rotate-mobile
Università

Accampamento pro Palestina: gli studenti chiedono un confronto col presidente del Campus

Dall’assemblea, spiegano gli organizzatori, "è emersa la necessità, da parte della comunità studentesca, di una responsabilizzazione collettiva"

Mercoledì di riflessione e incontri all'acampada forlivese, la protesta pro Palestina degli studenti al Campus di Forlì. Dall’assemblea, spiegano gli organizzatori, "è emersa la necessità, da parte della comunità studentesca, di una responsabilizzazione collettiva, attraverso una presa di coscienza dell’eredità coloniale dell’occidente e, soprattutto, del nostro Paese. Consapevolezza che può nascere solo attraverso una profonda riflessione a livello personale, accademico e sociale sul tema. Visti i numerosi accordi che riguardano i nostri dipartimenti invitiamo gli studenti, in particolare quelli di Ingegneria e di Scienze Politiche, ad unirsi all’acampada per confrontarci sugli accordi bilaterali più problematici -  come quelli con Leonardo, Thales, Nato e Marina Militare - che ci riguardano direttamente. Esortiamo inoltre la comunità tutta a raggiungerci al Campus e a confrontarsi sulle complicità attuali, il loro passato e le loro possibili implicazioni future".

"Appoggiamo in toto la Mozione presentata in Senato Accademico a Bologna – già redatta con particolare attenzione nei confronti di quelli che sono gli accordi più problematici e che supportano il comparto bellico israeliano - affinché abbia più risonanza possibile - viene aggiunto -. Prendiamo atto che gli accordi più problematici, in gran parte, riguardano proprio il Campus di Forlì; perciò, riteniamo necessaria la nostra presa di posizione e ci appelliamo direttamente alle governance dei suddetti dipartimenti. Al fine della cooperazione e solidarietà internazionale, proponiamo all’Università di Bologna di stringere accordi con università palestinesi, esprimendo in tal modo una concreta alleanza con l’apparato educativo palestinese, annientato giorno dopo giorno".

"Inoltre, riteniamo che la mobilitazione sul tema debba essere trasversale e capillare nel territorio; pertanto, invitiamo la comunità al corteo nazionale a Roma il primo giugno e al corteo nazionale a Modena il due giugno - proseguono -. Denunciamo nuovamente la complicità del governo italiano nel genocidio e richiediamo che supporti attivamente la fine dell’occupazione del territorio palestinese e, in seguito, il riconoscimento dello stato palestinese, oltre ad assicurare riparazioni alla Palestina. Per concludere, richiediamo nuovamente a gran voce un incontro pubblico con il nostro presidente di Campus Menegatti per un libero confronto; fino ad allora, continueremo a gridare: “Palestina libera!”".

La politica

“Non ho più parole per denunciare quanto di inaccettabile sta accadendo a Gaza - sono le parole di Giacomo Zattini, candidato alle elezioni Europee del prossimo 8 e 9 giugno per il Movimento 5 Stelle nella Circoscrizione del Nord Est -. E non solo dal 7 ottobre 2023. Abbiamo il dovere di non arrenderci al senso di impotenza di fronte all'orrore. Parliamone, facciamoci sentire, partecipiamo a ogni manifestazione utile a dare la voce a chi non ne ha più, mettiamo pressione a chi impotente non è: il Governo italiano, l’Unione Europea, gli Stati Uniti, che mettono in atto piroette linguistiche per continuare ad appoggiare Netanyahu. Tra poco più di una settimana possiamo scegliere di votare chi ha rifiutato il silenzio. Alle persone che di fronte Gaza si sentono impotenti dico: non rimanete a casa, andate a votare. Come candidato al parlamento europeo voglio costruire un'Europa che sia garante della pace, che faccia una politica estera in modo unitario e sia capace di condannare e contrastare davvero stragi come quella che sta avvenendo a Gaza”. 

"Pieno sostegno agli studenti di Forlì che si sono uniti al movimento transnazionale in sostegno alla causa palestinese per il cessate il fuoco e il riconoscimento dello Stato di Palestina" ha così commentato il candidato di "Alleanza Verdi e Sinistra", Milad Basir, intervenuto alla manifestazione studentesca di martedì promossa da "Forlì Città Aperta"  e Unione degli Universitari. "Ho ringraziato gli studenti e tutti i partecipanti solidali – ha aggiunto Milad Basir, giornalista di origine palestinese – perché, dopo la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, adesso tocca alle nostre istituzioni, locali e nazionali, agire di conseguenza per mettere fine ai crimini di guerra commessi in Palestina. Ricordiamo che la stessa Corte, il 24 maggio scorso, è intervenuta ordinando a Israele di sospendere l’operazione militare a Rafah, nella Striscia di Gaza, che sta avendo effetti catastrofici sulla popolazione palestinese". 

"Chiediamo un cessato il fuoco immediato – ha esortato Basir intervenuto tra gli studenti al Campus – ma anche la fine della vendita di armi ad Israele. Purtroppo, l'Italia si è astenuta all'Onu sul voto che riconosce la Palestina qualificata a diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite. Questa posizione del governo è 'antistorica' e non rispecchia la volontà del popolo italiano. Faccio appello alla società civile e a tutto il mondo politico a non lasciare soli questi ragazzi che si battono per una giusta causa e vanno sostenuti in ogni modo".
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Accampamento pro Palestina: gli studenti chiedono un confronto col presidente del Campus

ForlìToday è in caricamento