Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

A Montepaolo messa del vescovo in onore di Sant’Antonio: festeggiato anche a Predappio e Forlì

L’umile frate portoghese, rimasto agli annali per lo straordinario eloquio che maturò proprio a Forlì, sarà celebrato domenica con un programma ridotto

A Montepaolo messa del vescovo in onore di Sant’Antonio di Padova, che si festeggia anche a Predappio e Forlì. L’umile frate portoghese, rimasto agli annali per lo straordinario eloquio che maturò proprio a Forlì, sarà celebrato domenica con un programma ridotto, a causa delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. Il vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza presiederà la liturgia eucaristica alle 11 al santuario di Montepaolo, con diretta su Teleromagna. Durante tutta la giornata sarà presente un padre francescano per le confessioni. Un’altra messa è in programma alle 17.

Dopo la partenza della comunità dei frati Minori, che hanno presidiato il centro di culto antoniano per sette secoli sin dai tempi di Francesco d’Assisi (quel fatidico 4 ottobre 2016, nella chiesa di San Francesco a Forlì, i padri Bonaventura Pini, Giuseppe Amante e Maurizio Piazza si accomiatarono dai forlivesi dopo quasi 800 anni di servizio), la custodia del luogo in cui il santo portoghese dimorò per 15 mesi dal 1221 al 1222, nel 2019 è stata assunta dalle Clarisse Urbaniste provenienti dal convento faentino di Santa Chiara. “Guardiamo i mesi a venire - scrivono le monache nel loro foglio informativo - come l’occasione di un incontro particolare con Antonio, il Santo di Padova, no, di Montepaolo! Nell’anno 1221, Antonio arriva quassù, proprio su queste colline e vi trascorre diversi mesi, è un lungo tempo di nascondimento, di ricerca, di incontro con Dio”.

Domenica, il santo portoghese sarà festeggiato anche a Predappio, nella grande chiesa razionalista eretta nel 1934 su progetto di Cesare Bazzani, con le messe celebrate alle 11 dal parroco don Massimo Bonetti e alle 18 dal vescovo, mons. Corazza, con una preghiera particolare per le donne in gravidanza e per tutti i bambini e i ragazzi. Antonio di Padova sarà onorato pure a Forlì. “Come da tradizione – scrive don Paolo Giuliani - nella Chiesa del Suffragio si celebra la festa di S. Antonio. Le Sante messe verranno celebrate sabato alle 18 e domenica alle 11, 15 e 20,30 (accompagnata dal Coro S.Filippo Neri)”. All’interno vi è una cappella dedicata al Santo, che ha al centro una tela dipinta dal sacerdote forlivese Don Simone Campagnoli (1724-1798), della scuola del Cignani, che rappresenta S. Antonio dinanzi alla Vergine. “Due grandi vasi marmorei – continua il rettore del Suffragio - opera degli artisti bolognesi Ottavio e Nicola Toselli, ornano l'altare; su di essi sono scolpite in altorilievo scene relative alla vita del santo”.

La premura di don Giuliani per il prodigioso frate portoghese non attenua il disappunto per la mancanza nel capoluogo di un centro di culto specificamente vocato al “divo” Antonio. Gli agiografi sono concordi: l’evento che ha rivelato al mondo la levatura spirituale di Fernando Martins de Bulhões è avvenuto a Forlì. Uomo di straordinaria cultura, Fernando nasce nel 1195 a Lisbona da famiglia benestante e aristocratica. Nel 1210 entra a far parte dei Canonici regolari della Santa Croce, per poi aderire nel 1220 all’ordine francescano col nome di Antonio. Nel 1221, diretto in Africa “per convertire i Mori”, viene trascinato in Sicilia da un fortunale, che di fatto gli salva la vita e lo porta al Capitolo Generale di Assisi, dove conosce di persona il fondatore della regola, San Francesco. Al termine, Antonio è inviato dallo stesso Poverello d’Assisi a Forlì. Da qui, frate Graziano, superiore dei francescani in Romagna, lo manda in servizio a Montepaolo. Nel settembre 1222 scende a Forlì con la sua comunità per assistere ad un’ordinazione sacerdotale.

Venuto a mancare il predicatore ufficiale, gli viene chiesto di sostituirlo. Dopo l’inevitabile incertezza iniziale, come per una folgorazione inizia a parlare sulle Sacre Scritture con tale padronanza di linguaggio e contenuti, che “ai francescani e domenicani colà convenuti - scrive Gilberto Giorgetti in Foto di Famiglia - apparve chiaro l’intervento soprannaturale”. La chiesa dedicata ad Antonio di Padova a Forlì esisteva ed era posta in via Pellico. Nel 1806, durante il dominio napoleonico, è sconsacrata e venduta al faccendiere Luigi Belli, che distrusse il campanile e la cappella maggiore, fino a ridurre il tutto a magazzino. Dopo ulteriori cambi di proprietà, nel corso dei quali ha operato persino da calzaturificio, nel 1990 è acquistata da Domenico De Crescenzo. Oggi è sede dell’atelier “Emozioni in Fotografia” di Debby Cosenza.

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