Coronavirus, aumentano i casi con febbre. Il punto sul pronto soccorso: "Perfezionata l'organizzazione"

L'invito della direzione sanitaria aziendale e dalla direzione del Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Ausl Romagna è quello di non intasare il pronto soccorso

"L'attuale situazione dell’infezione da covid-19 non è paragonabile con quella dei mesi della ‘prima ondata'". Queste le parole di alcuni giorni fa del direttore sanitario dottor Mattia Altini, specificando che allora "il numero di positività era parametrato su un numero di tamponi molto minore e soprattutto la gravità dei pazienti era superiore". Il numero di positività resta ancora contenuta. E la maggioranza dei pazienti riesce ad essere gestita al proprio domicilio e almeno al momento la rete ospedaliera, e soprattutto delle Terapie intensive. Dalla direzione sanitaria aziendale e dalla direzione del Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Ausl Romagna l'invito a non intasare il pronto soccorso.

"Accedere al Pronto Soccorso solo in caso di urgenze non rimandabili". Andrea Fabbri, direttore dell'Unità operativa Pronto Soccorso, Medicina d'Urgenza e 118 dell'ospedale di Forlì, il richiamo è stato ascoltato dai cittadini?
Negli ultimi 3-4 giorni abbiamo stiamo osservando una diminuzione del numero degli accessi, ma continuiamo a ricevere richieste per problemi non urgenti. 

Com'è la situazione?
Negli ultimi giorni la situazione è cambiata e il numero dei casi con febbre e riscontro di positività ai test è aumentato in numero significativo. Questo fa pensare che fino a che i provvedimenti restrittivi diano risultati il numero dei casi continuerà a salire ancora per 30-40 giorni.

Il numero medio di accessi al giorno e le cause degli accessi?
Abbiamo riscontrato un calo del 30% senza variazioni in termini di tipologia di patologia, che è in linea con la stagione autunnale.

Quali sono le differenze rispetto alla prima fase dell'emergenza sanitaria?
Nessuna differenza, tranne che un maggior numero di soggetti in giovane età.

Il pronto soccorso ha subìto un'ulteriore riorganizzato o le procedure sono simili a quelle dei mesi scorsi?
Abbiamo perfezionato alcune soluzioni organizzative e pensiamo di essere predisposti meglio a ricevere un elevato numero di casi.

Il personale sanitaria come sta reagendo a questa seconda ondata?
La consapevolezza di doversi confrontare con questa emergenza per molti mesi ancora genera molta  apprensione.

Andando incontro al periodo invernale, si aspetta un aumento ancor più importante di sospetti pazienti covid?
Le previsioni fino ad ora sono sempre state smentite. Al momento le stime dicono che il numero dei casi aumenterà in modo consistente per ancora 30-40 giorni.

E' un virus subdolo. Quali sono i luoghi dove si corre il maggior rischio di contagio?
Le frequentazioni in ambiente chiuso di persone che a loro volta hanno avuto un elevato numero di frequentazioni.

A suo giudizio l'ultima stretta decisa dal governo ci metterà al riparo in vista delle festività natalizie?
Le decisioni del governo sono in linea rispetto a questo ultimo concetto.

Cosa consiglia alla popolazione?
State a casa con le vostre famiglie.

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