Terzo lotto della Tangenziale: via libera dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici

Costo dell'opera è di 75,6 milioni di euro. Sarà un tratto di 3,6 chilometri, di cui più di 700 metri realizzati in due gallerie artificiali, una sotto viale dell'Appennino e l'altra sotto il colle di Vecchiazzano

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici al Ministero delle Infrastrutture ha votato all'unanimità il progetto che prevede la realizzazione del Terzo Lotto della Tangenziale. Lo annuncia l'assessore ai Lavori Pubblici Francesca Gardini, giovedì a Roma "per ribadire l'importanza strategica" della realizzazione dell'infrastruttura, che connette l'ospedale di Forlì in maniera agevole con le diverse parti della città , con l'autostrada e l'aereoporto.

"Al tempo stesso permette di sgravare le zone residenziali di Vecchiazzano e Ca'Ossi dell'ingente traffico attuale, migliorando la viabilità  e la qualità della vita", ha evidenziato Gardini. Costo dell'opera è di 75,6 milioni di euro. Sarà un tratto di 3,6 chilometri, di cui più di 700 metri realizzati in due gallerie artificiali, una sotto viale dell'Appennino e l'altra sotto il colle di Vecchiazzano. L'opera è finanziata con fondi nazionali di Anas e cofinanziata dalla Regione Emilia-Romagna. Proprio il cofinanziamento regionale ha permesso di “velocizzare” la pratica, assieme al fatto che con un apposita convenzione ad Anas erano già pervenuti i finanziamenti per aggiornare il progetto di massima che giaceva dal 2002 nei cassetti del Comune.

Commenta il deputato Marco Di Maio: "Ormai 4 anni fa per la prima volta andammo in Anas assieme a Francesca Gardini per tentare il rilancio del progetto per il 3° lotto della tangenziale di Forlì. Dal Consiglio superiore delle opere pubbliche è giunto l’ultimo e definitivo avvallo tecnico al progetto. Una notizia di straordinaria importanza per Forlì e non solo, perché l’opera prolungherà l’anello tangenziale fino all’ospedale, a beneficio del traffico cittadino e del collegamento con le vallate e le altre infrastrutture (autostrada e aeroporto). Il giorno in cui con l'assessore Gardini entrammo in Anas, sapevano che da quasi 20 anni non se ne parlava più del 3° lotto; in pochi ci credevano, tra questi il sindaco Davide Drei che ci chiese di esplorare il terreno. Con qualche acrobazia riuscii ad avere l’appuntamento e andammo a incontrare i massimi dirigenti tecnici di Anas per convincerli a riprendere in mano il progetto".

Di Maio si sofferma su "due passaggi fondamentali. Il primo la scelta della Regione, sostenuta dell’assessore Raffaele Donini grazie al decisivo impegno di Valentina Ravaioli e Paolo Zoffoli, di indicare l’investimento tra quelli prioritari in Emilia-Romagna. Il secondo e, credo decisivo momento: l’incontro che un giovedì pomeriggio di luglio avemmo al ministero dei Trasporti a Roma con l’allora ministro Delrio. Assieme a Davide lo convincemmo a fare due cose di cruciale importanza: mettere il terzo lotto tra le opere finanziate dal Governo (75 milioni di euro) e a autorizzare l’emanazione di un nuovo bando per l’aeroporto di Forlì. Senza quel “sì”, a cui ne seguirono altri dalla Presidenza del Consiglio, tutto si sarebbe fermato. Oggi siamo nelle seguenti condizioni: entro il prossimo anno è verosimile che possano partire i lavori per il terzo lotto e entro l’estate (secondo le informazioni date dagli imprenditori che hanno avuto la concessione) l’aeroporto dovrebbe riaprire. Due fatti, concreti e per niente scontati, frutto di lavoro di squadra, perseveranza e umiltà. Altro che passerelle fotografiche e arroganti polemiche. Se tutto andrà in porto come credo, saranno due vittorie per Forlì e tutta la Romagna".

L'opera

La nuova strada, di 3,6 chilometri avrà una carreggiata unica di 10,5 metri più le banchine laterali. La strada prende il via dall'attuale sede di via del Guado subito dopo il ponte sul Montone, qui si eleverà in un viadotto di 302 metri e 9 campate che passerà sopra via del Partigiano, dove sarà realizzato uno svincolo di uscita con una rotatoria (come lo svincolo attuale di via Decio Raggi, ma con la tangenziale sopraelevata rispetto alla rotonda). Questa sarà l'uscita a servizio dell'ospedale. Quindi la tangenziale va in galleria artificiale sotto l'abitato di Vecchiazzano (per 454 metri) per poi rispuntare nel letto del fiume Rabbi, dove sarà realizzato un ponte di 194 metri e subito dopo un'altra galleria sotto viale dell'Appennino (per altri 315 metri).

La tangenziale quindi passa dietro l'Eurospin di via Grazia Deledda e dietro il cimitero di San Martino in Strada, per poi sfociare nella rotonda già realizzata su via Placucci e anche qui alzarsi in viadotto di 140 metri fino a raggiungere l'attuale svincolo. Le strutture di ponti e viadotti saranno realizzati in acciaio corten e cemento armato. Con quest'intervento il costo complessivo del sistema tangenziali di Forlì sarà di 304,2 milioni di euro per 18,2 chilometri (il primo pezzo fu aperto nel novembre del 2007), a cui di aggiunge il tratto realizzato in autonomia della Provincia di Forlì-Cesena (il quinto lotto) che da via Placucci arriva fino a Grisignano, per altri 3,7 chilometri e una decina di milioni di euro.

Meno traffico in città

Il Comune stima che l'apertura del nuovo tratto di tangenziale eliminerà  il 40%-50% del traffico in via del Partigiano, via Mazzatinti e via Quarantola. Diminuzioni anche del 30-35% in via Ca' Rossa, del 25%-30% in via Campo degli Svizzeri e via Ribolle, del 20-25% in via Campo di Marte e del 15-20% in via Castel Latino.    

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