Venerdì, 19 Luglio 2024
La domenica del villaggio

La domenica del villaggio

A cura di Mario Russomanno

La valorizzazione dei cammini, alla collina e alla montagna può far comodo aver fede?

I Cammini vennero aperti circa un migliaio di anni fa. Da tutta Europa si voleva raggiungere Roma, perché chiamati da autentica vocazione spirituale o nella speranza di scontare i propri peccati con lunghe, scomode e pericolose scarpinate

La questione è risaputa: nessuno è oggi in grado di garantire un futuro radioso, forse neppure di sopravvivenza, alle comunità locali che si trovano a sud della via Emilia. Dense di storia, tradizione, attrattive culturali, ambientali, ma lontane da assi stradali e ferroviari, sempre più sprovviste di servizi e prospettive. E, diciamolo, coccolate a parole dalla grande politica, ma, nei fatti, poco supportate.

Chi abita quelle zone conosce bene la situazione. Non si arrende, si ribella a un destino che non intende considerare scritto. Lo prova anche la recente consultazione elettorale. La partecipazione attiva non ha spaventato: sono state presentate liste e candidature, da destra e da sinistra, in numero sorprendente. Donne e uomini, meritoriamente, hanno messo faccia e passione, nonostante che diventare pubblico amministratore in luoghi come Portico, Rocca, Roncofreddo, Civitella, Mondaino, Pennabilli (solo per fare qualche esempio) costituisca tutt’altro che un affare economico e, per contro, attribuisca responsabilità simili quelle di chi amministra a Rimini o a Forlì.

La gente di quelle parti prova a scrutare il futuro e a farsi venire qualche idea. Una è stata proposta giovedì scorso, a Bagno di Romagna, nel corso di un interessante convegno promosso dal Gal Altra Romagna, in collaborazione con sette Gal di altri territori. I Gal (Gruppi di azione locale) sono enti a partecipazione privata e pubblica sorti negli anni novanta con l’obbiettivo di far da tramite tra le esigenze territoriali e politiche europee di sostegno. A spanne, questa è la missione. Esistono Gal in diverse regioni, il Gal Altra Romagna è storicamente uno dei più attivi.

Argomento del convegno, cui seguiranno concrete iniziative, era la riscoperta e valorizzazione dei cosiddetti Cammini della Fede. Chi non ama la Chiesa stia tranquillo, la faccenda non puzza di sacrestia o di evangelizzazione forzata di montanari miscredenti. C’entra, invece, con la Storia e con l’auspicio di far convergere persone verso località collinari e montane. I Cammini vennero aperti circa un migliaio di anni fa. Da tutta Europa si voleva raggiungere Roma, perché chiamati da autentica vocazione spirituale o nella speranza di scontare i propri peccati con lunghe, scomode e pericolose scarpinate.  

Di Cammini verso Roma ne sopravvivono una ventina, quasi tutti attraversano l’Emilia Romagna. Condizione favorevole per dare vita a una sinergia, circostanziata dalla firma di un protocollo d’intesa, il primo del genere, tra otto Gal operanti in Regioni diverse. L’unione  fa la forza. Allo scopo, il presidente di Gal Altra Romagna, Bruno Biserni, ha fatto convergere a Bagno i responsabili di altri sette Gal, oltre ad esperti come il docente universitario Gianluca Gambi, a manager del turismo pubblico e privato, a portatori di esperienze come i presidenti della “Via Romano Germanica” Flavio Foietta e  Mirko Pacioni, a studiosi come Marco Viroli e Franco Appi. Erano presenti anche diversi pubblici amministratori: ho notato il vice sindaco di Cesena Cristian Castorri, la sindaca di Riolo Federica Malavolti, il sindaco di Sarsina Enrico Cangini, quello di Bagno Enrico Spighi.

E’ emerso che esperienze come quelle di Santiago di Compostela, al di là degli sbandierati significati mistici, originano corpose occasioni di business per i territori attraversati. In Spagna, peraltro, governo centrale e regioni collaborano per la definizione dei Cammini (che sono molti di più del celebre Compostela), essendo consapevoli delle opportunità che offrono. Mentre in Italia, ove i Cammini, che pur attraversano regioni di incomparabile bellezza ed enorme attrattività, risultano irti di ostacoli burocratici, logistici, normativi. Oltre a non essere adeguatamente sostenuti.

Situazione che, in un epoca in cui ambiente, salubrità, cultura slow, e anche una spiritualità non necessariamente religiosa, costituiscono approdo per molti, è davvero inspiegabile. A ciò intende porre rimedio l’iniziativa. Sarà vera gloria? Vedremo. Ci sono molte istituzioni da convincere. Di certo, non si può non concordare con il presidente Biserni: “Molte comunità collinari rischiano, in un quindicennio, di scomparire. Ogni sforzo va fatto, ogni strada intrapresa. Se questa dei Cammini è praticabile abbiamo il dovere di sperimentarlo”. In chiusura di convegno don Franco Appi, teologo e saggista (dirige, il settimanale cattolico “Il Momento”) ha rammentato l’iconico film western “Ombre rosse”, con la diligenza in viaggio tra mille difficoltà e la crescita umana dei viaggiatori. Appi, con la consueta brillantezza, ha spiegato che le persone hanno il dovere di mettersi in cammino, di vivere intensamente, di cambiare se stesse. Azzardo affermare che dovere analogo hanno le istituzioni.

Buona domenica, alla prossima.
 

Si parla di
La valorizzazione dei cammini, alla collina e alla montagna può far comodo aver fede?
ForlìToday è in caricamento