Al via a porte chiuse la scuola diocesana di formazione all'impegno sociale e politico

L’ultimo provvedimento del Governo nazionale, volto al contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-2019, obbliga gli organizzatori ad avviare il ciclo formativo a porte chiuse

Il Coronavirus detta i tempi anche alla Scuola diocesana di formazione all'impegno sociale e politico. I provvedimenti emergenziali del Governo nazionale, volti al contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-2019, hanno dapprima portato i soggetti organizzatori Pastorale del Lavoro, Caritas e Migrantes, a sospendere l’incontro introduttivo del ciclo formativo, originariamente fissato per il 2 marzo. L’ulteriore DPCM di domenica, volto ad inasprire le misure di contenimento, ha obbligato i promotori ad avviare il ciclo formativo a porte chiuse, ma puntando sui social.

L'incontro di lunedì, alle 20.45, non è annullato, ma verrà svolto senza pubblico, con possibilità di collegarsi in diretta tramite la pagina Facebook “Pastorale Sociale" della Diocesi di Forlì-Bertinoro. Nel corso della serata sono previsti gli interventi di Francesco Marinelli della Segreteria generale Cisl Romagna e Paola Scalzotto di Cna Professioni Forlì-Cesena, sul tema “Lavoro, occupazione e distribuzione di ricchezza”. I sei lunedì costituenti la 43ma edizione dell’importante evento, in programma presso la sala Don Bosco della parrocchia dei Cappuccinini, in via Ridolfi, sono tutti imperniati su “Cittadini oltre il voto e i mass-media”, con l’intervento di docenti ed esperti delle varie branche della materia.

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“I temi affrontati quest’anno – precisa lo stesso direttore della Scuola e del Centro per la Pastorale sociale e del lavoro, Luciano Ravaioli - sono la democrazia e la partecipazione, il lavoro come mezzo di sostentamento e d’integrazione, l’ambiente visto come tutela della casa comune e infine l’inclusione dei più deboli e dei nuovi cittadini nella vita sociale. Seguiranno due serate con interventi di testimoni locali operanti nei consigli comunali, ma anche di professionisti impegnati nel rendere più vivibile la nostra città e recuperare aree a rischio di degrado”. Il tema del ciclo “Cittadini oltre il voto e i mass-media”, significa che “i cittadini possono e devono esprimersi sulle questioni che interessano il vivere civile, senza che questo si limiti al momento del voto o allo schiamazzo sui social. La Costituzione – conclude Ravaioli - richiede che alla vita civile concorrano tutti i cittadini, seppur con modalità diverse. L’importante è che non venga saltato il ruolo dei corpi intermedi, per dare spazio al rapporto diretto fra leader e popolo”. 

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