Aeroporto, Rifondazione Comunista: "Un buco senza fondo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Ancora soldi all’Aeroporto!!! Per l’ennesima volta si tenta di tamponare una situazione drammatica con belle speranza ed affidandosi a SAB (ossia ad un soggetto esterno ed in conflitto di interessi) senza valutare con realismo quello che è successo e che sta avvenendo. Le domande infatti sono sempre le stesse, vi è una prospettiva economica e una sostenibilità territoriale per questo aeroporto? E quale tipo di aeroporto il territorio può permettersi? La Federazione della Sinistra di Forlì ribadisce ancora una volta ciò che ripetiamo da tempo. L’aeroporto che Forlì si può permettere e di cui il territorio può beneficiare deve essere limitato esclusivamente alle attività necessarie all’Enav, all’aeroclub e al Polo Tecnologico. Di certo, non i voli di linea o turistici. Oggi, si è deciso di trovare una soluzione entro il 30 aprile o si passerà alla liquidazione, quando ormai SEAF ha sperperato più di 30 milioni di euro, senza nemmeno dare un futuro ai lavoratori dell’Aeroporto e illudendo i cittadini su piani industriali costruiti sull’ingenuità e su uno strampalato ottimismo. Ma come si è arrivati a questo punto? Da una parte per salvare le poltrone degli Amministratori SEAF incapaci (della Lega Nord) e, dall’altra, per una mancanza di visione di lungo periodo sullo sviluppo economico e sociale di Forlì, soprattutto, del PD. Sarebbe ora che chi ha sbagliato, scelte strategiche e piani industriali aleatori, paghi! Invece, di questo nessuno parla. Ma quello che ci preme di più è quale futuro avranno i lavoratori? I soci di SEAF (Comune di Forlì, Provincia e Regione), che sempre hanno trovato i soldi per finanziare un mezzo di trasporto insostenibile, come gli aerei, ora devono costruire le condizioni e mettere le risorse su mezzi alternativi e più ecologici. A partire dal potenziamento dei treni e dei mezzi pubblici locali, oltre che una loro migliore interconnessione tra le varie comunità e territori. Un modo sano di creare nuovi posti di lavoro e migliorare le condizioni di vita e mobilità per tutti i cittadini dell’intera area romagnola. Di certo, una maniera concreta ed efficiente per ricollocare i tanti lavoratori che non lavoreranno più in SEAF ed investire sul futuro.
 

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