A San Mercuriale un centro di identificazione dei cittadini ivoriani in vista delle elezioni

Sono attese decine di cittadini ivoriani domenica a San Mercuriale, in occasione delle operazioni preliminari alle elezioni presidenziali in Costa d'Avorio del 31 ottobre prossimo

Sono attese decine di cittadini ivoriani domenica a San Mercuriale, in occasione delle operazioni preliminari alle elezioni presidenziali in Costa d'Avorio del 31 ottobre prossimo. A partire dalle 9 e fino alle 19, nella sala del chiostro dell’abbazia di piazza Saffi sarà operativo un centro di identificazione e di iscrizione alle liste elettorali, a disposizione di quanti vorranno partecipare al voto nel proprio paese d’origine. Artefice della singolare iniziativa in terra forlivese è stato don Guy Roland Kone, anch’egli ivoriano conosciuto da tutti come don Guido, collaboratore del parroco-abate don Enrico Casadio e assistente spirituale dei circa 600 connazionali residenti in città (un migliaio in tutta la provincia).

“La Costa D’Avorio è un piccolo paese di 25 milioni di abitanti – dichiara il sacerdote, classe 1976 – e ogni 5 anni si tengono le elezioni del presidente. Dal 2015 ad oggi sono divenuti maggiorenni circa 5 milioni di ivoriani. Per poter esercitare il diritto al voto devono essere iscritti nelle liste elettorali del nostro paese: questo spiega le operazioni odierne a Forlì, punto di riferimento romagnolo per i nostri giovani che vorranno partecipare alle presidenziali e che non sono riusciti ad accreditarsi domenica scorsa a Bologna”.

Una prima tornata delle preiscrizioni si è già tenuta nel capoluogo felsineo: “Gli spazi erano ridotti – conferma don Guido – e le operazioni sono andate a rilento, anche a causa dell’obbligo di distanziamento sociale imposto dall’emergenza Coronavirus. Così, sentito l’ambasciatore ivoriano e in accordo con le autorità civili e le forze dell’ordine di Forlì, abbiamo deciso di riproporre la cosa in questa città e in spazi molto più ampi”.

Il sacerdote, oltre a dare una mano pastorale a don Casadio, è impegnato a far convivere i due principali gruppi etnici del suo paese, presenti anche a Forlì e in Romagna come associazioni: da un lato Kavokiva, che significa “siamo insieme” e dall’altra Aboussouan, ossia “famiglia”. La prima ha fatto parlare bene di sé un paio di anni fa, quando si accordò con l’Amministrazione comunale, proprietaria del chiostro di San Mercuriale, per la sua pulizia periodica. “Gli amici forlivesi di Kavokiva – dichiarò all’epoca don Guido – hanno deciso di pulire San Mercuriale perché è il simbolo indiscusso della città che li accoglie”. Adesso il lavoro del sacerdote è favorire la concordia fra i suoi connazionali, mettendoli in condizione di partecipare in massa alle presidenziali di ottobre.

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La Costa D’Avorio porta ancora le ferite di 10 anni di guerra civile, conclusa nel 2012, in cui morirono 3.000 persone. La tensione fra i due uomini forti del paese subsahariano, l’ex presidente Laurent Gbagbo e l’attuale Alassane Ouattara, rieletto nel 2015, non è mai cessata. “Anche noi che viviamo lontani – conclude don Kone – dobbiamo fare di tutto per la piena riconciliazione del nostro popolo. Questo è il significato del nostro impegno odierno a Forlì”.

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