Accesso al parco per i cani: "Dove stanno i bambini c'è il divieto". Ancora una protesta

Il commissario della polizia muncipale Andrea Gualtieri ha verificato con il responsabili del Servizio verde del Comune di Forlì. "L'ultima versione del regolamento del Verde comunale, che risale al 2011 - spiega Gian Luca Laghi - stabilisce che sia facoltà della giunta individuare parchi e giardini nei quali i cani, anche al guinzaglio, possano entrare"

Il gruppo Facebook "A passeggio con il mio migliore amico Forlì” replica. Anche venerdì prossimo i padroni dei 'pelosi' a 4 zampe si danno appuntamento alle 19, all'entrata del parco Urbano Franco Agosto da viale Dell'Appennino. La protesta, partita la scorsa settimana, verte sulla richiesta di eliminare il divieto di ingresso a tutti i parchi cittadini per i cani al guinzaglio. Il divieto arriva da una decisione di giunta, come previsto dal regolamento comunale del Verde pubblico.

La pagina unisce le persone “che vogliono accedere liberamente ai luoghi pubblici, e privati aperti al pubblico, con i propri amici pelosi al guinzaglio, con l'auspicio che sia possibile l'utilizzo di parchi ed aree verdi sia a bambini con i genitori che a cani con i padroni”.  Durante la manifestazione i partecipanti hanno rilevato che “in ognuno dei 7 accessi al parco urbano esistono cartelli di divieto che riportano indicazioni anche contraddittorie, ma nessuno di essi riporta le indicazioni obbligatorie per legge, ovvero i riferimenti normativi che autorizzano l'apposizione di quel divieto. Alla fine, dopo circa un'ora, la polizia municipale ci ha lasciato con l'impegno di approfondire e di farci sapere la situazione precisa relativa alla origine dell'eventuale divieto di accesso”.

Il commissario della polizia muncipale Andrea Gualtieri ha verificato con il responsabili del Servizio verde del Comune di Forlì. “L'ultima versione del regolamento del Verde comunale, che risale al 2011 – spiega Gian Luca Laghi – stabilisce che sia facoltà della giunta individuare parchi e giardini nei quali i cani, anche al guinzaglio, possano entrare. Nello stesso viene anche stabilito che, anche dove i cani possono entrare, debbano comunque tenersi ad almeno 20 metri di distanza dalla aree gioco. Di fatto la giunta ha dovuto risolvere la diatriba tra genitori con bambini e padroni con cani. A quel punto si è deciso che nelle aree di sgambamento per cani i bambini non possano accedere, mentre in alcuni parchi non possano accedere i cani, anche se, come accade ad esempio in quello di via Bengasi,  alcune aree verdi sono state parzialmente aperte con percorsi dedicati ai cani. Questo anche perchè non esiste una normativa nazionale di riferimento. Per quanto riguarda il Parco Urbano, area dove in tanti si stendono sull'erba, anche se i padroni raccolgono le deiezioni dei loro animali, resta il problema della pipì".

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