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Anche a Forlì adorazione eucaristica senza fine: si prega 24 ore su 24 senza sosta

Partito in pompa magna il 22 luglio scorso, alle 22, al termine della messa di intronizzazione presieduta dal vescovo monsignor Lino Pizzi, il fenomeno è già divenuto una costante nella vita di centinaia di fedeli, non solo forlivesi

L’adorazione “non stop” nella chiesa di Villanova funziona. Partito in pompa magna il 22 luglio scorso, alle 22, al termine della messa di intronizzazione presieduta dal vescovo monsignor Lino Pizzi, il fenomeno è già divenuto una costante nella vita di centinaia di fedeli, non solo forlivesi. Se tutto andrà bene, l’Aep, acronimo di Adorazione Eucaristica Perpetua, non avrà più fine. Merito del primo nucleo di 280 adoratori, in grado di garantire una copertura assoluta di tutte le ore settimanali. L’iniziativa di don Davide Brighi, il giovane parroco di Villanova, Villagrappa e Castiglione, è il frutto di tre mesi di predicazione a Villanova del religioso argentino padre Justo Antonio Lo Feudo, missionario della Santissima Eucarestia.

“L’invito a tutti i fedeli del territorio a dedicare un'ora settimanale all'adorazione – scrive don Brighi sul sito della Diocesi - è stata superiore alle attese: tante persone si sono dimostrate sensibili a questa iniziativa, ben oltre il nucleo minimale di adoratori”. Padre Lo Feudo ha visitato tutte le parrocchie del vicariato Forlì Ovest e Forlì Sud Ovest, e in particolare Villanova e Villagrappa, Santa Maria Ausiliatrice della Cava, San Varano, Romiti, San Giovanni Evangelista, Vecchiazzano, San Martino in Strada, Grisignano, San Lorenzo in Noceto e San Pio X. Il religioso si è recato anche a San Mercuriale, San Paolo e a Coriano, senza dimenticare le parrocchie extradiocesane limitrofe a Villanova: molti degli adoratori fissi provengono, infatti, dal faentino. L’Aep si tiene a Villanova, perché è da lì che, nel 2011, è partito l’invito a padre Lo Feudo di avviare la singolare attività anche nel forlivese. Questo spiega il ruolo di capofila diocesano della comunità guidata da don Brighi.

“L'adorazione eucaristica – continua il sacerdote - appartiene alla tradizione della Chiesa ed è sollecitata in modo chiaro da tutti i pontefici. Non si tratta, quindi, di un movimento nuovo, ma di un impulso all’evangelizzazione che attinge da ciò che di più prezioso ha ricevuto la Chiesa, il dono di sé che Gesù ha inaugurato la sera dell'ultima cena”. Padre Lo Feudo, dal marcato accento argentino molto simile a quello di papa Francesco, ha già preso accordi per continuare in autunno il suo ministero nella città di Fermo, dove è atteso da alcuni per avviare anche nelle Marche l'esperienza dell'adorazione perpetua. Il riferimento a papa Bergoglio è quanto mai opportuno: “Le Chiese ortodosse – scrive il pontefice sudamericano - hanno conservato la liturgia che è tanto bella. Noi abbiamo perso un po’ il senso dell’adorazione. Loro adorano Dio e lo cantano, non contano il tempo. Una volta, parlando dell’Europa occidentale e della sua Chiesa, mi hanno detto che “ex Oriente lux”, “ex Occidente luxus”, cioè dall’Oriente la luce, dall’Occidente il consumismo e il benessere che hanno fatto tanto male. Invece gli ortodossi conservano questa bellezza di Dio al centro. Abbiamo tanto bisogno di questa aria fresca dell’Oriente, di questa luce”.

“Contemplare in assoluto silenzio il Santissimo esposto – dichiara il coordinatore dell’Aep villanoviana, Loris Vitali – significa riconoscere che la nostra vita è un dono e che tutto proviene da lui”. Vitali ha garantito la sua presenza nella cappellina dell’Aep dedicata a Santa Maria Goretti, in un orario apparentemente “difficile”: dalle 3 alle 4 nella notte fra venerdì e sabato. Ma è una fascia ostica solo sulla carta: “Proprio sabato scorso – racconta il coordinatore – alle 3 e un quarto circa ho visto entrare nella cappellina tre giovani poco più che ventenni, che a quell’ora mi sarei immaginato da ben altre parti. Si sono inginocchiati davanti al Santissimo e hanno dimostrato di aver una buona dimestichezza con la preghiera. Spesso l’apparenza inganna. Chi siamo noi per giudicare?”. Papa Francesco “docet”. L’adorazione eucaristica perpetua è un fatto esclusivamente personale, a prescindere dall’associazione o dal movimento di riferimento. “Gran parte degli adoratori – conclude Vitali – fanno parte di gruppi ecclesiali ben definiti. Si viene a Villanova per instaurare una relazione diretta col Signore. Non sono previsti canti, né animazione sonora: la preghiera è silenziosa e viene dal cuore”.

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