Via la ruggine, il cuore torna a pulsare: l'Aeronautica di Forlì fa risplendere uno storico aereo d'addestramento

Il comandante del Secondo Gruppo, tenente colonnello Luca Zorzan, in coordinamento con i vertici dell’Aeronautica Militare e l’amministrazione comunale, sta organizzando degli eventi affinché anche i cittadini di Forlì possano ammirare il velivolo in tutta la sua bellezza

Ha ruggito di nuovo quarant'anni dopo l'ultima accensione. Il tutto grazie alla tenacia, alla passione, alla perizia tecnica e all'esperienza degli uomini del Secondo Gruppo Manutenzione Autoveicoli dell'Aeronautica Militare di Forlì, al comando del tenente colonnello Luca Zorzan. Nuova vita per un T-6 North American, aereo d'addestamento che ha fatto la storia dell’Aeronautica mondiale. L'opera di restauro è stata completata dopo mesi di lavoro alla base militare di via Solombrini. Il primo volo del T-6 North American avvenne quasi un secolo fa, nel 1935, a Baltimora. Costruito in migliaia di esemplari durante e dopo il secondo conflitto mondiale, il T-6 venne impiegato anche nelle guerre che caratterizzano la seconda metà del ‘900: Corea, Vietnam, Congo, Biafra, Medio Oriente e America Latina.

L'ultimo volo

L’ultimo volo di un T-6 italiano risale al febbraio 1980. Impiegato soprattutto da Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Italia e Francia, è l’unico aereo a potersi fregiare del titolo di “pilot maker”, ovvero forgiatore di piloti.  In particolare il T6 inviato in lavorazione a Forlì, durante la sua attività operativa, era in esercizio al Reparto Volo della Terza Regione Aerea di Bari Palese da dove si spostava per addestrare i piloti dell’Aeronautica Militare e per altre attività di trasporto nel meridione e nelle Isole. Un anno prima del definitivo “fermo volo” a livello nazionale dei T6, il Texan North American attualmente a Forlì smise di volare e spense i suoi motori per essere destinato ad essere il “Gate Guardian”  prima del Sesto Deposito Aeronautica Militare e poi del Centro Tecnico Rifornimenti di Fiumicino. Dopo 40 anni di esposizione alle intemperie, l’Aeronautica ha deciso di sfruttare le alte competenze tecniche e professionali del personale dell’ente forlivese che, come compiti istituzionali, ha quelli di effettuare manutenzione di Terzo livello tecnico sugli automezzi ad Alta Valenza Operativa e sui gruppi elettrogeni, compresa la loro verniciatura.

Il ruggito

Nelle fasi preliminari di studio della carrozzeria del velivolo i tecnici del Secondo Gruppo Manutenzione Autoveicoli hanno constatato che tutta la parte motoristica ed avionica era ancora in ottime condizioni, nonostante la quarantennale inattività e, chiesta l’autorizzazione, è stato dato inizio ad un revisione del motore per metterlo in grado di rullare in pista. Durante le lavorazioni, smontando le parti metalliche, è stata scoperta all'interno un’incisione in una parte metallica di un manutentore sardo, oggi ottantenne, che, una volta rintracciato, ha spedito all’ente forlivese foto e manuali tecnici originali che hanno aiutato a risolvere qualche dubbio sulla parte elettrica. Dopo 40 anni la sua ultima accensione, grazie alla tenacia, alla passione, all'incredibile perizia tecnica, allo straordinario coraggio degli uomini del Secondo Gruppo Manutenzione Autoveicoli, il T6 ha ruggito di nuovo di fronte ad una platea entusiasta. Non li ha fermati il sole cocente, non li hanno scoraggiati i fallimenti, non li hanno bloccati i pezzi vecchi e quasi distrutti. 

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Il restauro

Il velivolo comunque è stato completamente restaurato con la livrea originale. È stato effettuato uno studio e una meticolosa ricerca storica in coordinamento con Marco Gueli (grafico ufficiale dei velivoli dell’Aeronautica Militare) che ha portato a realizzare la storica livrea in uso dagli anni ’50. Grazie alle moderne attrezzature e tecnologie in uso a Forlì, è stato ricreato il font di quel periodo con tutti i dettagli e gli stemmi storici. In considerazione della valenza storica del velivolo, delle sue epiche gesta e del fatto che l’aereo è stato rimesso completamente a nuovo, lo stesso non sarà più destinato come "Gate Guardian", ma verrà indirizzato prima verso Piacenza dove si effettua manutenzione sui velivoli storici e poi sarà destinato ad uso museale e rappresentativo dell’Aeronautica Militare in determinate ricorrenze. A Forlì è stata quindi realizzata un’opera unica nel suo genere e di grande portata storica, per questo, il comandante del Secondo Gruppo Zorzan, in coordinamento con i vertici dell’Aeronautica Militare e l’amministrazione comunale, sta organizzando degli eventi affinché anche i cittadini di Forlì possano ammirare il velivolo in tutta la sua bellezza.

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