Mercoledì, 17 Luglio 2024
Alluvione e danni / Modigliana

A quattro mesi dall'alluvione 40 geologi visioneranno la vallata del Marzeno: "Troveranno frane, strade chiuse e ponti crollati"

Ad organizzare sopralluoghi in alcune aree oggetto di frane, tra i comuni di Modigliana e Tredozio, è l’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna con l'evento "Sos Romagna"

Un'escursione per 40 geologi nella valle del torrente Marzeno per visionare gli effetti dell'alluvione dopo quattro mesi. Ad organizzare sopralluoghi in alcune aree oggetto di frane, tra i comuni di Modigliana e Tredozio, è l’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna con l'evento "Sos Romagna", in programma il primo settembre. "Saranno 40 i geologi, iscritti all’Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna, a partecipare a questo primo evento divulgativo nei luoghi coinvolti da uno dei peggiori disastri naturali del dopoguerra; a Modigliana sono state calcolate circa 400 frane, 4 ogni chilometro quadrato, che ancora oggi sono impresse sul territorio come cicatrici", spiega il presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna, Paride Antolini. 

"Per noi geologi sarà un particolare momento per analizzare uno scenario unico nel suo genere e sicuramente meritevole di un approfondimento scientifico. Un avvenimento che ha sconvolto la vita di molte persone e riafferma l’importanza della conoscenza geologica, del lavoro del Geologo e della prudenza che si deve sempre adottare negli interventi edificatori". Che cosa vedranno i 40 geologi che l’1 di settembre si troveranno a Modigliana? "A 4 mesi dall’alluvione troveranno strade chiuse, ponti crollati, strade con limiti di transito, abitazioni evacuate, frane che la vegetazione tenta di ricoprire; un paese che si è adattato a vivere in una situazione surreale, sperando che le piogge non arrivino e che l’autunno e l’inverno siano clementi", replica Antolini.

"Si stanno perdendo settimane, mesi di sole, con le ruspe ferme, perché i Comuni non hanno fondi per saldare i lavori fatti finora e quindi per proseguire - conclude Antolini -. Le vacanze estive sono un tema da telegiornale, i romagnoli dei campi e della montagna continuiamo a lavorare e sperare in un autunno senza piogge”. 

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