rotate-mobile
Cronaca

A Forlì giornalisti scientifici da tutt'Italia: "Fake news in campo medico? Morgagni fu tra i primi a combatterle"

L'INTERVISTA - Tiziana Rambelli presenta il seminario di formazione del 16 febbraio, al Campus Universitario di Forlì, che si aprirà con il saluto del Rettore dell’Università di Bologna

Come comunicare la scienza, ma anche una riflessione sulla correttezza delle notizie nei media anche durante la pandemia, con novità deontologiche nell’informazione scientifica e sanitaria nella professione giornalistica. Sarà uno degli argomenti che sarà trattato mercoledì prossimo in occasione della riunione dei giornalisti scientifici nazionali, che si terrà a Forlì su proposta di Tiziana Rambelli, giornalista scientifica e dirigente presso la Piattaforma Amministrativa di Forlì- Cesena, Ausl Romagna. Il seminario, che si terrà al Campus universitario di via Corridoni, sarà anticipato martedì da una serie di visite riservate, una in ambito medico-sanitario ed una in campo aeronautica-aerospaziale.

Che cos'è l'Unione giornalisti scientifici italiani?
L’Unione Giornalisti Scientifici Italiani è stata fondata nel 1966 ed è un’ Associazione, senza scopo di lucro, che ha lo scopo di favorire la divulgazione scientifica e tecnica in Italia attraverso i media, favorendo l’aggiornamento professionale dei soci (giornalisti iscritti all’Ordine), professionalmente impegnati nell’ambito dell’informazione scientifica attraverso quotidiani, periodici, radio, televisione e pubblicazioni online. L’Ugis è tra i soci promotori di Eusja (European Union of Science Journalists’ Associations con sede a Strasburgo) fondata nel 1971, e di Wfsj (World Federation of Science Journalists).

L'Ugis ha scelto Forlì per una due giorni di formazione. Come è nata questa opportunità?
Faccio una premessa: da anni mi occupo di comunicazione sanitaria per il Servizio Sanitario Regionale, prima come Ausl Forlì e ora come Ausl Romagna. Da quest'anno sono stata inserita nel gruppo nazionale Ugis “Sanità e lavoro”. Da questa occasione è venuta l’idea, viste le riconosciute eccellenze mediche e scientifiche di questo territorio, di proporre Forlì e la Romagna come sedi, per la prima volta, di un evento formativo dei giornalisti scientifici italiani provenienti da tutta Italia. 

Cosa è stato organizzato per l'occasione?
Innanzitutto il seminario di formazione del 16 febbraio, al Campus Universitario di Forlì, che si aprirà con il saluto del Rettore dell’Università di Bologna. E poi, come in altri territori dove Ugis ha attivato questi appuntamenti, verranno effettuate due visite tecniche nell’area di Forlì-Cesena per i giornalisti scientifici. Una è in programma a Pievesestina, nel Laboratorio di Microbiologia diretto dal professor Vittorio Sambri e nella Banca della cute, diretta dal dottor Davide Melandri, mentre l'altra a Forlì nel polo universitario aerospaziale, che comprenderà l'aeroporto, la scuola dei controllori di volo e la Galleria del vento di Predappio. Il tutto in sinergia con Campus Universitario di Forlì - Università di Bologna, Dipartimento di Medicina Dimes Unibo, Ausl Romagna e Fondazione Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna.

Qual è il collegamento tra sanità e modello organizzativo aeronautico?
Le due visite tecniche che effettueremo delineano l’importanza del territorio romagnolo “nella gestione delle emergenze, delle tecnologie sanitarie e anche come questo sia connesso con gli ambiti aerei e aerospaziali nel periodo della pandemia da Covid-19”

Su cosa si focalizzerà il seminario del 16 febbraio? 
Il seminario si concentrerà su temi della deontologia nella corretta informazione scientifica e sanitaria, soprattutto durante la pandemia. Il presidente Ugis Giovanni Caprara illustrerà come comunicare la scienza e farà una riflessione sulla correttezza delle notizie nei media anche durante la pandemia, con novità deontologiche nell’informazione scientifica e sanitaria nella professione giornalistica, con Giovanni Rossi, già presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna e ora consigliere della Fnsi).

Chi parteciperà?
Ai saluti interverranno Giovanni Molari, rettore Università di Bologna; Emanuele Menegatti, presidente del Campus Universitario di Forlì; Tiziano Carradori, direttore generale dell'Ausl Romagna; Gianluca Zattini, sindaco di Forlì; e la sottoscritta come socia Ugis (gruppo Salute e Lavoro) e ufficio stampa Ausl Romagna. Parteciperanno al corso come relatori anche il professor Gianandrea Pasquinelli, direttore del dipartimento Dimes di UniBo; il professor Vittorio Sambri, direttore dell’Unità Operativa di Microbiologia della Romagna; e il prof Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa – Collo dell’Ausl Romagna. Il coordinamento del corso e delle visite vede impegnati Nadia Grillo, vicepresidente Ugis, che farà anche da moderatrice alle relazioni; Giorgio Pacifici, responsabile gruppo “Salute e Lavoro” Ugis; e Fabrizio S. Bovi, responsabile gruppo “Scienze Aeronautiche” Ugis, che farà le conclusioni del seminario.

Sarà aperto a tutti?
Al seminario si potrà accedere, tramite iscrizione, attraverso il portale della formazione Gru (per dipendenti del Servizio Sanitario Regionale che vogliono ottenere crediti Ecm), oppure attraverso il nuovo portale della formazione dei giornalisti (https://www.formazionegiornalisti.it, riservato ai giornalisti, ndr). I posti sono limitati per cui, chi fosse interessato, deve provvedere al più presto all’iscrizione.

Nelle ultime settimane il tema della qualità dell’informazione è tornato al centro del dibattito. Si parlerà anche di fake news e correttezza dell'informazione durante l'era della pandemia? Sono previste novità deontologiche nell’informazione scientifica e sanitaria?
L’antidoto contro la falsa informazione è una corretta comunicazione della cultura scientifica. Non a caso Forlì è anche la città natale del padre della patologia moderna, Giovan Battista Morgagni, che ha sempre combattuto l’antiscienza e le false informazioni sanitarie, già diffuse, ai suoi tempi, da pregiudizi e “finti esperti”. Si tratta comunque di una riflessione in corso da tempo e di una sfida necessaria sulla formazione deontologica nell’informazione scientifica e sanitaria, in cui l’Unione Giornalisti Italiani Scientifici si impegna da tempo con la Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha  per questo integrato l’art. 6 del “Testo Unico dei Doveri del Giornalista”, proprio grazie allo stimolo dato dalle indicazioni elaborate nel Manifesto di Piacenza dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna).

Qual è il miglior 'vaccino' contro la disinformazione?
Il miglior vaccino contro la disinformazione, per diretta esperienza sul campo, è accrescere e diffondere la cultura scientifica. In fondo qualcuno, in questi tempi di pandemia, ha sottolineato spesso come il virus peggiore sia proprio l’ignoranza. E sempre a questo proposito l’Unione Giornalisti Scientifici, nel “Manifesto di Piacenza”, ha ribadito l’importanza di una formazione dedicata per i giornalisti, il rapporto con le fonti, l’importanza dei processi informativi, il dovere etico-correttezza e veridicità della notizia, il non creare aspettative infondate o allarmi ingiustificati. Chi comunica, non solo i giornalisti, ma chiunque abbia un ruolo nella diffusione di informazioni, deve sempre ricordarsi la responsabilità e le conseguenze che derivano da quello che afferma.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

A Forlì giornalisti scientifici da tutt'Italia: "Fake news in campo medico? Morgagni fu tra i primi a combatterle"

ForlìToday è in caricamento