Le agenzie di viaggi ripartono: "I forlivesi vogliono viaggiare, e farlo anche all'estero per i prezzi bassi"

Come è stato il lockdown per le agenzie di viaggio? E oggi come si prospetta il futuro? Le agenzie di viaggio sono tutte d'accordo: i forlivesi vogliono tornare a viaggiare, e il prima possibile. E durante i mesi in casa molti hanno pensato a dove andare

Gianluca Ramilli dell'omonima agenzia di viaggio

Il turismo ha subito una battuta d'arresto non indifferente, ormai lo sappiamo. Quello che non tutti sanno, però, è che le agenzie di viaggio invece non si sono affatto fermate. In questi mesi di lockdown, infatti, c'è stato un frenetico lavoro – anche da casa, in smart working – per restare vicini ai propri clienti e, sorpresa ancora più incredibile, anche vicino a chi aveva deciso di partire in autonomia e si è poi trovato bloccato all'estero per via del covid-19.

Questo il filo rosso che unisce un'agenzia di viaggi storica come Ramilli a realtà più piccole, ma altrettanto dedicate, come la Giramondo Viaggi. "Quelli che avrebbero bisogno di una vacanza siamo noi dell'agenzia", commenta ironico Gianluca Ramilli dell'omonima agenzia. "In questi mesi abbiamo gestito non solo tutti gli annullamenti e i cambi di data per le prenotazioni già in essere, ma abbiamo anche aiutato molte persone a tornare a casa dall'estero, dai ragazzi in Erasmus fino ai viaggiatori fai da te."

Stessa esperienza anche per Arianna Gugliermetti, titolare di Giramondo Viaggi: "Le persone cercavano aiuto e informazioni, abbiamo aiutato parecchie persone a rientrare in Italia, ma sul momento erano anche poco soddisfatti, perché non eravamo in grado di dar loroi le informazioni precise, non avendole noi stessi. Senza contare che talvolta era difficile gestire pratiche che non avevamo seguito dall'inizio, per via della privacy non potevamo procedere in ogni singolo caso. Ma speriamo che queste esperienze portino le persone ad affidarsi più volentieri a un'agenzia."

Problematica è stata anche la gestione dei rimborsi: mentre l'agenzia Ramilli prevede, anche in finestre last-minute, il rimborso in caso di annullamento da parte del cliente, molti tour operator che inizialmente avevano deciso di muoversi in questo modo hanno deciso dopo pochi giorni di lockdown di passare ai voucher, come racconta Arianna Gugliermetti. E con tutti questi annullamenti, in sostanza, "abbiamo perso non solo il lavoro di questi mesi, ma anche dei mesi precedenti, in cui avevamo prenotato i viaggi previsti da marzo in poi" spiega la titolare di Giramondo Viaggi.

Ma i forlivesi, cosa vogliono? La risposta è unanime: i forlivesi vogliono viaggiare, e non solo vogliono godersi le classiche spiagge del sud Italia e delle isole, vogliono andare anche all'estero, e anche fuori dall'Europa. Dalla Grecia alle isole della Spagna, fino al Canada e all'America. "L'Italia costa ancora troppo, anzi, i prezzi si sono alzati anche di più per via delle spese di sanificazione necessarie", racconta ancora Arianna Gugliermetti. "I nostri clienti preferiscono spendere meno e andare all'estero, ma purtroppo dobbiamo ancora consigliare di non prenotare, perché non siamo sicuri che gli aerei partiranno davvero. Se non fosse per questo, moltissimi avrebbero già prenotato. Se partissero con questo bonus vacanze, sicuramente potremmo promuovere di più il nostro paese, su cui ci sarebbero sgravi molto interessanti. C'è tanta voglia di partire."

Il trend è simile anche per Gianluca Ramilli: "Abbiamo già ricominciato con le prenotazioni, in autunno e per l'anno prossimo, soprattutto per i viaggi di nozze che giocoforza sono stati rimandati, ma anche per l'estate. Chi ha sempre viaggiato in Italia, ad esempio in Sardegna o in Calabria, per dirne giusto un paio, non vuole cambiare. Il mare la fa sempre da padrone, ma abbiamo visto anche una riscoperta della montagna. Le persone sono disposte anche a pagare un po' di più e avere più garanzie di sicurezza, e del resto noi suggeriamo solo realtà che conosciamo bene. Per chi si sentisse più sicuro ad affittare una villa o una casa, però, consigliamo di muoversi in fretta: i turisti stranieri, che di solito preferiscono queste modalità agli hotel, hanno già ricominciato a prenotare."

Ma che ne è dei viaggi di gruppo, in Italia e all'estero? Purtroppo la situazione non è proprio rosea, ma Vanni Biondini, titolare insieme a Norma Bellini dell'agenzia Biondini, hanno già ricominciato a offrire le loro gite fuori porta assicurandosi di offrire un servizio sicuro per chi desidera spostarsi per una giornata o più. "La nostra, che è una piccola azienda, si aggira intorno ai 170-180mila euro di danno. Rispetto ad aprile 2019, in cui abbiamo fatturato 250mila euro, quest'anno il fatturato del mese di aprile è stato 0." Una differenza che è stata notata anche da Gianluca Ramilli: molti di noi si ricorderanno ancora la felice congiunzione fra Pasqua, festa della Liberazione e 1° maggio, che aveva permesso a moltissimi di fare due settimane di vacanza con pochissimi giorni di ferie. Una stridente differenza, dunque, con il 2020, che rende ancora più forte il paragone.

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"I pullman sono fermi in garage dal 23 febbraio," racconta Vanni Biondini. Ma domenica finalmente si riparte, con una gita a Cascia e Roccaporena, i luoghi di santa Rita. "Vogliamo dare un segnale, ci siamo ancora, e viaggiare con noi è sicuro, perché dispongo di mezzi di proprietà su cui viene effettuata regolarmente la sanificazione. In base alle indicazioni ricevute, sugli autobus si può viaggiare in sicurezza: basta che i passeggeri si posizionino dalla parte del finestrino, uno ogni due posti. In questo modo, un autobus da 50 persone ne può contenere 25, e si può arrivare a 35 nel caso ci siano congiunti, che possono comunque sedersi vicini. In questo modo, almeno, chi per necessità dovesse muoversi lungo il corridoio per pullman è comunque a distanza di sicurezza dagli altri viaggiatori." Una perdita dunque che si aggira intorno al 50% della capienza massima per Biondini, che tuttavia ha deciso di non aumentare i prezzi: "Non vogliamo sparare sulla croce rossa", dichiara eufemistico. "Anche noi in questo periodo abbiamo avuto difficoltà: io ho preso i 600 euro dell'INPS, ma per il resto di 4 persone in famiglia solo il più piccolo, che fa il cuoco part-time, ha guadagnato qualcosa. Non è aumentando il prezzo di 5 euro che diventeremo ricchi. Siamo tutti in difficoltà e in particolare il comparto di chi lavora con i pullman a fini turistici è stato ignorato da tutti, anche se dà lavoro a 50mila persone in tutta Italia."

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