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Due aeroporti, due storie: a Bologna per il privato non c'è fretta

Se da una parte l'aeroporto di Forlì annaspa dopo la seconda proroga del bando di privatizzazione, a Bologna le offerte fioccano, ma per ora non si fa nulla

Se da una parte l'aeroporto di Forlì annaspa dopo la seconda proroga del bando di privatizzazione a causa dell'assenza di offerte dopo le due precedenti scadenze, l'aeroporto di Bologna si può permettere il lusso di tenere i potenziali acquirenti sulle spine per scegliere il migliore. Scelta che verrà fatta in base alle prospettive di sviluppo per la città e non solo sulla migliore offerta economica. Solo una settantina di chilometri tra i due aeroporti, ma tra i due scali la distanza sembra abissale.

Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio di Bologna che detiene la maggioranza del 'Marconi', traccia le linee future dello scalo bolognese e non nega gli interessi di acquisto, anzi conferma "contatti e non trattative". Ma fa intendere che sull'eventuale vendita di azioni dell'Aeroporto di Bologna a investitori stranieri e italiani non c'é fretta, perché "non siamo qui per far fare affari a qualcun altro, ma per consolidare e dare sviluppo a un asset importante della città".

Chi è interessato allo scalo di Bologna? Oltre all'argentino Eduardo Eurnekian, ad essere interessato è anche il fondo F2I di Vito Gamberale, rivela Filetti a margine di una conferenza stampa, come riporta l'Ansa: "Parlare di trattative è improprio. Ci sono stati dei contatti e risalgono fino a un anno fa. Dimostrano che non ho sottovalutato questa opportunità", mette in chiaro. Però, spiega Filetti, "queste non sono operazioni che si fanno dalla sera alla mattina: sappiamo di avere interesse anche da altre entità molto importanti, però da qui a decidere ne passa".

Se a Forlì si stanno moltiplicando gli sforzi perché almeno un acquirente si faccia avanti, senza di fatto porre alcuna condizione di sviluppo se non il ripiano dell'enorme deficit della società di gestione in liquidazione, ben diversa è la prospettiva adottata nella vicina Bologna. Qui l'aeroporto, insomma, mantiene il pallino nelle proprie mani: "Abbiamo aperto l'unico vero cantiere in città, il 'Marconi' non sta fermo", sottolinea orgoglioso Filetti, aggiungendo che "se coloro che hanno mostrato interesse sono entità di questo genere, questo avvalora ancora di più il fattore strategico del nostro aeroporto, ma non significa che dobbiamo avere fretta". Anche perché "non stiamo ragionando solo sui ricavi, ma anche su dove eventualmente farli finire".

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