Il Foro di Livio

Il Foro di Livio

Il Natale di una piccola forlivese

Un sermoncino di novant'anni fa per ritrovare lo “spirito natalizio” di un 2020 che bene o male passerà alla storia

Oggi è Natale, un Natale più rosso del solito. Si sente parlare di “spirito natalizio”, spesso a sproposito, spesso rendendo l'espressione un po' inflazionata e banale. Obbligati a concentrarsi su un modo forzatamente sobrio per celebrarlo, si può trovare il tempo per rispolverare quel clima a quanto pare più freddo di quello attuale. Dalla libreria si prende un libretto pubblicato per la tipografia Raffaelli di Forlì nel 1932, scritto da D.O. Rossi con l'imprimatur del can. Adamo Pasini: s'intitola “100 sermoncini di Natale”. Vi sono raccolte le preghiere dei bambini forlivesi di qualche generazione fa, davanti al presepe (nell'immagine, quello allestito quest'anno in piazza Saffi), in linea con l'aspetto proprio della festività cristiana. Se si apre con un auspici di benedizioni dall'Alto a Papa, Vescovo e clero tutto, poi si passa all'Italia, al Re, al Duce. In seguito si sfoglia una gran copia di testi che più o meno suonano come questo: “Finché sono piccolina / voglio dirti il sermoncino / come meglio posso e so: / fatta grande che farò? / Continuar voglio ad amarti / o grazioso Bambolino / presso il mondo tal sarò / che di te mi loderò”. Ogni piccola composizione ha titolo e contesto, alcune sono indicate per maschietti, altre per femminucce, variano metriche ma la sostanza è pur sempre la Natività, richieste e propositi davanti al Bambino. In alcuni casi testimoniano i progressi tecnologici: “Sull'ali celeri / la radio bella / oltre gli oceani / dà la novella”. 
A pagina 44 spicca un sermoncino particolarissimo, e ci si immagina un Natale da Arzdore in erba, il titolo è: “Son Romagnola!” con maiuscola e punto esclamativo giusto per chiarirne il carattere. Chi, del resto, oserebbe, proprio oggi, scendere a patti in un azzardato laccio di promesse bonarie nientemeno che con Gesù Cristo? Si potrebbe leggere questo testo curioso, quando possibile, su una panchina di piazza Saffi, verso sera, nell'intermezzo tra un videomapping e un altro, ascoltando la felice proposta di “musica pubblica” di quest'anno: il Divertimento K136 di Mozart. Il Foro di Livio “regala”, in occasione di questo Natale che (bene o male) passerà alla storia, il testo integrale qui sotto proposto: 

Son Romagnola!

Bimbo divino
su paglia assiso,
fammi venire 
in paradiso.

Ti voglio bene
tanto, o Piccino.
Guai! chi ti tocca
solo un ditino.

Qualche schiaffetto
ah! se ne vola
contro i malnati:
son romagnola!

Se qualche Erode
dei tempi nostri,
Bimbo a ghermirti
allunga i rostri,

Gli e la dico io
una parola
come si merita:
son romagnola!

Se un inquilino
vicino a me
dice bestemmie
contro di Te,

Gli domando io
a quale scuola
ha ciò imparato:
son romagnola!

Se ti si offende
la tua mammina
da qualche servo 
di mia casina

lo mando tosto
alla carriola
quel malandrino:
son romagnola!

Quando qualcuno
disturba in Chiesa,
oh! la prendo io
la tua difesa!

Se l'Arciprete
mi dà la stola,
caccio gli scribi:
son romagnola!

Se chiaman fole
i miscredenti
i tuoi divini
insegnamenti:

Gli e la darò io,
Bambin, la fola
con quattro schiaffi:
son romagnola!

Prendimi dunque
in paradiso
ove coi santi
è eterno il riso.

Se no, non dico
più una parola
in tua difesa:
son romagnola.

Il Foro di Livio

" Vi racconto la storia del ""Foro di Livio"". Insegno, ma sono anche giornalista. Sono dottore in Giurisprudenza ma anche in Scienze religiose. Osservatore curioso, sono appassionato di storia locale e di musica del Settecento. Ho il vizio di scrivere e pubblicare (con discrezione) saggi, manuali, racconti. Mi occupo anche di birra, ma questa è un'altra storia "

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
ForlìToday è in caricamento