25 Aprile, il presidente della Provincia Fratto: "Da una pagina tremenda la storia d'amore per la libertà"

"Dobbiamo essere tutti uniti, perché questo sia per tutti noi un modo di resistere, di combattere e di vivere la vita senza fomentare odi", scrive Fratto

Un parallelismo tra l'emergenza sanitaria da coronavirus in atto e la Liberazione dal nazi-fascismo nel messaggio del presidente della Provincia di Forlì-Cesena e sindaco di Bertinoro, Gabriele Antonio Fratto, per il 75esimo anniversario della Liberazione. "Dobbiamo essere tutti uniti, perché questo sia per tutti noi un modo di resistere, di combattere e di vivere la vita senza fomentare odi", scrive Fratto, ricordando che ciò che è stata "una pagina tremenda della nostra storia" si è trasformata in una "storia dell'amore di un popolo per la libertà e per tutti quei valori che portano ad essere uomini liberi, consapevoli, appassionati e vivi".

Fratto parla di "riflessione personale, dettata dalla passione che dovrebbe essere di ogni italiano". "Non è possibile dimenticare - scrive rivolgendosi ai cittadini -. Ve lo dice un presidente, un sindaco, ma ve lo dice soprattutto un ragazzo di 30 anni che ha potuto conoscere, anche nell'ambito del percorso scolastico, i protagonisti delle vicende che hanno portato alla Resistenza e alla definitiva uscita dagli orrori della guerra, quando tutta Italia è stata finalmente liberata dal nazifascismo. Nella maggioranza dei casi non è stato facile ottenere testimonianze di quanto i protagonisti della Resistenza hanno vissuto, infatti la scelta di testimoniare, lo abbiamo visto tutti, è stata più che sofferta ed in molti hanno preferito tacere. E', infatti, trascorso molto tempo prima che questi uomini e queste donne se la sentissero di portare la loro testimonianza anche solo in un contesto scolastico. In questi anni tutti mi hanno sempre riferito, sia quando ero sindaco ed ora da presidente della Provincia, di non provare né odio né sentimenti di vendetta, perché sentimenti semplicemente inutili. Tutti, invece, avrebbero voluto che da questa esperienza nascesse l'idea di uomo nuovo che potesse intraprendere un nuovo percorso di vita con nuovi valori, con una nuova consapevolezza, rinnovate responsabilità vissute con senso di solidarietà e di condivisione, nel riconoscimento collettivo della radicalità dei principi di libertà, di pace e di democrazia, scritta anche con il sangue dei loro padri, dei loro fratelli, degli amici e di concittadini. Chi è morto ha pagato con la vita, chi è rimasto ha pagato in un modo diverso, ma altrettanto duro".

"Mi torna in mente Primo Levi e la sofferenza contenuta in tutti i suoi scritti - continua nella missiva -. Come sindaco e come presidente voglio lavorare costantemente perché questa parte della nostra storia non venga dispersa e perché tutti gli uomini, le donne, i bambini e i soldati che sono morti in una guerra inutile e fratricida, credendo nei valori della libertà dal nazifascimo, non siano morti invano. E'  per questo che dobbiamo evitare che tutto possa ripetersi. E paradossalmente, in un periodo come questo, dove il Coronavirus ci sta mettendo tutti alla prova dobbiamo ripartire con una nuova consapevolezza, un nuovo modo di porci, una nuova solidarietà, sentimenti che non avremmo mai immaginato simili a quelli che hanno voluto trasmetterci i nostri protagonisti e che possono, invece, avvicinarci e accomunarci nel cercare di conservare quanto di bello abbiamo potuto sperimentare in questo periodo difficile: la solidarietà, la capacità di ascoltarsi, di provare sentimenti in modo nuovo. Tutto ciò deve portarci ad essere migliori, a non dare nulla per scontato, cercando di ripartire insieme,  con maggiore energia propulsiva che porti del bene e non ingiustizie e scontri".

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"Dobbiamo essere tutti uniti perché questo sia per tutti noi un modo di resistere, di combattere, di vivere la vita senza fomentare odi - conclude -. Dobbiamo ricordare che questa è stata una pagina tremenda della nostra storia ma che successivamente è diventata una pagina forte e intensa. E' diventata la storia dell'amore di un popolo per la libertà e per tutti quei valori che portano ad essere uomini liberi, consapevoli, appassionati e vivi".

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