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Cronaca

Cinque giorni per la salvezza dell'aeroporto: martedì il sindaco sarà a Roma

Cinque giorni. Questo quello che giovedì ha scritto Robert Halcombe, imprenditore di Aviacom, socio di maggioranza della nuova Air Romagna spa, il soggetto costituito la scorsa settimana per la gestione dell'Aeroporto Ridolfi, al sindaco di Forlì Davide Drei,

Cinque giorni. Questo quello che giovedì ha scritto Robert Halcombe, imprenditore di Aviacom, socio di maggioranza della nuova Air Romagna spa, il soggetto costituito la scorsa settimana per la gestione dell'Aeroporto Ridolfi, al sindaco di Forlì Davide Drei, che lo aveva sollecitato in merito al versamento del capitale societario. Questa l'unica novità: Halcombe ha riconfermato al sindaco che il denaro non è ancora arrivato solo per problemi tecnici con le norme sull'antiriciclaggio.

“L'imprenditore lavora con paesi come Panama e Bahamas, - spiega Drei, ricordando il continuo contatto con l'americano -  per questo le norme sarebbero più restrittive. Ci aspettiamo il denaro, che deve arrivare dalla banca statunitense Capital One, la prossima settimana. Intanto io sarà a Roma martedì per un incontro con Enac, dove dovrò resocontare sulla situazione e far sì che l'aspetto procedurale non ostacoli il percorso di salvezza dell'aeroporto”. L'ottimismo pare non avere lasciato spazio ai dubbi, e si confida in questa ultima scadenza data da Halcombe, anche se realmente non ci sono tempistiche da rispettare: l'unica era quella per la costituzione della società, rispettata venerdì scorso a Pesaro.  

Alla conferenza stampa erano presenti anche gli altri due soci della neonata Air Romagna, Armando Di Girolamo (della Lotras, società di logistica attiva nel trasporto merci ferroviario), Calisto Maurilli (della Siem srl, società attiva nei servizi elettrici per aeroporti). “Abbiamo affrontato e superato tante difficoltà – spiegano gli imprenditori che hanno da subito versato la loro parte del capitale sociale - noi abbiamo fatto di tutto per accelerare i tempi. Rispetto ad Halcombe abbiamo riscontrato delle differenze di carattere culturale nel modo di fare impresa. La nostra fiducia ovviamente resta, avendo con lui contatti continui, e confidando nella validità del progetto. Ci rendiamo conto che gli americani non comprendono fino in fondo il funzionamento della nostra burocrazia, con i suoi lacci e lacciuoli”.

Il prossimo passo è quello della certificazione dello scalo da parte di Enac, sul quale i presenti si sono dichiarati tutti ottimisti. La visita ispettiva è attesa per il 20 dicembre e la speranza è quella di avere il via libera strutturale entro Natale. Ma purtroppo anche qui non ci sono tempi certi. Il passo successivo sarà quello delle autorizzazioni ministeriali. In sintesi l'aeroporto si potrà dire salvo una volta che ci sarà, previe queste condizioni, la firma della convezione con Enac per la concessione definitiva dello scalo, che non potrà avvenire se non sarà stato versato il capitale sociale di 3,1 milioni di euro, almeno 24 ore prima. Il nodo principale resta dunque quello dell'arrivo del denaro, visto che né la certificazione di Enac, né le autorizzazioni ministeriali sembrano preoccupare più di tanto.

Alla conferenza stampa, oltre al sindaco e ai soci, il vicesindaco Veronica Zanetti, il  segretario generale della Camera di Commercio di Forlì-Cesena Antonio Nannini, il deputato di Scelta Civica, Bruno Molea, il dirigente di Livia Tellus, Stefano Foschi. Il presidente della Fondazione Carisp, Roberto Pinza era impegnato in un incontro pubblico, e non è potuto essere presente nemmeno il deputato del Pd Marco Di Maio, impegnato alla Camera, “che ringraziamo per l'impegno continuo messo in questa vicenda, anche con diversi incontri avuti con i vertici di Enac”, hanno sottolineato Drei e Di Girolamo.

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