Aeroporti, a Rimini dossieraggi e veleni politici contro Forlì. Ma dal Fellini: "Un grande in bocca al lupo al Ridolfi"

Appena inserito Forlì nella 'Tabella A' degli aeroporti di rilevanza nazionale, l'ultimo tassello mancante per la ripartenza dello scalo, è tornata a scoppiare la “guerra dei cieli” tra gli aeroporti di Forlì e Rimini

Appena inserito Forlì nella 'Tabella A' degli aeroporti di rilevanza nazionale, l'ultimo tassello mancante per la ripartenza dello scalo, è tornata a scoppiare la “guerra dei cieli” tra gli aeroporti di Forlì e Rimini, una guerra commerciale e politica che 6-7 anni fa portò solo macerie, con il fallimento delle società di gestione, milioni di euro di denaro pubblico ingoiati nel nulla, indagini giudiziarie e di fatto l'indebolimento del sistema economico romagnolo nel suo complesso. Per ora la guerra non è commerciale, ma iniziano a tuonare i cannoni della politica. Il tutto mentre tace la Regione Emilia-Romagna, l'unica che dovrebbe fare da regia.

E iniziano anche i “dossieraggi anonimi”: la stampa di Rimini, infatti, pubblica indiscrezioni secondo cui girano analisi che stimano le possibili perdite di denaro pubblico dell'aeroporto di Forlì, circa 200 milioni di euro in 30 anni,  limitandosi però semplicemente a sommare i finanziamenti necessari ai vigili del fuoco e alla dotazione di forze dell'ordine per il suo funzionamento e per tutta la durata trentennale della concessione, dati che cioè sono alla luce del sole e garantiscono la sicurezza di un qualsiasi scalo nazionale, sia che sia in attivo che in deficit. A Rimini si indica come privo di mercato lo scalo di Forlì, che tuttavia vede già la costituzione di una società di promozione formata da Confesercenti e Confcommercio di Forlì, Cesena e Ravenna. Lo scalo di Forlì ha inoltre una gestione privata, la società FA Srl (dove hanno un ruolo preminente gli imprenditori Giuseppe Silvestrini, ex Unieuro, ed Ettore Sansavini del grande gruppo sanitario Villa Maria). 

I risultati di Rimini

Per ora si tengono a debita distanza dalla polemica le due società di gestione. FA Srl a Forlì non ha commentato, mentre Laura Fincato, presidente di AIRiminum 2014 S.p.A. si limita a elencare i risultati ottenuti finora “leggendo in questi giorni alcune dichiarazioni che ci vedono coinvolti nostro malgrado in un legittimo dibattito politico tra territori”. I risultati, per Fincato, “hanno già generato rilevanti effetti sull’intera economia romagnola”. Si ricorda quindi che a Rimini “il 2019 si è chiuso con circa 400 mila passeggeri (crescita +29%) e il 2020 era iniziato registrando un +134% nei primi due mesi (dati Assaeroporti) con le stime pre-Covid per l’anno in corso che erano di 540 mila passeggeri”. 

Airiminum elenca quindi le compagnie con cui ha contratti in atto: “Ryanair (che è tornata in Romagna dopo aver interrotto i voli nel 2012 con Rimini e nel 2008 con Forlì; nel 2020 aveva in programma 7 destinazioni);  Pobeda, la compagnia low cost di Aeroflot arrivata la prima volta in Romagna nel 2019 e che inizierà nel 2020 col volo giornaliero da Mosca tutto l’anno (si sta lavorando per San Pietroburgo dal 2021); la principale compagnia russa che sarà ufficialmente annunciata a breve e che non era mai arrivata prima in Romagna con voli di linea regolari; Ural Airlines che collega ormai da anni la Romagna a 4 diverse destinazioni russe; Lufthansa che dal 2019 collega Rimini a Monaco e che nei prossimi anni sarà sviluppata su altre rotte; Albawings-Blue Panorama che dal 2016 collega tutto l’anno la Romagna all’Albania; Lot, la compagnia di bandiera polacca che dal 2020 lancia la rotta Rimini-Varsavia; Iran Air, annunciata in questi giorni, che partirà dal 1° luglio collegando Rimini a Teheran, i cui sviluppi economici per il territorio romagnolo saranno ancora più evidenti quando sarà annunciato l’intero progetto a monte”. Il tutto “senza tralasciare l’importante volume di charter, soprattutto dal mercato russo, che continuano a rendere unico in questo senso l’aeroporto di Rimini nel panorama degli aeroporti regionali italiani”.

Inoltre si promettono investimenti per 23,3 milioni di euro per il periodo 2020-2023 e si elencano i dati consolidati del 2019: volume di fatturato di circa 10,7 milioni di euro, patrimonio netto di 8,3 milioni, debiti verso il sistema bancario pari a zero, liquidità di cassa di 4,0 milioni di euro, margine operativo lordo di circa 2 milioni di euro (circa 10 euro a passeggero in partenza), utile di esercizio di circa 1 milione di euro. E conclude Fincato: “Tali risultati, che rappresentano un record assoluto per un aeroporto regionale (a livello italiano ed europeo), oltre ad inorgoglirci per averci consentito di fronteggiare agevolmente la crisi Covid e di anticipare fin dall’inizio gli stipendi ai nostri dipendenti, nostro malgrado messi in cassa integrazione, dovrebbero confortare tutti gli stakeholder e gli operatori del territorio sulla bontà imprenditoriale della nostra iniziativa e sulla stabilità dello “strumento aeroporto di Rimini” per lo sviluppo delle strategie turistiche dei prossimi anni”.

Ed infine un cenno all'apertura dello sclao di Forlì: “Se un giorno qualcuno ritenesse che sia opportuno aprire un altro aeroporto in Romagna, da parte mia sicuramente non mancherà un grande in bocca al lupo agli imprenditori nostri colleghi… anzi di più, i miei sentiti e personali Auguri”.

La lite politica a Rimini

Ma intanto litiga la politica. Il Pd di Rimini, per bocca del segretario provinciale Filippo Sacchetti, attacca la Lega di Rimini definendola succube del forlivese Jacopo Morrone: “Che la Lega a Rimini conti quanto il due di coppe quando si gioca a pallanuoto era già plasticamente evidente con le candidature alle ultime regionali. Pecci escluso, Zoccarato silente, tutto il resto snobbato, Galli emarginato e via libera a Montevecchi”, afferma Filippo Sacchetti. Ed ancora: “Nelle ultime settimane sono giunte due conferme, anzi due veri e propri ceffoni, che dimostrano come, nei fatti, la Lega di Rimini sia commissariata dal forlivese Jacopo Morrone e dalla riccionese Renata Tosi, che imperversano in spazi non loro, nel mutismo, qualcuno dice rabbioso, dei leghisti riminesi".

Sacchetti attacca “il dinamismo di Morrone, e non solo lui, nel fregiare l’aeroporto di Forlì del titolo di ‘scalo di interesse nazionale’, in una assenza totale di discorso e di relazione con il ‘Fellini’ di Rimini. Tre indizi fanno ben più di una prova. C'è una strategia nazionale, con ogni evidenza, per cui la Lega mira deliberatamente a punire la città e la comunità di Rimini con proposte e scelte vendicative, reazione alle sonore batoste elettorali prese da queste parti. E queste scorribande contro la città di Rimini sono permesse dal silenzio di partito della Lega riminese, costantemente bypassata e zittita".

La replica arriva per bocca dell'esponente della Lega di Rimini Marzio Pecci: “Le dichiarazioni del Segretario Provinciale del PD sono il frutto dell’obnubilamento da lockdown e da Covid19. In primo luogo il Sindaco di Riccione non risulta essere iscritto alla Lega, non rappresenta la Lega e svolge il proprio mandato, in modo eccellente a Riccione. In secondo luogo l'on Morrone è il Segretario regionale della Lega che, per competenza, ha proposto, sul territorio comunale, la mia candidatura a Sindaco, la candidatura di Montevecchi in regione e dell’on. Raffaelli in Parlamento. La Lega a Rimini ha conseguito ad ogni elezione grandi risultati: cinque consiglieri comunali, una sezione con centinaia di iscritti, un seggio riminese in Regione ed uno in Parlamento”.

Ed ancora: “E' evidente che le dichiarazioni di Sacchetti servono per nascondere le proprie incapacità politiche dato che al Ministero delle Infrastrutture siede Paola De Micheli, in quota al Partito Democratico ed in Regione Bonaccini, sempre in quota PD. In ogni caso la Lega, primo partito riminese, guarda alle cose concrete e nell’interesse della città ritiene opportuno superare la contrapposizione politica per dare spazio ad una collaborazione tra maggioranza ed opposizione per promuovere una strategia comune, sostenuta dalla Regione. Da molto tempo chiedo che l’aeroporto di Rimini diventi “porta di ingresso del turismo culturale in Italia” e “Hub per l’avioturismo”, ma su queste proposte né il Sindaco, né l’assessore regionale Corsini, né i consiglieri comunale del PD, né il Segretario provinciale del PD si sono mai espressi. Ora è il momento delle risposte. Nell’interesse del territorio riminese, ritengo, quindi, di superare i campanili per costruire un serio progetto per il rilancio dell’aeroporto di Rimini le cui risorse per gli investimenti non dovranno provenire solo dalla società di gestione privata Airiminum, ma dovranno essere stanziate anche dalla regione perché l’aeroporto è una struttura indispensabile per fare fruttare i 50 milioni impiegati per il recupero del patrimonio storico culturale, per il nostro turismo e per le nostre industrie”.

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Mentre per il sindaco di Riccione Renata Tosi "non c'è bisogno di una guerra tra aeroporti, servono invece piani di investimenti omogenei, più collegamenti possibili per persone e merci, perché tutta la costa romagnola, col suo entroterra, oltre  alla Repubblica di San Marino, è una miniera d'oro. Dico sì ai 200 milioni per l'aeroporto di Forlì e dico sì a 200 milioni per l'aeroporto di Miramare qualora vi fosse la possibilità. Quindi ripeto, lavoriamo perché i soldi arrivino anche per l'aeroporto a noi più vicino e usciamo dalle vecchie logiche che si impongono troppo spesso portando danno a tutti. Non lavoriamo sempre per una parte a discapito dell'altra perché a quanto pare la partita sugli aeroporti è trasversale, da un punto di vista politico, e deve coinvolgere Governo, Regione e provincia. Insomma da anni sento dire basta con la politica dei campanili, è ora di farlo. I finanziamenti servono a Rimini come a Forlì perché la Romagna deve poter contare su un incoming crescente, mettendo da parte la politica che si litiga l'osso”.

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