Mangiar bene s'impara!

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Intolleranze ed intestino pigro: una "dieta ad eliminazione" per scoprire i disturbi

Le intolleranze più comuni sono quella al glutine e al lattosio. L’intolleranza al grano è diversa dalla celiachia, che è un disordine metabolico irreversibile

Bentornati amici, oggi parliamo di un tema molto “caldo” il ché è un piacere con le prime temperature fredde. Una delle domande che spesso mi sento porre dai miei clienti è "sono a dieta, ma non perdo peso". La famosa fase di stallo che chi ha seguito un regime alimentare ha potuto testare. Non voglio scendere nei dettagli tecnici di “Come uscirne “e vi lascerò un po’ in suspance ma voglio portare la vostra attenzione sul fatto che una possibile intolleranza possa compromettere la vostra perdita di peso. Continuando ad introdurre nel nostro organismo una determinata categoria di alimenti finisce col sovraccaricare il tubo digerente che non riesce più a smaltirli efficacemente; l’organismo sviluppa allora un’ipersensibilità a questi cibi e induce una reazione del nostro sistema immunitario. Consumare alimenti avversi causa infiammazione intestinale e aumenta l’esposizione alle tossine. Tali sostanze provocano una maggior ritenzione idrica, disturbano l’assimilazione dei grassi e aumentano la resistenza all’insulina. Tutto ciò porta ad un rallentamento del metabolismo e un accumulo di peso. 

Le intolleranze più comuni sono quella al glutine e al lattosio. L’intolleranza al grano è diversa dalla celiachia, che è un disordine metabolico irreversibile. L’intolleranza, a differenza dell’allergia, non si manifesta subito dopo l’assunzione di un alimento, ma matura nel tempo. Un metodo per individuarla è una "dieta ad eliminazione", cioè eliminare per almeno 15 giorni un determinato gruppo di alimenti sospetti e poi, con la loro reintroduzioni, verificarne eventuali disturbi.  Come farla? Per sette giorno tieni un diario alimentare, in cui andrai ad annotare i cibi che mangi e gli eventuali sintomi e sensazioni che emergono al consumo di quegli alimenti. Dopodiche’ inizia a togliere quegli alimenti per 15 giorni e annotare cosa accade al loro reinserimento. 

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Oltre a correggere la dieta, è sempre bene “pulire” e riequilibrare l’organismo, rieducandolo ad accettare l’alimento al quale si risulta intolleranti. La prima cosa da fare è rigenerare la flora batterica: al mattino assumi a digiuno una dose di probiotici Lactobacillus, in modo di evitare la proliferazione dei batteri cattivi e agendo sull’infiammazione delle mucose intestinali irritate; prendi un bicchiere di acqua naturale con un misurino di succo di aloe senza aloina (è un ottimo disinfettante naturale); a colazione consuma uno yogurt bianco o kefir con 2-3 prugne secche (danno energia, saziano e riattivano l’intestino). E ricordati sempre che variare gli alimenti portati in tavola è la cosa migliore da fare.

Mangiar bene s'impara!

Sono Claudia, amo la cucina, il fitness, l'alimentazione e seguo uno stile di vita sano e attivo. La mia giornata si articola fra un bilanciere, un circuito hit , i fornelli e una ciotola di avena. Mi piace informarmi, studiare e curiosare fra libri, video e blog di nutrizione. Le diete? Quelle famose provate tutte! Per giungere a quale conclusione? Che il nostro benessere comincia a tavola ! La ricetta segreta? 100 grammi di determinazione, 50 grammi di amore, 30 grammi di inventiva, 10 grammi di capacità e un pizzico di sana follia! Ed è grazie ad essa che ho aperto la FIT BAKERY a Forlì. E la vita cominciò con un peccato di gola ...!

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