Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Evento storico per Forlì, il G7 fa tappa in città per due ore: un concerto e poi la cena in una piazza Saffi blindatissima

Uno spicchio di celebrità internazionale che il G7 ha riservato a Forlì, indicata come una delle 26 località ospitanti i vertici ministeriali dei 7 grandi Paesi

Sarà ricordato come un pomeriggio rovente - con un caldo superiore a 36 gradi e in una piazza Saffi desolata (per le misure di sicurezza) e riarsa dal sole - lo spicchio di celebrità internazionale che dalle 19 alle 21.30 di mercoledì il G7 ha riservato a Forlì, indicata come una delle 26 località ospitanti i vertici ministeriali dei 7 grandi Paesi (Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito, Francia, Germania e Italia), assieme a rappresentanti di Unione Europea, nell'ambito della presidenza italiana 2024 del “Gruppo dei 7”, il più grande forum intergovernativo permanente mondiale. E' stata una prima volta nella storia della città.

VIDEO - Il G7 a Forlì si apre con l'Inno d'Italia 

A Forlì l'eccellenza musicale italiana

A Forlì, e in particolare all'antica abbazia di San Mercuriale, è toccato il ruolo dell'ospitare il 'Bel canto', la cultura e l'eccellenza artistica che più di ogni altra cosa rappresenta l'Italia all'estero, con un'orchestra formata da 56 giovani strumentisti, i migliori selezionati dai tutti i conservatori d'Italia e diretti da Gianna Fratta, direttrice d'orchestra di fama internazionale e, per gli amanti delle curiosità, moglie di Piero Pelù. Quello di Forlì è stato quindi un corollario di svago del G7 su scienza e tecnologia, presieduto dalla ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, le cui discussioni si sono svolte fino al pomeriggio al Tecnopolo di Bologna.

Il G7 fa tappa a Forlì

Il corteo delle Maserati e il menù di Casa Romagna

Dieci Maserati Grecale nere identiche, con un autobus per gli staff, arrivati da corso della Repubblica tra le sirene delle scorte, hanno così dato l'avvio dell'appuntamento internazionale, puntuali pochi minuti prima delle 19. Mentre è stato un menù, più emiliano che romagnolo - composto da sformatino parmigiano con aceto balsamico come antipasto, cappellettoni di pasta verde ripieni di ricotta bufala e pomodorini come primo, e Rosa di Parma come secondo - a chiudere l'evento a Casa Romagna, che ha visto giungere in città circa 120-150 persone, che hanno attraversato piazza Saffi da San Mercuriale a Palazzo Talenti-Framonti, con la cena allestita da un servizio di catering su entrambi i piani del ristorante.

g7 piazza Saffi-2

Piazza Saffi blindata

E poi un dispositivo di sicurezza imponente ha accompagnato l'evento – ciò che i forlivesi probabilmente hanno visto di più, lontani decine di metri dalle delegazioni internazionali - con la chiusura di piazza Saffi fin dal primo pomeriggio e l'annullamento di ogni animazione prevista per i Mercoledì in centro. Pochi anche i curiosi alle transenne. Di più quelli che sono caduti dalle nuvole quando in bici si sono visti negare il passaggio in piazza. “Devo andare alle poste a ritirare una raccomandata” hanno abbozzato alcuni al varco di via delle Torri. “La posta è chiusa, torni domani”, la risposta inflessibile dei poliziotti. Ogni angolo del cuore delle città ben presidiato, per evitare ogni tipo di sorpresa che può portare con sé il G7. Chiusi anche negozi e bar nella “zona rossa” irraggiungibile per chi non aveva il pass.

VIDEO - La ministra Bernini: "Volevo che i ministri vedessero San Mercuriale"

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I politici da tutto il mondo

A Forlì erano assenti il ministro inglese appena insediato Peter Kyle (ha lasciato Bologna alla fine del vertice ed è stato sostituito da Georgina Ayre, capo del Dipartimento della Scienza, innovazione e tecnologia del Regno Unito) e la ministra giapponese Sanae Tachaiki. Un vertice delle delegazioni quasi tutto al femminile: sul sagrato di San Mercuriale, per la foto di rito, assieme a Bernini, c'erano molte più donne che uomini, con le ministre Mona Mener (Canada), Sylvie Retailleau (Francia), Arati Prabhakar (Usa), Bettina Start-Watzinger (Germania) e la commissaria europea Iliana Ivanova. Chi si occupa di università, ricerca e innovazione in Italia come nei grandi Paesi avanzati sono quindi, una volta tanto, donne.

maserati g7

“Siamo molto contenti di aver portato a Forlì i ministri del G7 che si occupano di ricerca e il commissario europeo - ha spiegato Bernini - e contenti di aver raccontato loro quello che questa terra straordinaria è riuscita a fare dopo un evento drammatico come l'alluvione. Volevo che tutta la compagine vedesse l'abbazia di San Mercuriale e che ascoltasse l'Orchestra nazionale dei conservatori, che abbiamo chiamato a Forlì per dare una rappresentazione del grande saper fare e dell'arte italiana, perché un'altra anima del ministero dell'Università è l'alta formazione musicale. E' una finestra da cui il mondo ci guarda”.

VIDEO - Celebrata anche l'Europa con l'Inno alla gioia

Il meglio dei giovani dei conservatori italiani

Chi era San Mercuriale? Quanto è antica quell'abbazia romanica in cui si trovavano? A fare gli onori di casa e a spiegare la storia e l'importanza di quei luoghi è stata la stessa Bernini, in una prolusione in inglese. Poi a San Mercuriale, davanti a circa un centinaio di persone, si è trasformata in una intima sala concerti, con gli ospiti a pochi passi dall'orchestra, dalla direttrice Fratta, e dai cinque cantanti solisti che si sono alternati: Alessia Rosa D’Abruzzo (soprano), Seo Jun Yun (tenore), Sara Di Fusco (soprano), Mattia Angelo Ribba (basso), Lorena Cesaretti (soprano). Un concerto impeccabile, con arie di Rossini e Puccini, aperto dall'Inno d'Italia e chiuso dall'Inno alla Gioia di Beethoven, inno d'Europa. Nonostante i possenti muri della chiesa romanica, caldo anche lì dentro, con un grande sventolio di ventagli. In prima fila anche il sindaco Gian Luca Zattini e il vescovo Livio Corazza.

orchestra g7-2

"Intelligenza artificiale da usare per il bene dell'umanità"

I temi prioritari individuati dalla presidenza italiana per il G7 di scienza e tecnologia, di cui si è discusso a Bologna sono stati  sicurezza ed integrità della ricerca scientifica, scienza aperta e comunicazione scientifica; grandi infrastrutture di ricerca; ricerca su tecnologie nuove ed emergenti, energia nucleare e spazio; cooperazione con l’Africa nei settori della ricerca e dell’innovazione; protezione dei mari e dell’oceano e della loro biodiversità. Sintetizza la ministra Bernini: “Soprattutto la scienza al servizio della persona, che deve rendere la vita delle persone più lunga, migliore e degna di essere vissuta”. E poi ancora: “L'intelligenza artificiale ha un senso se è al servizio delle persone. E' già tra noi, nei nostri telefoni, ma deve essere governata con intelligenza umana, per il bene dell'umanità”. E conclude: “Non abbiamo fatto chiacchiere, ma parlato di progetti concreti”.

Anna Maria Bernini

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