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La Cgil: "No ad un uso ricattatorio degli ammortizzatori sociali"

"Per queste ragioni chiediamo alle Istituzioni, a partire dalla Provincia, in cui si tengono i Tavoli di crisi di essere soggetto garante"

“Troppo spesso verifichiamo, durante gli incontri in cui si discute l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, richieste da parte delle aziende o dalle associazioni datoriali inaccettabili sulla cassa integrazione. Per queste ragioni chiediamo alle Istituzioni, a partire dalla Provincia, in cui si tengono i Tavoli di crisi di essere soggetto garante per un utilizzo corretto e non ricattatorio degli ammortizzatori sociali”: è la protesta che parte dalla Cgil.

Che continua, in una nota: “Infatti per esempio ci sentiamo spesso dire che per attivare la Cassa Integrazione i lavoratori devono rinunciare alla maturazione dei ratei di trattamento di fine rapporto, oppure accettare preventivamente il licenziamento, rinunciare al preavviso qualora si entri in mobilità. Tutte queste come condizioni indispensabili per attivare l’ammortizzatore sociale del caso.
La CGIL ritiene inammissibile che proprio i lavoratori, che pagano il prezzo di una crisi provocata da altri, subiscano il ricatto e con esso l’umiliazione di dover accettare condizioni vessatorie in cambio di quello che è un diritto di ogni cittadino, ovvero l’ottenimento della  CIG o qualsiasi altro ammortizzatore necessario per conservare il posto di lavoro”.


E ancora: “Inoltre la CGIL ritiene che questi comportamenti difficilmente rispondono allo spirito contenuto nel “Patto per attraversare la crisi”, sottoscritto dalle Associazioni Sindacali e Datoriali assieme alla Regione Emilia Romagna”.

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