Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Bambini sottratti alle famiglie dai Servizi sociali, avvocato segnala 4 episodi dubbi a Forlì. L'assessore: "Indagheremo"

Quattro casi ritenuti dubbi in cui approfondire il ruolo dei servizi sociali nella sottrazione di alcuni minori alle loro famiglie

Quattro casi ritenuti dubbi in cui approfondire il ruolo dei servizi sociali nella sottrazione di alcuni minori alle loro famiglie. A portarli all'evidenza pubblica è l'avvocato che cura le vicende e che si scaglia contro l'operato degli assistenti sociali del Comune di Forlì, l'avvocato Francesco Miraglia di Modena. Il primo problema sollevato dal legale è la difficoltà di avere rapporti professionali con il servizio apposito del municipio: “Non è stato possibile neppure avere un incontro per discutere di vari casi di persone che, disperate, sono arrivate da me”, spiega.

Sono diversi gli episodi che vengono citati dall'avvocato Miraglia: "Uno di questi casi non è arrivato neanche davanti al giudice in quanto ritenuto infondato anche dal pubblico ministero e archiviato fin da subito. Eppure, nonostante questo i bambini coinvolti vivono in comunità da sei anni e gli incontri con la madre sono stati sospesi". Ce ne sarebbe poi un altro: "Una bambina presa dai Servizi sociali a scuola senza mai avvisare i genitori. La madre tutti i giorni si è recata ai Servizi sociali, senza mai ottenere una risposta. Il padre è deceduto proprio in quei giorni e al minore non è stato permesso neanche di recarsi all'ospedale per l'ultimo saluto. La figlia è stata dichiarata adottabile e la madre lo ha saputo a iter concluso”.

Continua l'elenco l'avvocato Miraglia: "E' incappato anche un padre accusato di maltrattamenti. Vede la figlia un'ora e mezza alla settimana da due anni e madre e figlia vivono in comunità, un costo per il Comune di Forlì stimabile in circa 300mila euro, invece di stare in casa propria". "Ad un'altra mia assistita - spiega il legale - hanno tolto la figlia, che poi è stata data in adozione agli operatori della comunità in cui è stata alloggiata. La madre, per aver tentato di contattarla via social media è stata denunciata per stalking". E conclude: "A chi giova tutto ciò? Non certo al benessere dei bambini. Lo sa il Comune quanto grava sulle sue coste questi provvedimenti inutili e infondati?".

Una situazione delicata alla quale risponde, per quello che le è possibile, Rosaria Tassinari, il nuovo assessore al Welfare del Comune di Forlì: "Alcuni di questi casi sono pervenuti anche alle nostre mail, come per esempio quello della bambina a cui è stato impedito di vedere il padre morente. Ho chiesto una relazione ai Servizi sociali per tutti i casi segnalati e che sono in gran parte storie che si protraggono da anni. Il modo che avremo per fare i dovuti approfondimenti sarà la commissione di indagine, che spero vedrà l'apporto di esperti esterni, come è stato fatto per la commissione regionale. Parlare ora di singoli casi non è possibile in quanto ci sono conoscenze ad ora ancora superficiali". 

Ma oltre ai singoli casi c'è anche il problema, rilevato in verità da più avvocati, di difficoltà di relazionarsi coi Servizi sociali. Una questione già nota anche all'assessore al Welfare – come fa capire Tassinari stessa: "E' capitato anche nella mia recente esperienza, sollecito sempre i servizi al dialogo".

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