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Ida Pierotti (foto di Monica Visani)

Ida Pierotti (foto di Monica Visani)

A 101 tra i vincitori del "Premio di poesia Acquacheta"

Grande sorpresa e molta emozione sabato a Portico di Romagna, dove si è svolta la premiazione delle tre poesie vincitrici della prima edizione del "Premio di poesia Acquacheta"

Grande sorpresa e molta emozione sabato a Portico di Romagna, dove si è svolta la premiazione delle tre poesie vincitrici della prima edizione del "Premio di poesia Acquacheta". Il primo premio è andato a Matteo Nicolucci, di San Romualdo di Ravenna, autore de "L'ingrata dimensione di ogni abbandono", la cui lettura ha suscitato viva commozione tra il pubblico quando i versi sono stati interpretati da alcuni come un riferimento a un eccidio di guerra.

Nicolucci ha già pubblicato una raccolta di poesie col titolo "L'ombra del lupo", editore Il Ponte Vecchio di Cesena. Ma la vera sorpresa è stata l'assegnazione del secondo premio a "Vita vissuta", poesia scritta da Ida Pierotti, classe 1911, che è nativa di Bocconi-San Benedetto. Attualmente risiede nella Casa di Riposo Pietro Zangheri di Forlì . E' la prima volta in Italia che un premio di poesia viene consegnato a un'ultracentenaria.

Al terzo posto si è classificata Carmen Bendandi di San Zaccaria, anche lei dalla provincia di Ravenna, con "Storia passata", che presenta, sia in dialetto che in italiano, un vibrante contrasto tra annunci comunicati da due balconi diversi. Uno abbastanza facile da indovinare. Una particolare segnalazione intitolata " Premio Oxford" , creata ad hoc dalla giuria, è andata ad Agnese Polloni di soli 17 anni, autrice di "Che cosa ci aspetta".

Tra i giurati, oltre alla poetessa Elmina Martini e al giornalista Quinto Cappelli, residenti a Portico, c'erano lo scrittore e regista Alfio Bernabei, romagnolo trapiantato a Londra e la professoressa Emanuela Tandello che insegna all'Università di Oxford. "La poesia non ha età - afferma Bernabei, ideatore del premio -. Ma la sorpresa è stata grande quando abbiamo aperto le buste con le vere identità degli pseudonimi. Come membro della giuria avevo individuato nell'autore, o autrice, di "Vita vissuta" un'esplosione di immagini così vigorose da far pensare a qualcuno di almeno mezzo secolo più giovane. Non foss'altro per i riferimenti agli "anni di piombo" e alle "terre bruciate" con l'amaro sapore del Vietnam. Immagino che l'autrice abbia tenuto la poesia nel cassetto per un po' di tempo prima di farla pervenire al premio. Spero che all' edizione del prossimo anno si ripresenti con un'altra poesia altrettanto interessante, sotto un'altro pseudonimo".


La Pierotti si era presentata con lo pseudonimo "Solitaria", ma oggi si ritrova molto popolare tra i trecento anziani della Casa di Riposo dove ha deciso di trascorrre gli ultimi anni. "E' bizzarro come in questa prima edizione il caso ha voluto giocare la sua parte - continua Bernabei -. Da una vincitrice nata nella zona dell'Acquacheta di San Benedetto in Alpe, luogo citato da Dante nella "Divina Commedia", attraverso Portico , dove ebbero i natali i familiari della Beatrice di Dante, si passa agli altri due vincitori che provengono dal ravennate, un perfetto circuito dantesco dato che il poeta toscano finì i suoi anni proprio a Ravenna".

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