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Legalità

Al Liceo Scientifico una tre giorni di legalità con l’ex ispettore della Dia Giordano. Ricordato anche l'omicidio Ruffilli

"Nello specifico, ho evidenziato il grande contributo che i cittadini di Forlì ci diedero nelle indagini (ero alla Digos)", spiega Giordano

Una "tre giorni di legalità" al Liceo Scientifico "Fulcieri Paulucci di Calboli" con Pippo Giordano, l’ex ispettore della Dia che racconta con passione agli studenti la sua storia, gli appostamenti, gli interrogatori e di come, insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha speso la vita al servizio della comunità nello sforzo di portare alla luce l’organizzazione mafiosa siciliana di Cosa Nostra. Giordano ha incontrato centinaia di ragazzi di quarta e quinta, per unt totale di una ventina di classi.

"Sono stati tre giorni ricchi di emozioni e di dibattito tra me, i docenti e ragazzi - racconta l'ex ispettore della Dia -. Devo fare i complimenti a tutti gli studenti, sia per aver ascoltato i miei interventi con religioso silenzio, ed anche per le decine e decine di domande che sono seguite. Ho lumeggiato le figure dei magistrati Chinnici, Falcone, Borsellino (l'ultimo nostro lavoro il 17 luglio 1992, era un venerdì), coi quali ebbi l'onore di collaborare. Ho raccontato loro i momenti più difficili e funesti durante la mia attività investigativa sia a Palermo, che alla Dia, quando negli anni 80, Cosa Nostra assassinò 5 colleghi della mia stessa sezione della Mobile".

Il dibattito coi ragazzi si è articolato con domande davvero significative. "Ho risposto senza nascondere la parte riguardante i “traditori” che ahimè scoprimmo in seno alla Mobile palermitana - spiega -. Ho affrontato il problema del pentitismo, con riferimento al mio lavoro con Tommaso Buscetta e altri 8 pentiti di mafia. Nel raccontare la vicenda del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell'acido da Cosa nostra, ho visto i ragazzi con occhi umidi e intristiti dal martirio del bambino. Infine, ho reso noto il brutale omicidio del senatore Roberto Ruffilli, avvenuto a Forlì, da parte delle Brigate Rosse. I ragazzi non conoscevano affatto il delitto. Nello specifico, ho evidenziato il grande contributo che i cittadini di Forlì ci diedero nelle indagini (ero alla Digos). E fu un fulgido esempio di grande valore democratico e di appartenenza ad una comunità che non conosce affatto l'omertà". Giordano tiene a ringraziare la professoressa Gabriella Capasso, i docenti coinvolti nei “tre giorni” e la dirigente scolastica Susi Olivetti. Il prossimo mese di febbraio sarà nella scuola media Orceoli, per altri “cinque giorni non stop di legalità”.

E continua l'impegno di Giordano in memoria del piccolo Di Matteo: "Ci sono telefonate che riempiono di gioia e gratificano anni di intensa attività di legalità verso i giovani. Ieri, il presidente di un consiglio comunale di una città del reggiano – dove sono stato ripetute volte per incontrare gli studenti – mi ha informato che il prossimo 21 marzo intitoleremo una piazza, dove è sedente una scuola, al piccolo Giuseppe. Il compendio del mio impegno annovera altri risultati: un parco giochi in San Pietro in Casale,  intitolato a Giuseppe. Quest'estate, nel corso di una pubblica manifestazione a Fratta Terme, alla presenza dell'ex presidente del senato Pietro Grasso, la sindaca di Bertinoro, Gessica Allegni, la dirigente scolastica Gabriella Garoia ed io, abbiamo informato la cittadinanza, che la scuola elementare di Santa Maria Nuova, è stata intitolata a Giuseppe: si deve stabilire la data della cerimonia ufficiale, visto che è stata rinviata il 23 maggio dello scorso anno a causa dell'alluvione".

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