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Sicurezza nelle case popolari: ecco gli agenti informatori che indossano le micro-camere

Entra nel vivo il progetto 'Case sicure', per dare maggiore sicurezza e legalità nelle case popolari della città. All'interno della Polizia Locale si è formato un gruppo di quattro persone

Entra nel vivo il progetto 'Case sicure', per dare maggiore sicurezza e legalità nelle case popolari della città. All'interno della Polizia Locale si è formato, infatti, un gruppo di quattro persone, due agenti e due ispettori, per istituire la figura dell'agente informatore, che dispiegherà pienamente i suoi poteri quando entrerà in vigore il nuovo regolamento di Polizia Urbana, nel quale ci sono tre articoli che ne definiscono il ruolo e i compiti.

Il Comune ha già istituito una piattaforma che mette assieme quattro soggetti: l'ufficio Welfare, l'assessorato, Acer e la Polizia Locale, per la condivisione delle segnalazioni che potranno pervenire all'indirizzo mail  casesicure@comune.forli.fc.it. Il sistema prevede quindi una gestione comune della problematica, così che tutti ne siano informati, anche degli esiti. Tocca ai vigili controllarne il fondamento. La figura dell'agente informatore avrà compiti di sicurezza a tutto campo per le circa duemila case popolari. In primis accertare che negli immobili risiedano le persone dichiarate, che  non siano stati posti in essere abusi edilizi, che le condizioni igienico sanitarie o di ordine pubblico siano in linea con gli standard minimi. Tuttavia si potrà avvalere delle altre forze di polizia per altri problemi, quali lo spaccio, i furti e i piccoli fenomeni di delinquenza. Alla Guardia di Finanza sarà invece segnalata l'eventuale incogruenza tra tenore di vita e il reddito dichiarato per il beneficio della casa. 

agenti 

“Inoltre effettueranno altre verifiche – spiegano gli assessori alla Sicurezza Daniele Mezzacapo e al Welfare Rosaria Tassinari -. Non di rado capita che gli assegnatari non risiedano effettivamente nell'immobile, ma lo tengano solo per mantenere la residenza e magari nel frattempo vivono all'estero. Con una procedura che dura tre mesi di controllo dell'effettiva presenza, si potrà anche arrivare alla revoca degli immobili assegnati ma disabitati”.

L'agente informatore si presenterà in divisa nei suoi controlli e sono previste sanzioni fino a un massimo di 300 euro se si ostacola la sua azione, per esempio non facendolo entrare in casa. “Siamo più morbidi rispetto a quanto rende possibile la legge regionale, che indica l'intralcio alla funzione dell'informatore come motivo di decadenza all'esito di un contraddittorio tra le parti”, precisa il vicesindaco Mezzacapo. Per rendere più efficace il suo intervento sarà munito di microcamere da indossare e fototrappole (è previsto uno stanziamento di 20mila euro per la dotazione tecnologica) per filmare l'intervento e documentare l'attività connessa. “Si tratta anche di un presidio della loro sicurezza, in quanto non sono operatori che effettuano controlli in strada, ma entrano in luoghi chiusi”.

Nel pacchetto sicurezza della case popolari è prevista anche un'altra novità: 10 immobili verranno tenuti come riserva per i militari e le forze dell'ordine e altri 5 per personale della Polizia Locale. “Gli immobili ci vengono spesso richiesti da membri delle forze dell'ordine che vengono trasferiti a Forlì in poco tempo o perché hanno bisogno di un appartamento temporaneo – conclude Mezzacapo -. La presenza di un condomino militare dissuade i comportamenti di eventuali 'mele marce' che disturbano gli altri inquilini del condominio”.

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