A Capaccio un convegno sui cambiamenti climatici e la gestione delle acque

E’ in programma giovedì alla Sala Convegni del Centro Operativo di Romagna Acque a Capaccio, nei pressi di Santa Sofia, la Giornata di studio sul tema “Cambiamento climatico e strategie resilienti di gestione delle acque”

E’ in programma giovedì mattina alla Sala Convegni del Centro Operativo di Romagna Acque a Capaccio, nei pressi di Santa Sofia, la Giornata di studio sul tema “Cambiamento climatico e strategie resilienti di gestione delle acque”, organizzata dall’Associazione Idrotecnica Italiana in collaborazione con Romagna Acque-Società delle Fonti Spa e con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Forlì-Cesena. L’iniziativa si inserisce all’interno di un rapporto ormai consolidato fra Romagna Acque l’Associazione Idrotecnica Italiana sulle tematiche legate ai cambiamenti climatici; e conferma Capaccio come luogo-chiave per il dibattito ad alto livello su tematiche idropotabili e comunque legate alla risorsa idrica.

Gli eventi di dissesto idrogeologico e di scarsità idrica, che quest’anno hanno colpito diverse zone del nostro Paese, hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della vulnerabilità del nostro Paese ai cambiamenti climatici e della fragilità dell’attuale assetto infrastrutturale. La frequenza con cui si susseguono importanti eventi alluvionali e di frana conferma lo stato di fragilità di ampie parti del territorio nazionale, rese vulnerabili dai massicci e poco pianificati fenomeni di espansione urbana, di antropizzazione di aree a rischio alluvionale, avvenuti a partire dal dopoguerra, di irrazionale confinamento degli alvei di molti fiumi. Per quanto riguarda la situazione delle risorse idriche, invece, pur in un quadro di spiccata disomogeneità territoriale, la severa siccità estiva ha ancora una volta evidenziato gli inadeguati livelli di efficienza dei sistemi di captazione, regolazione e trasporto, oggi disponibili nel Paese. Interventi finalizzati alla riduzione delle perdite idriche dei sistemi di vettoriamento e di distribuzione, oggi caratterizzate da valori inaccettabilmente elevati per un paese avanzato, e insieme di significativo potenziamento delle capacità di stoccaggio, tali da consentire un ulteriore e più razionale utilizzazione delle ingenti disponibilità idriche naturali non ancora utilizzate, paiono le strade obbligate da percorrere.

In definitiva, la preoccupante fragilità del territorio nazionale, sia in relazione ai fenomeni alluvionali e di frana che a quelli di scarsità idrica, suggerisce l'opportunità e l’urgenza di un cambiamento del modello di intervento, passando da un approccio sostanzialmente attendista, incentrato su provvedimenti di tipo emergenziale, tipico del nostro recente passato, a un approccio proattivo, basato sul miglioramento della resilienza delle comunità antropiche e dei territori, nell’ottica della mitigazione del rischio residuale, che inevitabilmente richiama alla necessità di un profondo ammodernamento e potenziamento del sistema infrastrutturale esistente. La portata di tali cambiamenti ha suggerito l'opportunità di intraprendere iniziative di aggiornamento, finalizzate all’approfondimento e all’attualizzazione delle conoscenze dei Tecnici. In tale ottica, si colloca la Giornata di Studio organizzata dall'Associazione Idrotecnica Italiana, in collaborazione con Romagna Acque, col Dipartimento Dicam dell'Università di Bologna e con l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Forlì-Cesena.

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