Addio Lorenzo, il commosso ricordo dei colleghi: "Stava realizzando il sogno di una vita"

"Un dolore atroce per la famiglia, e per chi lo conosceva. Stava realizzando il sogno di una vita, quello di costruire il proprio futuro facendo il lavoro che più amava", è il ricordo del personale del comando provinciale di viale Roma

Foto di repertorio

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Comando di Forlì-Cesena con il suo personale piange Lorenzo Facibeni e si unisce al dolore della famiglia e della comunità di Predappio, ancora attonita di fronte a questa grave perdita. "Un dolore atroce per la famiglia, e per chi lo conosceva. Stava realizzando il sogno di una vita, quello di costruire il proprio futuro facendo il lavoro che più amava - è il ricordo del personale del comando provinciale di viale Roma -. Il Vigile del Fuoco era un mestiere ed una vocazione per Lorenzo e aveva coinvolto la sua famiglia, in quella più grande dei Vigili del Fuoco di Forlì-Cesena e in modo più ampio del Corpo Nazionale. Un comparto di eccellenza, che tutto il mondo ci invidia, per professionalità, preparazione e umanità, grazie agli operatori del soccorso come Lorenzo. I vigili del Fuoco eroi silenziosi. Loro sono i custodi della sicurezza dei cittadini e fondamentali nel nostro vivere la quotidianità. Negli occhi di Lorenzo, appare il suo vissuto, un connubio meraviglioso di fatica e sorrisi che accomuna chi ha scelto questa professione. E’ la dolce ‘sofferenza’ delle famiglie e delle mogli abituate a sopportare una vita sempre in servizio, anche quando non è in turno. Onore e gratitudine alla famiglia di Lorenzo, al cui dolore siamo vicini, e alle famiglie di questi angeli". I colleghi lo ricordano come "uomo di elevata professionalità espressa in vari settori specialistici".

I colleghi: "Stava realizzando il sogno di una vita"

La carriera nel Corpo

Il caporeparto Lorenzo Facibeni era nato a Forlì il 14 aprile 1968, sposato e con tre figlie, famiglia "che amava tantissimo". La sua passione per i Vigili del Fuoco è iniziata attraverso il servizio militare di leva obbligatorio, in qualità di Vigile Ausiliario del 107° corso, dal 6 febbraio 1987 al 4 febbraio 1988. Successivamente fu un valido vigile discontinuo del Comando. Assunto con il 15 febbraio 1992 con la qualifica di autista di automezzi di soccorso, il primo comando di assegnazione fu Mantova sino al 30 novembre 1993. Prestò servizio al Comando di Bologna sino al 31 gennaio 1997, per poi giungere il primo febbraio 1997 a Forlì. Promosso Capo Squadra da gennaio 2006, svolse l’incarico con professionalità, sino alla promozione a Capo Reparto, massima qualifica del ruolo, che continuò con lo stesso spirito di Corpo sino all’ultimo giorno di servizio, dopo aver contratto il virus, al rientro da una missione a Roma. Nel corso della sua carriera lavorativa, aveva fortemente voluto seguire i corsi per la conduzione dei mezzi speciali di soccorso fino alla 4^ categoria; si era appassionato alle tecniche specialistiche di soccorso Speleo Alpine e Fluviali e negli anni dal 2000 e 2013 aveva acquisito le relative specializzazioni, sino al livello 2B, indispensabili per acquisire anche la qualifica di aereo-soccorritore, svolto sino agli ultimi giorni del suo servizio.

Il cordoglio: "Profondo dolore. Era altruista"

L’elisoccorritore, "una sorta di angelo che scende dall’elicottero in volo, per raggiungere luoghi dove uomini e mezzi di soccorso non possono arrivare per aiutare chi ha bisogno d’aiuto". Lorenzo, oltre a prestare servizio al Comando di Forlì, dal 2012 era anche in servizio in periodi alternati presso il reparto volo della direzione regionale Vigili del Fuoco Emilia Romagna, alla caserma nell’aeroporto di Bologna “Guglielmo Marconi”, prima con la qualifica di specialista 2/A e poi con la 2/B. Nel 2003 aveva acquisito la professionalità di conduttore di natanti per il soccorso in mare. "La generosità di Facibeni lo portava nello stesso anno a specializzarsi nelle tecniche di primo soccorso sanitario e sull’utilizzo del defibrillatore, operatività indispensabile per salvare vite umane - continuano i colleghi -. La passione per tale professionalità, indispensabile anche per il lavoro di elisoccorritore, lo condusse, attraverso un percorso formativo, alla qualifica d’istruttore Tpss  da ottobre 2004. Nel 2006 comprendendo l’importanza della comunicazione con il richiedente di soccorso, acquisendo la qualifica di operatore di sala operativa".

Il dramma: Lorenzo non ce l'ha fatta

Nel 2013 ha conseguito le abilitazioni di Dos (direttore operazione di spegnimento) e di Tas (tipografia applicata al soccorso) sviluppando le competenze anche negli incendi di bosco e la metodologia per la ricerca di persone scomparse. Nel 2016 per sua volontà acquisiva, dopo un percorso formativo a Roma, la qualifica d’istruttore professionale. Tale qualifica gli ha consentito di trasferire le numerose competenze acquisite ai colleghi in corsi locali, regionali e nazionali. Nel 2019, con appositi corsi, ha acquisito anche la qualifica di responsabile delle operazioni di soccorso d’incendi in ambiente confinato. Facibeni ha partecipato, con le squadre di soccorso, a numerose emergenze per calamità che hanno colpito l’Italia, dalla prima Emergenza Umbria nel 1996, sino a quella del terremoto Lazio-Marche-Umbria del 2016. Lorenzo ha ricevuto numerose benemerenze dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, e la croce di servizio, oltre a numerose attestazioni di lode per il servizio svolto, esternate dal Comando attraverso ordini del giorno.

Conclude il ricordo del comando: "Lorenzo fulgido esempio di testimonianza della passione per un lavoro speciale, dello spirito di corpo e dei valori che contraddistinguono il Vigile del Fuoco. La nostra è una professionalità che esalta doti speciali ed affascinanti, quali la prontezza, la destrezza in prove dure, l’ardimento unita alla saggezza, l’abilità unita al coraggio, non attrae solo per queste, ma anche per altre motivazioni più profonde tra cui la solidarietà sociale. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rappresenta un’eccellenza del nostro Paese, profondamente amato e rispettato dai cittadini per il suo eccezionale contributo alla sicurezza della collettività e per l’abnegazione con la quale assolve ai gravosi compiti che la legge gli assegna. Nel silenzio scivoliamo via con la speranza che questo Corona virus non faccia più vittime tra la popolazione, tra i colleghi Vigili del Fuoco, gli operatori del soccorso sanitario e delle Forze dell’Ordine".

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