Da sei anni in adorazione eucaristica tutti i giorni, tutte le ore

A Forlì, l’Aep è iniziata il 22 luglio 2013, alle 22, al termine della messa di intronizzazione presieduta dall’allora vescovo monsignor Lino Pizzi

Sarà don Filippo Foietta, fresco di ordinazione sacerdotale (22 giugno), a presiedere la messa in programma lunedì, alle 21 nella chiesa di Villanova, in viale Bologna, a sei anni esatti dall’avvio in loco dell’Adorazione Eucaristica Perpetua. A Forlì, l’Aep è iniziata il 22 luglio 2013, alle 22, al termine della messa di intronizzazione presieduta dall’allora vescovo monsignor Lino Pizzi. Da quel momento, in base al principio “tutti i giorni, tutte le ore”, non si è più interrotta.

Merito dei 330 fedeli che hanno mantenuto l’impegno di un'ora fissa la settimana, e dei 40 adoratori “jolly” disponibili a coprire le ore rimaste libere nell’arco della giornata. Per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno, gli adoratori si alternano presso la cappellina Santa Maria Goretti, posta al piano terra della canonica di Villanova, per trascorrere un’ora in preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Ma c’è anche un numero indefinito di persone che passa e si ferma, anche solo per pochi minuti. Gli “innamorati dell’Eucarestia” sono di tutte le età e svolgono le attività più disparate: studenti, impiegati, dirigenti e operai. L’idea di fare adorazione perpetua anche a Forlì fu del parroco di Villanova don Davide Brighi, che mise a frutto tre mesi di predicazione del missionario argentino padre Justo Antonio Lo Feudo. Il sacerdote sudamericano visitò tutte le parrocchie del vicariato Forlì Ovest e Forlì Sud Ovest, da San Lorenzo in Noceto a San Pio X, partendo proprio da Villanova. Questo spiega il ruolo di capofila diocesano della comunità guidata da don Brighi.

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"L'adorazione eucaristica - spiega il sacerdote - appartiene alla tradizione della Chiesa ed è sollecitata in modo chiaro da tutti i pontefici, compreso papa Francesco. Non si tratta di un movimento nuovo, ma di un impulso all’evangelizzazione che attinge da ciò che di più prezioso ha ricevuto la Chiesa, il dono di sé che Gesù ha inaugurato la sera dell'ultima cena”. Ma che senso ha, in questa epoca di lontananza dai valori cristiani, che pur costituiscono l’ossatura della nostra cultura, soffermarsi davanti ad un pezzo di pane confidando nella presenza del Divino? "Per me - dichiara il coordinatore dell’Aep villanoviana, Loris Vitali - contemplare il Santissimo esposto significa lasciarmi abbracciare da Dio, mettermi nelle sue mani, fare silenzio e dargli la possibilità di entrare dentro la mia vita per trasformarla. Lui è il Padre che ci chiama in continuazione, ma è nell'adesione libera e fedele che si può instaurare una relazione profonda e fruttuosa. L'Adorazione – conclude Vitali - è un bagno di umiltà che ci permette di apprezzare i doni della vita, di chiedere perdono e di rientrare a casa più paziente, più generoso e più disponibile ad amare gli altri".

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