Aeroporto impantanato nella burocrazia romana, FA: "Non faremo l'istanza che chiede il Ministero dell'Interno"

FA Srl, la nuova società di gestione dell'aeroporto Ridolfi di Forlì, non farà l'istanza che viene richiesta dal Ministero dell'Interno

L'ultima visita del sottosegretario Molteni all'aeroporto di Forlì

FA Srl, la nuova società di gestione dell'aeroporto Ridolfi di Forlì, non farà l'istanza che viene richiesta dal Ministero dell'Interno per l'inserimento dello scalo forlivese negli aeroporti di 'Fascia A', passo indicato dallo stesso ministero come necessario per l'assegnazione di una dotazione di 64 vigili del fuoco (per il costo di circa 3 milioni di euro l'anno) a sua volta indispensabile per la riapertura dello scalo. “E' una questione esclusivamente tecnica – spiega Sandro Gasparrini, amministratore delegato di FA Srl senza voler accendere polemiche -. Noi ci atteniamo a quanto prescritto dalla concessione, secondo cui è l'Enac (Ente nazionale dell'aviazione civile, ndr) ad avere la titolarità a interfacciarsi con le altre istituzioni. Dobbiamo attenerci alla strada maestra indicata dall'Enac e dal Ministero dei Trasporti”.

I vincitori del bando per la gestione, una società formata in primis dagli imprenditori Ettore Sansavini e Giuseppe Silvestrini, non accolgono quindi l'invito enunciato pubblicamente dal sindaco di Forlì Gian Luca Zattini durante il Consiglio comunale di lunedì pomeriggio, di avviare la procedura di istanza secondo quanto indicato dal Ministero dell'Interno, in quanto tale procedura viene contestata e risulta in contraddizione col ministero da cui il concessionario dipende, vale a dire quello delle Infrastrutture e Trasporti. 

Si tratta ormai di una vera contorsione burocratica nella quale un ministero, quello dei Trasporti, guidato dal ministro pentastellato Danilo Toninelli sostiene una procedura, che non prevede l'istanza dei gestori dello scalo, ma un atto dell'Enac, mentre il ministero dell'Interno, guidato da Matteo Salvini, sostiene che debba essere il gestore a dover avviare l'iter con una domanda. Di fatto, nel rimpallo tra i due ministeri, la sostanza è che non viene emanato il decreto ministeriale a firma di Salvini stesso in cui il Ridolfi ritorna tra gli aeroporti di “Fascia A” e quindi ottiene automaticamente il diritto alla dotazione dei vigili del fuoco. E' piuttosto evidente che nello scontro tra i due ministeri emerga la volontà politica centrale di Roma di non procedere all'assegnazione del personale dei vigili del fuoco e ai relativi costi.

La questione sembra così essersi arenata in qualche cassetto ministeriale. L'ultimo atto del Ministero dei Trasporti, lo scorso maggio, è una replica a firma di Renato Poletti, Direttore della Direzione generale degli Aeroporti e del trasporto aerei, inviata alla Regione Emilia-Romagna che sollecitava l'avanzamento dell'iter, secondo cui “questa Direzione, per quanto di competenza, sentito l'Enac, comunica che nulla osta all'inserimento dell'aeroporto di Forlì nell'elencazione degli aeroporti” di fascia A. Tale missiva è stata confusamente ed erroneamente comunicata dalla Regione lo scorso maggio come “un nulla osta del ministero dell'Interno”, cosa che nella giornata di martedì ha creato non poca confusione a Forlì, in quanto il Ministero dell'Interno non deve dare alcun nulla osta ad altri, ma prendere il provvedimento conclusivo dell'iter, vale a dire il decreto con cui Forlì passa “in serie A”. Dall'altra parte il Viminale indica un iter che però è applicabile solo ai piccoli scali e non certo ad un aeroporto infrastrutturato come quello romagnolo.

Perché FA non procede in ogni caso secondo la procedura, per quanto giudicata erronea, indicata dal ministero capeggiato da Salvini? Prova a ipotizzare Marco Di Maio, deputato dem forlivese: “Il gestore fa assolutamente bene a non intraprendere quella procedura, in quanto nessuna legge lo prescrive, e fino a prova contraria, ci sono leggi che tutti devono rispettare. In secondo luogo perché avvalorerebbe la tesi del Ministero dell'Interno secondo cui il servizio anti-incendio non spetta a Ridolfi a carico dello Stato, se non chiedendolo con un'apposita istanza. D'altra parte quando venne portato il sottosegretario Molteni, anche lui del Ministero dell'Interno, in visita all'aeroporto di Forlì, lui diede massima disponibilità ad adoperarsi per l'assegnazione di pompieri e forze dell'ordine, non parlò mai di un'istanza da avviare, così come questa cosa dell'istanza non è mai emersa in innumerevoli riunioni che si sono tenute a Forlì in prefettura e a Roma”.

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Da Roma non vogliono mandare i vigili del fuoco a Forlì? Per fare ulteriore pressione è stata avviata sulla piattaforma di petizioni online 'Chang.org' una sottoscrizione diretta al Ministro Salvini affinché firmi l'atto di inserimento del Ridolfi negli aeroporti di rilievo nazionale. 

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