Lo stabile delle ex officine aeronautiche Caproni finisce all'asta: si parte da un milione di euro

Si tratta di una superficie lorda coperta di 6600 metri quadrati, mentre scoperta di 8.578 metri quadrati

Un pezzo di storia sul mercato. Finisce all'asta lo stabile che in passato aveva ospitato le "Officine aeronautiche Caproni", in Piazzale Francesco Baracca a Predappio. Si tratta di una superficie lorda coperta di 6600 metri quadrati, mentre scoperta di 8.578 metri quadrati. Il prezzo è di 1.030.000 euro. L'annuncio è pubblicato sul portale dell'Agenzia del Demanio. Per informazioni è possibile rivolgersi al numero telefonico 051 6400418 (Piazza Malpighi, 19 Bologna), oppure consultare il sito www.agenziademanio.it alla pagina Gare e Aste - Immobiliare. La gara, attraverso offerte segrete, si terrà il 22 settembre alle 10 nella sede della direzione regionale Emilia Romagna dell'Agenzia del Demanio. Il bene, viene rimarcato, è stato dichiarato di interesse culturale.

Costruito nel 1935 come officine aeronautiche, presenta una consistenza di superficie lorda pari a circa  6.600 metri quadrati ed una superficie classificata come bosco ceduo, seminativo ed ente urbano di circa 12.050 metri quadrati. E' costituito da due complessi distinti: il primo sulla destra della rotabile (quello interessato dalla seguente relazione), addossato al fianco della collina sovrastante è una costruzione a più livelli dove si allestivano i velivoli; il secondo sulla sinistra quasi di fronte al precedente è costituito da due gallerie parallele, lunghe, ciascuna, centotrenta metri; dette gallerie, che si insinuano all'interno della collina, vennero realizzate per far si che la produzione continuasse anche in caso di bombardamenti. L’immobile presenta con un elevato stato di degrado, in una situazione di totale collabenza.

La storia

Benito Mussolini aveva in animo di realizzare un programma di industrializzazione del territorio forlivese e lo stabilimento dell’Aeronautica Caproni costituiva, nelle intenzioni, uno dei poli trainanti. La nuova fabbrica, raccontano alcune ricerche sull’argomento, sorse nell’area dove pochi anni. prima la Società Anonima Zolfi di Torino estraeva e macerava lo zolfo; la nuova struttura industriale avviò la propria attività nel 1935, con un organico formato da seicento operai impegnati nella costruzione di trimotori Savoia-Marchetti S.M.81 "Pipistrello”, bombardieri che furono fortemente impegnati prima nella campagna in Abissinia del 1935/1936, poi durante la guerra civile Spagnola e in parte nel primo periodo della seconda guerra mondiale. Per un periodo lo stabilimento si concentrò nella produzione di velivoli da addestramento Caproni Ca.164.

Un anno più tardi, a integrazione di quanto si attuava a Predappio, venne realizzata nella vicina Meldola la seconda industria militare del forlivese, l’Officina Meccanica S.A. Scipione Innocenti (fondata dall’omonima azienda bolognese) che lavorava nel campo della revisione dei motori per aviazione e produceva parti di ricambio, tecnicamente classificati quali “pezzi di rispetto”. Oltre ciò, l’ebanisteria bolognese Castelli assicurava con maestranze specializzate la realizzazione delle parti in legno (fusoliera SM 81). Dopo l’entrata in guerra, nonostante l’ampliamento del complesso industriale, la produzione conobbe una sostanziale contrazione. Si realizzò un numero esiguo di velivoli da caccia FIAT CR.42 Falco e Caproni-Reggiane Re.2001, la cui costruzione era interamente metallica, concentrata esclusivamente negli stabilimenti della Reggiane a Reggio Emilia, azienda sempre del Gruppo Caproni.

Nel 1942, l’organico dell’Aeronautica Caproni di Predappio raggiungeva le 1400 unità, tra impiegati e operai. Altri 200 dipendenti lavoravano nell’area dell’aeroporto di Forlì. Un ultima notazione riguarda quanto venne realizzato a favore della sistemazione dei dipendenti e delle loro famiglie. Dalle fonti disponibili si evidenziano: un sistema di costruzioni dislocate all’intorno, in gran parte distrutte, consentiva lo svolgimento di un sistema di servizi necessari alla vita della fabbrica: ad esempio la casa di “Masone”, una villetta in stile tirolese costruita in otto giorni e donata dagli operai all’ingegnere Gianni Caproni a memoria del suo luogo di nascita, luogo che fungeva da biblioteca per il dopolavoro; un piccolo campo di volo idoneo solo all’atterraggio del velivolo tedesco FIESELER Fi 156 STORCH, e gli ancora oggi celebri Tunnel, scavati sotto la collina antistante la fabbrica, dove poter trasferire le lavorazioni in caso di bombardamenti. Oltre ciò, facevano parte del complesso industriale Caproni, le villette per gli impiegati costruite lungo la strada che da Predappio Nuova porta allo stabilimento, le casette operaie sul modello “Pater” oltre il fondo Varanello, verso il cimitero di S. Cassiano e, infine, il “Palazzo dell’ Aeronautica Caproni”, tuttora presente e utilizzato, costruito lungo il corso principale di Predappio.

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