L’immagine miracolosa della Madonna del Fuoco ritorna nel cuore dell’Urbe

Anche se si tratta di un tragitto molto breve e limitato nel tempo, il fatto dell’icona della patrona celeste che esce dalla sua sede naturale per essere portata nel cuore cittadino, rinnoverà in molti la memoria della Peregrinatio Mariae.

Non accadeva da 16 anni. Domenica, subito dopo la celebrazione eucaristica “senza popolo” delle 16 in Cattedrale, presieduta da mons. Livio Corazza e trasmessa sui canali Youtube e Facebook della pastorale giovanile diocesana, l’immagine miracolosa della Madonna del Fuoco, anche se per poche ore uscirà dal santuario seicentesco incastonato nella chiesa madre dei forlivesi, per ritornare sulle strade dell’urbe. Il vescovo, accompagnato dal sindaco Gianluca Zattini e da due sacerdoti che reciteranno con lui il rosario, percorrerà via delle Torri con l’icona mariana, sino a raggiungere l’abbazia di San Mercuriale, in piazza Saffi: da qui impartirà la benedizione alla città di Forlì e alla Diocesi e invocherà la fine della pandemia. Il sagrato dell’abbazia romanica sarà la prima delle otto tappe della “Via della Speranza” voluta dal pastore d’anime di Forlì-Bertinoro, in vista della ripartenza dopo il “restate a casa” imposto dall’emergenza Coronavirus.

"Abbiamo chiesto ai nostri Santi e testimoni, San Pellegrino, Beata Clelia, Beata Benedetta, Annalena e, soprattutto, a Maria, Madonna del Fuoco e del Lago, di accompagnarci, di sostenerci, di incoraggiarci in questo cammino di speranza. Il tempo pasquale – continua il vescovo - è tempo di speranza e con l’aiuto dei Santi e dei testimoni a noi cari, mettiamo le basi per il nostro futuro”. Impartita la benedizione, mons. Corazza percorrerà un breve tratto di Corso Garibaldi (l’antica via Aemilia) sino a rientrare in Duomo. Anche se si tratta di un tragitto molto breve e limitato nel tempo, il fatto dell’icona della patrona celeste che esce dalla sua sede naturale per essere portata nel cuore cittadino, rinnoverà in molti forlivesi la memoria della Peregrinatio Mariae. L’ultima volta della Madonna del Fuoco in “visita” alla città e alla Diocesi, fu tra l’estate 2002 e l’autunno 2004 per iniziativa del vescovo del tempo monsignor Vincenzo Zarri. Il pellegrinaggio durò in tutto due anni e toccò gran parte delle 128 parrocchie diocesane. Nei periodi “morti” come l’estate, durante momenti liturgici specifici come l’avvento e la quaresima, e in occasione della festa patronale del 4 febbraio, l’immagine ritornò nel suo santuario in Duomo.

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Il 24 ottobre 2004, in piazza Saffi, degno scenario della chiusura del grande abbraccio mariano, c’erano quasi tremila persone. Quella “peregrinatio” così partecipata e riuscita, non riuscì comunque a stemperare l’emozione del primo grande viaggio della Madonna del Fuoco sulle strade della Diocesi. Iniziato il 4 febbraio 1949, si concluse il 17 maggio 1950. Fu congegnato dall’allora vescovo monsignor Giuseppe Rolla per risollevare moralmente la popolazione dagli stenti della guerra (fu un’iniziativa intrapresa in quasi tutta Italia). Per trasportare la preziosa xilografia si utilizzò prevalentemente un carro trainato da cavalli. Fece tappa in tutte le parrocchie forlivesi, toccando pure Castrocaro e Fornò e soffermandosi presso i più importanti istituti religiosi. Era preceduta da esercizi spirituali, fiorite di bambine e trasporto d’infermi. Lungo le strade (non c’era il traffico di adesso) s’innalzarono archi di trionfo e addobbi multicolori. Qualcuno rinnovò persino l’usanza, persa da tempo, di costruire carri con attori che rappresentavano scene religiose, oppure offrivano composizioni “immobili” come gruppi di angioletti, apparizioni di Lourdes, Fatima e simili. Fu un’apoteosi di fede e folclore. Come ha scritto monsignor Adamo Pasini nella sua “Storia della Madonna del Fuoco”, “dopo tante sventure di guerra, lutti e rovine, la gente riprese a cantare”. 

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