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Al via l'anno pastorale, il vescovo Corazza: "Dobbiamo riflettere e rinnovarci"

"Veniamo da un anno difficile, dentro il tempo della prova - ha affermato Corazza -. E dalla prova la Chiesa s’impegna a non prendere le distanze, ma ad attraversarla con cuore credente”

Sabato il vescovo mons. Livio Corazza, ha presieduto in Cattedrale la celebrazione liturgica per l’apertura dell’anno pastorale 2020-2021 che ha come tema "Quanti pani avete? Andate a vedere". La celebrazione si é svolta nel rispetto delle norme anticovid, con accessi limitati, distanze di sicurezza e mascherine. Erano presenti in Cattedrale il vicario generale, i vicari episcopali, i vicari delle zone pastorali, i rappresentanti delle associazioni e movimenti ecclesiali e due rappresentanti per ogni parrocchia con la propria croce astile.

La celebrazione è stata trasmessa in diretta streaming sui canali Youtube e Facebook della diocesi nei diversi punti di ascolto che sono strati allestiti nelle parrocchie e vicariati. Al termine della celebrazione il vescovo ha consegnato ai rappresentanti delle parrocchie una piantina da mettere a dimora come segno di attenzione all’ambiente e al creato. "Veniamo da un anno difficile, dentro il tempo della prova - ha affermato Corazza -. E dalla prova la Chiesa s’impegna a non prendere le distanze, ma ad attraversarla con cuore credente”. 

"Sentiamo il bisogno di ripartire, ma non ci basta - ha proseguito il vescovo -.Siamo cambiati, abbiamo bisogno di altre motivazioni, più profonde. Un nuovo inizio. Per questo dobbiamo riflettere e rinnovarci. Non ci poniamo l’obiettivo della ripartenza, ma della rinascita. Dobbiamo riflettere. Ricordare e riflettere insieme, su quello che è avvenuto. Come ci ricorda papa Francesco “Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla”. È umano cercare di dimenticare, ma non ci aiuta a cambiare per ripartire. Non possiamo più pensare di ripartire da dove eravamo rimasti, non siamo più quelli di prima. Non si è trattato solo di una tempesta, ma di qualcosa di più profondo. Anche perché non eravamo contenti di come stavamo prima".

"La pandemia ha accelerato i cambiamenti nella società e nella Chiesa - ha evidenziato Corazza -. La fede sarà sempre di più frutto di una scelta. Vinciamo la tentazione di vivere con tristezza e delusione questi tempi. E0 vero, dovremo rinunciare ed abbandonare tante cose. Ma nulla ci separerà dall’amore di Cristo. Non dovremo più giudicare la riuscita dei nostri incontri dal numero dei partecipanti, ma dalla qualità delle nostre relazioni e proposte e dai frutti spirituali. Come segno di speranza, mi piace ricordare come, durante la pandemia, si continuava a costruire il Ponte di Genova, come, a suo tempo, durante l’incendio della cattedrale di Parigi, le api dell’alveare che si trovavano nel tetto, continuavano la loro opera, così come la pianta che vi viene regalata anche quest’anno è vita che cresce e va custodita, come la nostra fede e la nostra comunione".

Dal 5 ottobre tornano gli “incontri di Coriano”

Per approfondire i contenuti dell’anno pastorale nel mese di ottobre tornano gli “incontri di Coriano” che si svolgeranno quest’anno con una modalità diversa Gli incontri saranno trasmessi in streaming sui canali Youtube e Facebook della Diocesi. Nei vicariati saranno allestiti circa 50 luoghi dove le persone potranno seguire la diretta con la possibilità anche di inviare domande ai relatori (whatsapp 371.3323918).

Primo appuntamento lunedì 5 ottobre alle 20.45 con fratel Enzo Biemmi, docente alla Pontificia Università Lateranense che parlerà di “Ripartire o rinascere? La pastorale in tempo di coronavirus”.

Lunedì 12 sarà la volta di suor Maria Grazia Papola, docente alla facoltà teologica di Milano e direttrice Issr di Verona che affronterà il tema “Quanti pani avete? Andate a vedere”. Commento biblico al brano della moltiplicazione dei pani nel vangelo di Marco”.

Lunedì 19 ottobre si continuerà con i lavori di gruppo nelle unità pastorali (questa serata non sarà trasmessa in streaming) e lunedì 26 conclusione con il vescovo, mons. Livio Corazza, che proporrà “Alcune priorità pastorali. Cosa ci attende nel nuovo anno pastorale”.
 

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