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Cronaca Bertinoro

I 35 anni della Casa della Carità di Bertinoro: si cercano nuovi volontari

L'idea di don Emanuele è far conoscere la Casa della Carità al maggior numero possibile di giovani e gruppi parrocchiali della Diocesi.

La Casa della Carità di Bertinoro festeggia i 35 anni dall’avvio. L’evento è stato ricordato domenica mattina con la messa solenne in Concattedrale celebrata da don Emanuele Lorusso, successore di monsignor Gian Luigi Pazzi alla guida pastorale della comunità bertinorese. E' seguito il pranzo comunitario nella sede della Casa, in via Frangipane, ai piedi della Rocca vescovile oggi divenuto contenitore universitario. Sorta originariamente in via Oberdan (accanto alla Caserma dei Carabinieri) il 15 novembre 1981, l’opera caritativa nel 2001 si è trasferita nei nuovi locali di via Frangipane, sotto la Rocca Vescovile. Con i suoi 12 ospiti fissi, disabili psichici e fisici, svolge un servizio fondamentale per i bertinoresi impossibilitati ad accudire a domicilio i propri cari.

Ingr.CasaCarità-2“Celebrammo la messa di inaugurazione – amava raccontare don Pazzi - nell’anniversario della morte di monsignor Giuseppe Bonacini, vescovo di Bertinoro dal 1959 al 1969, che non era riuscito a vederla realizzata. Quella sera stessa io e le due suore presenti andammo a prendere il primo ospite. Non abbiamo mai chiesto contributi, né riceviamo alcuna sovvenzione, andiamo avanti perché c’è tanta gente che ci vuole bene e la Provvidenza non ci ha mai abbandonato”. La Casa della Carità “covava” nei piani benefici di don Luigi Pazzi ancor prima del 1981. “In comunità avevamo compreso la necessità di sviluppare un’attenzione agli ultimi che non fosse la solita caritativa occasionale”. Per creare vera condivisione fra sani e ammalati fu adottata la formula della “Congregazione mariana Case della Carità”, avviata sin dal 1941 a Fontanaluccia di Reggio Emilia da don Mario Prandi e presente con 28 sedi in Italia, 14 in Madagascar, 5 in India e 2 in Brasile. In pratica, malati ed emarginati diventano parte attiva delle cosiddette “tre mense”, dove il cristiano trova il suo nutrimento: la Parola, l’Eucarestia e i Poveri. Nella Casa della Carità, il parroco, le suore o i frati, i volontari, fanno da padre e da madre ai fratelli più soli e poveri (disabili, anziani e persone con altre problematiche) che sono accolti, cercando di vivere insieme come in famiglia con carità cristiana. I poveri, le suore e i frati, i volontari partecipano alla vita di casa come possono, condividendo tutto: preghiera, lavoro, riposo, festa, gioie, difficoltà, "per poter raggiungere una comunione piena”.

“Sono parroco da cinque mesi a Bertinoro - afferma don Emanuele, classe 1945, proveniente da Cà Ossi dove ha operato per dieci anni a partire dal 2006 - e questo 35° anniversario della Casa mi riporta a quando conobbi don Luigi e alle volte in cui sono venuto alla vecchia sede, in via Oberdan. Appena messo piede in questo luogo d’amore, che va avanti solo grazie alla Provvidenza e al buon cuore della gente e dei volontari che affiancano le suore nella cura degli ospiti, ho percepito la grandezza spirituale di don Luigi e del suo lavoro. Lo spirito del fondatore delle Case della Carità, don Mario Prandi, e dello stesso don Luigi, è sempre vivo. Tuttavia, l’età avanzata delle persone accolte impone l’arrivo di nuove forze in grado di aiutarci”. La Casa della Carità di Bertinoro è “una famiglia in mezzo ad altre famiglie” condotta da 2 religiose residenti, suor Paola Morini e suor Agostina Ghidoni, Carmelitane Minori della Carità, oltre a decine di volontari provenienti da tutta la Romagna. Don Emanuele precisa che la Casa potrebbe ospitare fino a 18 bisognosi, ma mancano le forze. Questo spiega la proposta di un Campo di lavoro e formazione, nel periodo 26-30 dicembre 2016, oppure 2 – 6 gennaio 2017: “Vitto e alloggio sono gratis, si dorme con sacchi a pelo. Si seguono gli orari di preghiera della Casa della Carità, per poi proseguire con incontri, dialoghi e lavoro secondo le esigenze della Casa, intercalati a momenti di svago. Porta con te sacco a pelo, l’occorrente per igiene personale, vestiti e guanti da lavoro e... tanta voglia di stare insieme. Prenotarsi presso suor Paola: 328.8393088”. L’idea di don Emanuele è far conoscere la Casa della Carità al maggior numero possibile di giovani e gruppi parrocchiali della Diocesi.

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