rotate-mobile
Cronaca

Settant'anni fa scompavero San Biagio e la cappella del Melozzo: la rievocazione

Quel tardo pomeriggio del 10 dicembre 1944, Forlì era già libera da un mese. La città si sentiva fuori dalla guerra e molti abitanti stavano rientrando dai luoghi in cui erano sfollati l'indomani dei primi bombardamenti su Forlì, nel maggio di quell'anno

Quel tardo pomeriggio del 10 dicembre 1944, Forlì era già libera da un mese. La città si sentiva fuori dalla guerra e molti abitanti stavano rientrando dai luoghi in cui erano sfollati l’indomani dei primi bombardamenti su Forlì, nel maggio di quell’anno. Nessuno avrebbe mai pensato di poter perdere in un colpo solo altre 20 vite (senza contare i soldati inglesi morti in corso Diaz) e un gioiello del calibro di San Biagio e della cappella Feo, affrescata dal Melozzo.

E’ ricco ed accattivante il programma di celebrazioni proposto dall’Istituto Salesiano e della parrocchia di San Biagio, a 70 anni esatti dalla distruzione della basilica quattrocentesca affrescata dal Melozzo. Si comincia domenica 7 dicembre, alle 12, con l’inaugurazione presso la chiesa, alla presenza del sindaco Davide Drei, della mostra “San Biagio fra distruzione e rinascita”, curata da Franco d’Emilio e Paolo Poponessi. Lunedì 8 dicembre, alle 21, sempre in chiesa è previsto l’incontro “Quel pomeriggio del 10 dicembre”, con l’intervento di alcuni testimoni oculari del bombardamento: Aurelio Angelucci, Edelweis Gagliardi, Romeo Rosetti e Luciano Strocchi. Introdurranno la serata il parroco don Antonio Simioni, Paolo Poponessi e Giovanni Tassani. Nell’occasione, la Corale di San Biagio eseguirà alcuni brani classici, ad alleggerire il carico di quei ricordi, ancora gravidi di dolore e commozione.

E’ bene ricordare, infatti, che quella bomba tedesca ad altissimo potenziale non si limitò a cancellare la Cappella Feo, capolavoro d’arte e cultura che l’intera nazione ci invidiava, ma annientò anche 20 povere vite, fra cui tre bimbi, un sacerdote e una monaca clarissa. La rievocazione della distruzione di San Biagio proseguirà mercoledì 10 dicembre con la messa solenne delle 18 in suffragio delle vittime del bombardamento, presieduta dal vescovo monsignor Lino Pizzi. Alle 21 seguirà l’incontro pubblico “Guerra di ieri, guerre di oggi”, riflessione sull’impegno contro la violenza della guerra e le ingiustizie, documentata dall’esperienza di don Ferdinando Colombo, direttore dell’Opera Salesiana del Sacro Cuore di Bologna, di Alberto Quattrucci della Comunità di Sant’Egidio e dell’assessore comunale con delega alla pace Raoul Mosconi. Per l’occasione, entro la chiesa sarà allestita la mostra dedicata alla “Humanae Salutis”, la bolla di indizione del Concilio Vaticano II. Al termine, tutti i presenti riceveranno un dono in ricordo del 70° anniversario.

Sempre per commemorare degnamente quest’evento così drammatico nella storia della città, è stata stampata una cartolina che riproduce “La antica chiesa di San Biagio trasportata in cielo dagli angeli del Melozzo”: si tratta dell’ultima fatica pittorica dell’artista forlivese Angelo Ranzi. Nel 1952, al posto della quattrocentesca San Biagio in San Girolamo il vescovo Paolo Babini inaugurò la chiesa attuale. “La nuova San Biagio - dichiara Paolo Poponessi – è un edificio imponente ed elegante, riprova eloquente della tenacia con cui i Salesiani e la città intera perseguirono coralmente l’opera di ricostruzione, in un clima di pace e di concordia ritrovata”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Settant'anni fa scompavero San Biagio e la cappella del Melozzo: la rievocazione

ForlìToday è in caricamento