal Comune, erano quarantotto suddivisi in due schiere e in quattro squadre”. L'istituzione ufficiale avvenne nel 1854. “Per quest’occasione – scrive sempre il Calletti - si acquistarono da Bologna due carri speciali per il trasporto degli attrezzi e due moderne pompe aspiranti-prementi”. “Nel 1905 – scrive Elio Caruso in Forlì Città e Cittadini fra Ottocento e Novecento - si modificò il regolamento per precisare alcune modalità amministrative e di assunzione del personale, specificando che il Corpo dei pompieri era costituito da volontari, scelti secondo le professioni di muratore, falegname, fabbro, lattoniere, imbianchino, riparatori, i quali al segnale d'allarme lasciavano la loro occupazione per spegnere gli incendi”. Era consuetudine che il giorno della festa della Madonna del Fuoco, prima protettrice dei pompieri, si visitasse la sede, sfarzosamente illuminata, per ammirare tutte le attrezzature in dotazione.

La prima autopompa risale al 1920. Nel 1921 il Corpo traslocò dalla Piazzetta XC Pacifici a via Carlo Matteucci, nei locali adiacenti l’esedra del mercato Annonario di Piazza Cavour. La carta catastale del Regno d’Italia denuncia le prime costruzioni in zona intorno al 1906: quell’anno era sorto un grande manufatto fungente da fabbrica del ghiaccio, munita di celle refrigeranti, locali per uffici e abitazione del custode. Gran parte della superficie era però occupata dalla “Società Esercizi Riuniti Imprese Elettriche”, divenuta in seguito Impresa per Applicazioni Elettriche con sede centrale in Bologna. Nel 1922 passò tutto in proprietà comunale con l’arrivo in loco del Corpo dei Pompieri, che vi rimasero fino al 20 gennaio 1990, giorno del loro trasferimento fuori le Mura, nell’attuale sede di viale Roma. 

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