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Foto di repertorio

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L'acquedotto rurale Sant’Antonio disseterà 20 famiglie

Sabato, alle ore 11.30 nella chiesina dei caduti, sarà inaugurato l’acquedotto rurale Sant’Antonio, che disseta 20 famiglie e 80 persone e che vivono lungo la strada provinciale del Monte Chioda per Modigliana

Sabato, alle ore 11.30 nella chiesina dei caduti, sarà inaugurato l’acquedotto rurale Sant’Antonio, che disseta 20 famiglie e 80 persone e che vivono lungo la strada provinciale del Monte Chioda per Modigliana. Al taglio del nastro interverranno le autorità locali, fra cui il sindaco Rosaria Tassinari e gli assessori, i cittadini e molti degli utenti. Il rifacimento dell’impianto è costato 255mila euro: 150 di fondi europei (Asse 3), 55 di Ato, 40 del Comune e 10 delle venti famiglie (500 euro ciascuna). Risalente a una cinquantina d’anni fa, l’acquedotto era stato rifatto in parte negli anni ’80 dal Consorzio di bonifica. Poi erano iniziate le pratiche per il passaggio al Comune, che ha passato la gestione a Hera.

“Siamo arrivati alla conclusione di un lungo e tormentato progetto, che risponde finalmente alle sacrosante esigenze di chi abita in quella zona. Abbiamo incontrato tante difficoltà burocratiche nel conciliare i diritti dei singoli proprietari e l’interesse pubblico - commenta il sindaco Tassinari -. Però alla fine ha prevalso la ragionevolezza”.  La storia del progetto per la sistemazione dell’acquedotto rurale di Sant’Antonio è lunga parecchi anni, almeno una decina a causa di varie difficoltà incontrate per la burocrazia, i passaggi di proprietà e le servitù nelle proprietà private".

“Abbiamo faticato molto per portare a termine il progetto e superare tutte le difficoltà burocratiche - sono le parole delll’assessore ai lavori pubblici, Emanuele Pini:Ma siamo soddisfatti, perché anche nella zona del Monte Chioda gli abitanti possono finalmente bere l’acqua del rubinetto”. Fino all’arrivo dell’acqua potabile nei rubinetti, molti abitanti della zona andavano a prendere l’acqua potabile in paese o in altre sorgenti, perché l’acqua del rubinetto si poteva usare solo per usi domestici, non alimentari".

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