Tentato assalto alle poste, la cassaforte temporizzata non si apre. "Non ce la facciamo", poi la fuga

Gli uomini dell'Arma hanno ricostruito la tentata rapina di venerdì mattina all'ufficio postale di Civitella

Tre rapine, di cui due fallite, in tre settimane. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del comando provinciale di Forlì-Cesena, al comando del tenente colonnello Pietro D'Imperio, sono al lavoro per chiarire un possibile collegamento tra il colpo del 10 gennaio scorso alla filiale dell'ex CariRomagna (ora Intesa San Paolo) di via Zampeschi all'Ospedaletto e quello fallito otto giorni più tardi alla banca "Romagna Cooperativa Bcc" di Capocolle di Bertinoro dopo l'assalto con fuga a mani vuote venerdì mattina all'ufficio postale di Civitella di Romagna. Gli uomini dell'Arma provinciale (presente anche il tenente colonnello Gianluigi Cirtoli del Reparto Operativo), affiancati dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola e della stazione di Civitella, sotto il comando del capitano Filippo Cini, hanno ricostruito il modus operandi della banda.

La preparazione

Il giorno non è stato scelto a caso. Quello di venerdì era infatti il primo del mese, quello del pagamento delle pensioni. Il piano operativo è scattato giovedì sera, col furto a Forlimpopoli di una "Fiat Panda" vecchio modello. Con l'utilitaria i banditi hanno raggiunto Civitella. Il pallino rosso era sull'ufficio postale di viale Roma. La mente diabolica del commando ha stilato nei minimi dettagli il colpo. Da una vicina abitazione privata, dopo aver tagliato la recinzione, i malviventi sono entrati nel cortile che ospita l'edificio con l'ufficio postale, raggiungendo il seminterrato dove si trova una centralina telefonica. Nel cuore della nottata hanno lavorato per costruirsi un varco, praticando un buco nel soffitto. Tale serviva per accedere in uno stanzino adibito ad archivio, posto sul retro. Dopodichè ai malviventi non è toccato altro che attendere l'arrivo degli impiegati per concretizzare quanto stabilito a tavolino.

VIDEO: FALLITO ASSALTO, E' CACCIA ALL'UOMO

Il colpo fallito

Quando mancavano dieci minuti alle 8 si sono presentate le due impiegate. Appena hanno raggiunto la postazione, si sono ritrovate a tu per tu con due individui col volto incappucciato da passamontagna, uno dei quali armati di pistola (non si sa se vera o falsa). Le malcapitate sono state afferrate con la forza e trascinate nell'area che ospita la cassaforte temporizzata e lo sportello automatico Atm. Mentre i due banditi attendevano l'apertura del forziere, al 112 è arrivato l'allarme rapina dalla centrale operativa delle Poste di Bologna. L'ufficio è infatti dotato di un sistema di videosorveglianza, che ha consentito di cogliere in tempo reale la situazione di pericolo.

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E' squillato così il telefonino di una delle dipendenti. "Non rispondere", avrebbe intimato uno dei banditi. "Sono i Carabinieri", è stata la replica. A quel punto il duo ha informato un complice, pronto all'esterno per scappare. "Non ce la facciamo", avrebbero detto. La cassaforte temporizzata non si è sbloccata e il colpo è così sfumato. Prima di dileguarsi hanno chiuso le due impiegate in bagno, assicurandosi così la fuga. In pochi minuti numerose pattuglie dei Carabinieri sono giunte sul posto, ma il commando era già uccel di bosco. Si è alzato in volo anche l'elicottero dell'Arma, decollato dall'aeroporto "Ridolfi", sede del 13esimo Elinucleo di Forlì, che ha sorvolato la vallata del Bidente, mentre contemporaneamente gli uomini dell'Arma hanno effettuato posti di controllo lungo la Bidentina, col filtraggio delle auto in transito. La "Panda" è stata ritrovata a Selbagnone.

Per le malcapitate dipendenti nessuna conseguenza fisica, ma tanto spavento. Ad assisterle il personale sanitario del 118, giunto con un'ambulanza. Quanto ai banditi, hanno riferito che erano italiani, con accento presumibilmente campano. I detective hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza, non solo dell'ufficio postale. E' il momento delle indagini. Non si esclude un collegamento con le precedenti rapine di gennaio. Prenderebbe così sempre più corpo l'ipotesi di una banda che stazioni in Romagna. Ma il condizionale è d'obbligo. Dubbi ai quali gli investigatori stanno cercando di dare una risposta.

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