Nuovo digitale terrestre, 9 tv su 10 da "rottamare": come capire se la vostra è "in regola"

La nuova tecnologia in arrivo del digitale per ricevere i canali tv si avvicina e gli italiani dovranno adeguarsi nel giro dei prossimi cinque anni: ecco come capire se la vostra tv è idonea o no

Digitale terrestre, cambia tutto: la nuova tecnologia in arrivo del digitale per ricevere i canali tv si avvicina e gli italiani dovranno adeguarsi nel giro dei prossimi cinque anni, entro il 2022. E' ciò che prevede la manovra finanziaria all'esame del Senato. Da essa si deduce che un fondo di 100 milioni di euro in quattro anni, tra il 2019 e il 2022, è stato previsto per l'adeguamento degli apparecchi televisivi alle nuove codifiche di frequenze del digitale terrestre. Il Governo prevede 100 milioni di incentivi che potrebbero coprire in tutto o in parte l'acquisto di decoder (dal costo minimo di 25 euro). 

Sono passati appena 5 anni da quando in Italia è andata in pensione la tradizionale tv analogica, con uno switch-off che è durato anni e che non ha lasciato tutti soddisfatti, specialmente per la mancanza di copertura del segnale in zone più periferiche, soprattutto in montagna. La nuova misura, che arriva sulla scorta di una raccomandazione dell'Unione Europea, prevede che, a seguito dell'assegnazione di alcune frequenze (la banda 700 Mhz) attualmente utilizzate per il digitale terrestre alla trasmissione dati 5G della telefonia mobile “a larga banda”, venga mandato a regime il nuovo standard DVB-T2, che entrerà in vigore a metà 2022. Per chi si troverà senza un tv funzionante, come nel precedente switch-off è previsto che venga assegnato un contributo agli utenti finali per l'acquisto di apparecchi per fruire dei contenuti.

Come capire se la tua tv è "idonea" o no

Chi ha acquistato un televisore nell’ultimo anno e mezzo può stare tranquillo: con buona probabilità la tecnologia presente sarà valida anche per il nuovo digitale. Al contrario, se avete acquistato un apparecchio televisivo prima del 1 luglio 2016 è molto probabile che dal 2022 la vostra tv non funzionerà più, se non acquistando un decoder a parte. Si stima che circa il 40% dei televisori attuali avranno bisogno di un decoder. La transizione andrà dal 2020 al 2022, con lo spegnimento progressivo del vecchio segnale regione per regione, come avvenne col precedente switch-off.

Con un altro standard, il 90% dei televisori da rottamare

La rivoluzione è doppia, in quanto è alla finestra un altro standard più avanzato, il DVB-T2 - Hevc. Questo è obbligatorio solo nei televisori messi in vendita dopo il 1 gennaio 2017. Si possono vendere anche televisori privi di tale standard, ma devono essere ceduti obbligatoriamente con un decoder. Più del 90% dei televisori attualmente nelle case degli italiani, non sono in grado di ricevere questo nuovo tipo di nuove trasmissioni. Servirà, inoltre, un nuovo decoder per i televisori acquistati prima del 2017. In questo caso, però, dovranno essere le emittenti nazionali a dover decidere, dopo il 2022, se implementare questa modalità di trasmissione. In verità l'articolo della Finanziaria al momento non cita quest'ulteriore passaggio, limitandosi a parlare di DVB-T2 ed una nota del Ministero dello Sviluppo Economico non è più di tanto chiarificatrice. Tra i problemi indicati della nuova codifica è il fatto che non sarebbe tecnicamente possibile far “coabitare” vecchio e nuovo sistema, quindi lo spegnimento della vecchia modalità rappresenterebbe uno choc per gli utenti della tv, con possibili tagli drastici delle audience. Il piano prevede inoltre la riforma completa della numerazione unica, il cosiddetto Lcn che è tutt’ora oggetto di contenzioso, che indica la posizione nel telecomando delle varie reti.

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