Il Foro di Livio

Il Foro di Livio

La triste fine di Barbara Manfredi

Il 7 ottobre 1466 la giovanissima moglie di Pino III Ordelaffi muore: avvelenamento o morte naturale?

Nonostante la vicinanza, raramente Forlì e Faenza si sono trovate in piena sintonia, tanto che sul rio Cosina scorre un confine antico che va a scomodare realtà territoriali superiori ai due singoli Comuni. Di là più che altro guelfi, di qua pervicaci ghibellini, la storia medievale racconta di castelli presi e lasciati da questa o quella città, vuoi bagnata dal Montone, vuoi dal Lamone. Poi avvenne che, in un momento di distensione, due sorelle della nobile famiglia faentina dei Manfredi andassero in spose a due fratelli dei forlivesi Ordelaffi: Elisabetta con Cecco e Barbara con Pino. Il Signore di Faenza, Astorgio III Manfredi, sistemò così le sue ragazze: colte, dolci, più rinascimentali che tardo medievali. Nel 1451 fu celebrata la duplice promessa di matrimonio: Barbara, nata nel 1444, aveva sette anni appena. Elisabetta avrebbe sposato Cecco nel 1456 mentre nel 1462 fu raggiunta dalla sorella minore a Forlì, sposa novella anch’essa. 

L’atmosfera fiabesca, però, fondava radici su un terreno insidioso. La città ordelaffa, infatti, stava vivendo anni irrequieti: i fratelli, sempre più in rotta, condividevano lo scettro. Cecco, il maggiore, era considerato Signore in tutto e per tutto, ad esso veniva associato Pino, particolarmente incline al mestiere delle armi. In tal modo, Elisabetta era la vera Madonna di Forlì e Cecco governava senza troppi intralci poiché Pino, tra una campagna e un’altra, lasciava sovente la città e la moglie. La giovane Barbara si sentiva trascurata, al padre aveva confidato di essere la più isventurata madonna d’Italia, viveva in una corte che la riteneva estranea, e si riteneva tale quando si esibiva nel confronto con la sorella sempre sotto i riflettori, sempre oggetto delle attenzioni del premuroso marito Cecco. Una cenerentola diciottenne, Barbara, tanto che in lei crebbe strisciante l’invidia per Elisabetta. Invidia che ben presto divenne odio fino a che, vuole la leggenda, preparò una pozione letale per eliminare gli scomodi parenti. Se questo tentativo non ebbe esito, si tramanda che tramasse per una congiura, partecipando a quelle riunioni notturne dove, sotto mentite spoglie, proponeva soluzioni esiziali al suo problema. E in effetti Cecco, nel 1466, fu imprigionato e più tardi ucciso. Barbara, così, divenne Madonna di Forlì, al fianco del suo Pino, unico Signore. 

Aveva ventidue anni ma ancora, di vita, qualche mese. Infatti, nell’estate di quell’anno una pestilenza costrinse la corte a trasferirsi a Forlimpopoli e per corroborarsi con la cosiddetta Acqua di Meldola, probabilmente quella che sgorga nei pressi di Scardavilla e che le donne frequentavano specialmente nel giorno di San Lorenzo per favorire la fecondità. In tale circostanza Pino venne in possesso di una lettera che la moglie aveva affidato a un messaggero: vi si leggeva di una relazione tra Barbara e Giovanni Orcioli, nobiluomo forlivese allora Podestà di Firenze. Non a caso, infatti, la donna aveva in programma di recarsi nel capoluogo toscano ma nel tardo pomeriggio del 6 ottobre 1466 fu improvvisamente colta da un morbo che gli impedì di partire. Salì la febbre, fu preda di un flusso di corpo. La di lei madre Giovanna si precipitò a Forlì per prendersi cura di lei ma per i medici si trattava di un malessere passeggero. Tuttavia nella notte il male si aggravò in modo che per il flusso gli uscirono quasi le budella. La giovane donna morì nelle prime ore del 7 ottobre. Dai segni della malattia si pensò all’assunzione di un veleno potente e ben presto si diffuse la voce che Pino, geloso degli intrallazzi della moglie, si dovesse reputare responsabile. Viene citata anche una Barbara Orcioli, forse figlioletta della relazione clandestina tra la Madonna di Forlì e il Podestà di Firenze, morta poco dopo la madre, forse anch’essa vittima di Pino. Ci sono troppi forse, però abbastanza perché la storiografia da allora abbia preferito dare la colpa al Signore di Forlì.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Astorgio Manfredi era ormai diventato nemico giurato dell’Ordelaffi. Come se non bastasse, meno di un anno dopo sarebbe morto in circostanze misteriose pure Giovanni Orcioli. Difficile, adesso come adesso, chiarire la faccenda. Di sicuro, dopo le esequie sontuose, il marito incaricò lo scultore Francesco Ferrucci da Fiesole di rappresentarla stesa sul letto di morte, così com’era. E il suo volto ha raggiunto il nostro tempo: lo splendido monumento ora è in San Mercuriale. Fino al 1944 si trovava in San Biagio e venne polverizzato dal terribile bombardamento del 10 dicembre. Successivamente, il monumento funebre fu ricomposto ed è così come lo vediamo ora. In tale occasione, il corpo della sfortunata Madonna di Forlì, venne trovato pressoché intatto perché mummificato: fu pure svolta una sorta di autopsia che evidenziò che non c’erano tracce di veleno. Barbara Manfredi, dalla breve vita e dalla morte veloce, giovane come allora, continua discretamente a essere guardata in tutta la sua radiosa bellezza. Nell’epitaffio, il marito volle che fosse scritto: “Pino Ordelaffi, figlio di Antonio, ordinò che fosse dedicato alla dolcissima moglie Barbara, figlia di Astorgio Manfredi, per le sue divine virtù. Barbara Manfredi visse ventidue anni, sei mesi e quattro giorni. Anno 1466”. 

Il Foro di Livio

" Vi racconto la storia del ""Foro di Livio"". Insegno, ma sono anche giornalista. Sono dottore in Giurisprudenza ma anche in Scienze religiose. Osservatore curioso, sono appassionato di storia locale e di musica del Settecento. Ho il vizio di scrivere e pubblicare (con discrezione) saggi, manuali, racconti. Mi occupo anche di birra, ma questa è un'altra storia "

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ForlìToday è in caricamento