Martedì, 16 Luglio 2024
Il caso

Giovedì da incubo in carcere: agente tagliato ad un braccio da un detenuto. Un altro evade durante il trasferimento, ma viene subito catturato

A rendere noto quanto accaduto è Domenico Maldarizzi, segretario nazionale della Uil PA Polizia Penitenziaria

Un giovedì particolarmente complicato al carcere di Forlì. "Nella mattinata - rende noto Domenico Maldarizzi, segretario nazionale della Uil PA Polizia Penitenziaria - un detenuto tunisino ha procurato un taglio ad un braccio ad un agente di Polizia Penitenziaria e nel pomeriggio si è verificata una rocambolesca evasione ad opera di un altro detenuto sempre di origini tunisine mentre veniva scortato per recarsi ai domiciliari nel suo luogo di residenza, ma la Polizia Penitenziaria di Forlì ed il Nucleo Investigativo Regionale lo hanno riacciuffato, riportandolo nuovamente in cella". In quest'ultimo caso il "protagonista" della fuga è il 21enne tunisino che martedì sera, nei pressi della stazione ferroviaria di Forlì, aveva accoltellato un passante corso in difesa di due ragazze. Il tentativo di fuga è avvenuto nei pressi di un'area di servizio lungo l'A14, mentre veniva trasferito ai domiciliari nel modenese. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il giovane avrebbe manifestato la necessità di un bisogno fisiologico, per poi aggredire l'agente della Penitenziaria. Fuga conclusa poi a Faenza con la cattura.

“Le aggressioni, l’evasione, l’ennesima nel Paese, di un detenuto dal carcere di Forlì certifica ulteriormente il totale fallimento del sistema penitenziario e conferma, ancora una volta, l’insipienza della politica incapace di assumere provvedimenti consequenziali - dichiara Maldarizzi -. Mentre le gru attorno al nuovo carcere di Forlì continuano a rimanere ferme, i lavori non progrediscono e non c’è una data di fine cantiere, all’interno della casa circondariale della Rocca si deve fare i conti quotidianamente con l’inadeguatezza strutturale ed una costante carenza di personale che non consente agli stessi un periodo di ferie adeguate al recupero psicofisico".

"Con evasioni ricorrenti, aggressioni e risse quotidiane, traffici di sostanze e oggetti non consentiti, omicidi e tentati omicidi, suicidi, stupri e violenze di ogni genere le carceri italiane non assolvono a nessuna delle funzioni che, ai sensi dell’articolo 27 della Carta, ne giustificano l’esistenza e i costi per la collettività - viene aggiunto -. Non interrompono la reiterazione dei reati, non impediscono i contatti illeciti con l’esterno, non rieducano, insomma niente di niente se non trasformarsi in vere e proprie palestre del crimine. E tutto ciò in danno soprattutto della Polizia penitenziaria, abbandonata a se stessa nel tentare di gestire una situazione di fatto ingovernabile e spesso additata come responsabile sia dall’opinione pubblica sia dalla magistratura".

"Ancora una volta è la Polizia penitenziaria, con la professionalità, l’inventiva, l’audacia e l’abnegazione che la contraddistingue, a mettere una pezza sulle falle di un sistema carcerario alla deriva e che, è proprio il caso di dire, fa acqua da tutte le parti. Scorte sottodimensionate per vuoti organici (mancano complessivamente 18mila unità), stress e logoramento inimmaginabili per carichi di lavoro debordanti, strumentazioni inadeguate ed equipaggiamenti di fortuna costituiscono una miscela esplosiva, mentre da Via Arenula (sede del Ministero della Giustizia) si ascoltano solo vuote parole e il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, continua a non dare alcun tangibile segno di sé”, commenta il segretario della Uilpa Pp

“Rivolgiamo il nostro plauso e i ringraziamenti ai colleghi di Forlì e soprattutto al Nucleo Investigativo Regionale che hanno stroncato sul nascere questa evasione, che meritano anche un riconoscimento formale, ma ribadiamo l’appello alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al Governo e al Parlamento tutto affinché si vari un decreto carceri che consenta cospicue e immediate assunzioni straordinarie nel Corpo di polizia penitenziaria e il potenziamento degli equipaggiamenti prima che sia troppo tardi”, conclude Maldarizzi.
 

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