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Acqua pubblica, Balzani: "Romagna Acque non resti solo 'cassaforte' delle reti"

Il post referendum porta con sé aspettative da parte dei cittadini, proposte e sollecitazioni da parte degli ambientalisti. Ma da Forlì il segnale per una gestione pubblica dell'acqua è già arrivato dal sindaco, Roberto Balzani

Il post referendum porta con sé aspettative da parte dei cittadini, proposte e sollecitazioni da parte degli ambientalisti. Ma da Forlì il segnale per una gestione pubblica dell'acqua è già arrivato dal sindaco, Roberto Balzani, che ha avanzato la proposta, sostenuta poi anche dalla presidente di Romagna Acque, Ariana Bocchini. Ma, concretamente, quali sono i passi da fare e cosa cambierebbe per le tasche dei cittadini e per le casse comunali? Romagnaoggi lo ha chiesto al sindaco.

 

L'intenzione di muoversi verso una gestione totalmente pubblica dell'acqua c'è, ma Forlì potrebbe farlo da sola?

No, serve il consenso complessivo di tutto i soci di Romagna Acque (che sono circa 70, tra Comuni, Province, enti e società della Romagna), per ora si tratta solo di un'idea che mi piacerebbe fosse valutata. Ho avanzato una proposta e sentiremo il parere degli altri Comuni.

 

Con Hera ci sarebbero problemi di recessione dal contratto?

Ce ne sono tante tipologie. Il dibattito sui diversi tipi di contratto dura da tempo immemorabile, per acqua, illuminazione, gas. L'ipotesi di un contenzioso è verosimile e non è detto che sia indolore. Nessuno si aspetta che Hera accetti un eventuale recessione, senza conseguenze

 

Per i cittadini cosa cambierebbe?

Ci sarebbe un cambiamento a livello di tariffe, con un più attento controllo da parte degli enti pubblici. Oggi sulle tariffe incide anche la remunerazione del capitale, giustamente, di questo non discuto in alcun modo la legittimità. Ma con una gestione pubblica al 100% anche la relazione tra tariffe ed interventi reali sarebbe più trasparente e immediata.

 

Quale dovrebbe essere l'iter per questo processo?

Siamo ancora in una fase molto arretrata. Dentro Romagna Acque vanno prese decisioni su come operare, i soci devono iniziare la discussione. Anche perchè è meglio che la Società della Fonti non resti la cassaforte delle reti idriche. E' ora di mettere in campo questo ragionamento.

 

Per il Comune cosa cambierebbe?

Noi saremmo indubbiamente più protagonisti soprattutto nella costruzione dei prezzi. Mi interessa che i servizi pubblici abbiano prezzi ragionevoli.

 

Questa soluzione, se raggiunta, dovrebbe mettere d'accordo tutte le parti politiche, associazioni ambientaliste e cittadini, lo crede possibile?

No, sarà un intervento molto complicato

 

Sarebbe possibile ragionare anche su un consorzio pubblico per i rifiuti?

Come Ato provinciale , su parte della raccolta, ci piacerebbe, e lo abbiamo già esplicitato, fare una gara aperta anche ad altri soggetti del territorio. Il sogno è quello di un distretto del riciclo, dove il pubblico aiuta la nascita di un nuovo 'campo', nel quale il rifiuto diventa risorsa. Questo anche per ridurre, con il tempo, la tariffa.

 

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