Mappa del rischio sismico in Italia: dove e come costruire

L'Italia è un Paese ad alto rischio sismico, la nostra storia recente ce lo insegna. Tutti i comuni sono classificati in 4 categorie indicative del loro "rischio terremoti". Sin dagli anni Settanta apposite leggi stabiliscono i requisiti che i progettisti devono rispettare per le nuove costruzioni e per la ristrutturazione di quelle esistenti: ecco le buone pratiche da seguire

Fotogramma della mappa interattiva da arcgis.com: il link è disponibile nell'articolo

L'Italia è un Paese ad alto rischio sismico, la nostra storia recente ce lo insegna. Zone come la Sicilia, le Alpi orientali e i paesi e le città situate lungo gli Appennini centro-meridionali, dall’Abruzzo alla Calabria saranno sempre a "rischio terremoti" a causa della natura geologica stessa del nostro territorio.

Il rischio sismico viene definito come la probabilità che in un determinato territorio e all’interno di un certo lasso di tempo si manifestino eventi sismici di entità uguale o superiore a un livello medio.

L’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (INGV), costituito nel 1999, ha elaborato una mappa della pericolosità sismica che mostra il rischio associato a tutte le zone del territorio italiano, isole comprese, evidenziandole con colori diversi.

Il colore grigio chiaro sta ad indicare zone con rischio sismico moderato, fino ad arrivare al colore viola che indica zone con rischio elevato. Il rischio cresce passando dal grigio all’azzurro, al blu, al verde, al giallo, all’arancione, al rosso fino ad arrivare al viola. I valori che segnalano le diverse fasce di rischio sismico sono riferiti all’accelerazione massima attesa su suolo rigido rispetto all’accelerazione di gravità (g) con una probabilità di superamento di questo valore del 10 per cento in 50 anni.

Dalla mappa emerge chiaramente come Calabria, Sicilia sud-orientale, Friuli-Venezia Giulia e tutto l’Appennino centro-meridionale siano le zone a più alto rischio sismico, mentre la Sardegna è la regione in cui il rischio è inferiore.

LA MAPPA INTERATTIVA DEL RISCHIO SISMICO

Dal 2003 tutti i comuni italiani sono stati classificati in 4 categorie principali, indicative del loro rischio sismico: la classificazione dei comuni è in continuo aggiornamento man mano che vengono effettuati nuovi studi territoriali dalla regione di appartenenza o per variazioni statistiche significative nel lungo periodo. La classificazione sismica dei comuni italiani è consultabile a questo indirizzo.

Zona 1: sismicità alta (PGA oltre 0,25 g), comprende 708 comuni.
Zona 2: sismicità medio-alta (PGA fra 0,15 e 0,25 g), comprende 2.345 comuni (in Toscana alcuni comuni sono classificati in Zona 3S, sismicità media, che prevede obbligo di calcolo dell'azione sismica identica alla Zona 2).
Zona 3: sismicità medio-bassa (PGA fra 0,05 e 0,15 g), comprende 1.560 comuni.
Zona 4: sismicità bassa (PGA inferiore a 0,05 g), comprende 3.488 comuni.

Sin dagli anni Settanta apposite leggi stabiliscono i requisiti che i progettisti devono rispettare per le nuove costruzioni e per la ristrutturazione di quelle esistenti, ma attualmente il testo normativo più importante in materia è rappresentato dalle “Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni”. La normativa antisismica riguarda i criteri per costruire una struttura in modo da ridurre la sua tendenza a subire un danno, in seguito ad un evento sismico. 

La prevenzione è fondamentale: con il consiglio di un tecnico a volte basta rinforzare i muri portanti o migliorare i collegamenti fra pareti e solai: per fare la scelta giusta, fatti consigliare da un tecnico esperto. La Protezione Civile, nell'ambito della campagna "Io non rischio" consiglia una serie di buone pratiche di cui tenere conto:

  • Allontana mobili pesanti da letti o divani e fissa alle pareti scaffali, librerie e altri mobili alti
  •     Appendi quadri e specchi con ganci chiusi, che impediscano loro di staccarsi dalla parete
  •     Metti gli oggetti pesanti sui ripiani bassi delle scaffalature; su quelli alti, puoi fissare gli oggetti con il nastro biadesivo
  •     In cucina, utilizza un fermo per l’apertura degli sportelli dei mobili dove sono contenuti piatti e bicchieri, in modo che non si aprano durante la scossa
  •     Impara dove sono e come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e l’interruttore generale della luce
  •     Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, e assicurati che ognuno sappia dove sono
  •     Informati se esiste e cosa prevede il Piano di emergenza del tuo Comune: se non c’è, pretendi che sia predisposto, così da sapere come comportarti in caso di emergenza
  •     Elimina tutte le situazioni che, in caso di terremoto, possono rappresentare un pericolo per te o i tuoi familiari
  •     Impara quali sono i comportamenti corretti durante e dopo un terremoto e, in particolare, individua i punti sicuri dell’abitazione dove ripararti durante la scossa
     

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