menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

A Forlì l’Aids continua a uccidere: due le vittime

A Forlì l'HIV continua a colpire. Si registra infatti in ambito regionale uno dei più alti tassi di incidenza di nuovi casi di HIV positività rispetto alla popolazione residente

A Forlì l’HIV continua a colpire. Si registra infatti in ambito regionale uno dei più alti tassi di incidenza di nuovi casi di HIV positività rispetto alla popolazione residente. L’U.O. Malattie Infettive dell’Ausl di Forlì, diretta dal dott. Claudio Cancellieri, nel corso del 2011 ha osservato, infatti, 30 nuove persone infettate con HIV (21 maschi e 9 femmine), quattro in più rispetto a tutto il 2010; complessivamente, le persone già in AIDS conclamato sono risultate 9.

Due di queste sono decedute. E’ anche per tali motivi che la Giornata Mondiale di Lotta all’Aids, in programma, come ormai tradizione, giovedì, acquista particolare significato. L’edizione 2011 sarà all’insegna dello slogan “Getting to Zero”, ovvero arrivare ad avere zero infezioni, zero discriminazioni, zero morti. In questo senso, tre sono gli obiettivi fondamentali. «In primo luogo, si tratta di evitare che nuove persone si infettino con il virus HIV – dichiara il dott. Claudio Cancellieri – a tal fine, occorre puntare sulla prevenzione primaria; in seconda battuta, bisogna impedire che le persone già infettate progrediscano verso la malattia conclamata, cioè l’AIDS. Ciò significa da una parte garantire a tutti, anche nei paesi più poveri, l’accesso alle costose terapie oggi disponibili, dall’altro far sì che le donne gravide non partoriscano bambini infettati; e qui entra in gioco la prevenzione secondaria». Infine, si mira a «superare la discriminazione, la colpevolizzazione e la vergogna che spesso accompagnano la condizione di  HIV/AIDS».

Sul fronte della prevenzione primaria, ovvero scongiurare nuove infezioni, non si può prescindere dalla raccomandazione, valida per tutti (eterosessuali, bisessuali, omosessuali, transessuali) di avere una vita sessuale responsabile. «L’HIV va considerata come un’infezione che si trasmette per via sessuale – illustra il dott. Cancellieri – pertanto, nel rispetto dei valori di ognuno, occorre cercare di attenersi a una serie di comportamenti quali fedeltà reciproca, riduzione del numero di partner sessuali, uso del preservativo ed anche, per chi lo desidera e ci riesce, castità».

Per evitare che una persona già infettata da HIV si ammali e progredisca ad AIDS conclamato, o che una gravida sieropositiva partorisca bimbi infettati (prevenzione secondaria), sono, invece, fondamentali i farmaci che il medico prescrive quando il sistema immunitario colpito dall’HIV ha iniziato a “indebolirsi”. «Oggi, la disponibilità di diversi medicinali, sempre più efficaci – illustra il dott. Cancellieri – ha modificato radicalmente la situazione, trasformando quella che fino al 1996 era una malattia rapidamente mortale in una malattia che si riesce, se non a guarire, a cronicizzare, consentendo una vita praticamente normale».

Proprio per questo motivo è fondamentale che le persone si sottopongano al test per l’HIV, consistente in un semplice prelievo di sangue. «In questo modo – rivela il dott. Cancellieri – è possibile sapere, prima di ammalarsi, se si è infettati oppure no. Lo slogan “HIV: sapere salva la vita!” non è mai stato tanto attuale come adesso, in quanto significa davvero prendersi cura della propria salute, oltre evitare che altre persone possano essere infettate».

Per sensibilizzare su queste tematiche, quest’anno, in occasione della Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS, è in programma nella nostra città un calendario ricco di iniziative. Mercoledì (9.30-18.30) e giovedì (8.30-12.30), ad esempio, in Municipio (piazza Saffi 8), si terrà la Conferenza internazionale “Sudditi o cittadini? HIV/AIDS e comunità rurali in Africa australe”, a cura del Centro dipartimentale di studi storici e politici su Africa e Medio Oriente del Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia dell’Università di Bologna, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Politiche “Roberto Ruffilli” di Forlì, il Polo Scientifico-Didattico di Forlì, il Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia dell’Università di Bologna, il Comune di Forlì  e con il contributo di Ser.In.Ar Forlì-Cesena.

Giovedì, invece, a partire dalle 19, è previsto un incontro pubblico, con dibattito, rivolto in particolare agli studenti degli istituti superiori e universitari, presso la “Fabbrica delle Candele”, Centro Giovanile del Comune di Forlì (piazzetta Corbizzi, 30), con interventi del dottor Claudio Cancellieri e del dottor Pino Zumbo, referente nazionale di Riduzione del danno-Nps Italia. Contestualmente, verrà allestita una mostra con esposizione di manifesti sul tema, in collaborazione con l’Ausl di Forlì. Infine, verrà divulgata una brochure su “Malattie Trasmesse sessualmente”, redatta dall’associazione universitaria Koinè.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento