Da albergo per i viaggiatori a Covid hotel per le quarantene, il titolare: "Le cose che vanno fatte si fanno"

Dall'1 aprile l'Hotel Paradise Airport è stato convertito in luogo di quarantena per ormai più di 30 persone. Il titolare Daniele Casadio racconta come si affrontano i problemi quotidiani quando di mezzo c'è il coronavirus

"Doveva riaprire l'aeroporto e, ovviamente, è cascato il mondo...!" esclama ridendo sconsolato Daniele Casadio, titolare dell'hotel Paradise Airport che, dall'1 aprile, è stato temporaneamente riconvertito in struttura a disposizione dei positivi al covid-19 per effettuare la quarantena. Esistono infatti molte situazioni in cui non è possibile passare a casa propria la quarantena, per ragioni di spazio o perché un familiare è già malato o immunodepresso. Da ormai un mese, dunque, Daniele si occupa dei suoi speciali ospiti, in tutta sicurezza. Un'avventura che è solo all'inizio, dato che il contratto firmato con l'Ausl è di 6 mesi.

Da albergo a struttura di quarantena per positivi al covid-19: come ci siete arrivati?
"Mi ha contattato la protezione civile, la settimana prima avevo mandato una mail al Comune per candidarmi: ritenevo di avere una struttura idonea, dal momento che tutte le camere hanno accessi dall'esterno, non ci sono camere comunicanti, quindi poteva essere una cosa interessante per dare una mano. Così l'AUSL ha fatto un sopralluogo, ha dato un parere positivo e... abbiamo proceduto."

In quante persone stanno lavorando con lei nella struttura al momento?
"Siamo una cooperativa, siamo in 4. Questo per quanto riguarda l'alberghiero; in più ci sono 4 o 5 persone che fanno parte del team del ristorante. C'è molto da fare: non solo la sanificazione e la pulizia delle stanze, ma anche la consegna dei pasti e l'assistenza in caso di necessità. Inoltre abbiamo deciso di recarci noi stessi a fare acquisti in farmacia o al supermercato nel caso in cui qualcuno degli ospiti avesse la necessità: ho dovuto dare un alt ai parenti, prima erano solo 7-8 ed era facile da gestire, ma solo mercoledì abbiamo ricevuto oltre 20 visite, e non credo sia sicuro né per loro né per noi."

Come vi proteggete per non essere contagiati?
"Abbiamo tute, mascherine, doppi guanti, visiere... a eccezione delle mascherine Ffp, che non ci hanno mai portato. Ma abbiamo tutto il resto!"

Come si procede alla sanificazione delle stanze e dell'albergo in generale?
"Nebulizziamo all'esterno cloro allo 0,05, come indicato dall'Ausl. Le stanze hanno cuscini e materassi impacchettati; ripulite di tutto quello che ha utilizzato l'ospite, lenzuola e quant'altro, viene spruzzato tutto con il cloro allo 0,05 e si passano tutte le superfici con un panno usa e getta. La ragazza che va all'interno delle camere, la nostra cara Cristina, è ovviamente protetta di tutto punto, e anche Beppe, che si occupa della sanificazione esterna."

Quanti ospiti ha avuto finora? E attualmente quanti sono?
"Al momento ce ne sono 18, sono tornati a casa in 10. Abbiamo 2 arrivi programmati per oggi, 2 o 3 arrivi anche domani. La disponibilità dell'hotel è di 40 camere, e temo che presto raggiungeremo la capienza massima, soprattutto con la riapertura. Ma siamo pronti."

In media gli ospiti quanto tempo restano?
"Dipende: ci sono persone che in 8 giorni sono guarite e possono tornare a casa, altre che sono con noi da 3 settimane. Ma stanno tutti bene, e cerchiamo di tenerli allegri!"

Come procede la vita per i suoi ospiti? Quali sono le loro richieste?
"Gli ospiti sono tutti chiusi nelle loro camere, ogni tanto si affacciano alla finestra a prendere un po' di sole, ma non possono uscire dalla stanza. Ogni tanto scambiano quattro chiacchiere fra loro da una finestra all'altra: c'è la distanza di più di un metro, quindi sono in totale sicurezza. Abbiamo il cambio asciugamani due volte alla settimana e il cambio lenzuola e federe il sabato: fanno ovviamente tutto da soli, abbiamo munito le camere di un kit di pulizia per potersi prendere cura degli spazi, consigliamo sempre di aprire le finestre per fare arieggiare bene gli ambienti, e avendo le camere che danno direttamente sul cortile è anche facile per loro."

E per mangiare? Come mi siete organizzati?
"Gli ospiti mangiano ognuno nella propria camera. Abbiamo pensato, per evitare i contatti diretti, di posizionare una sedia davanti a ogni camera. Quando è ora di mangiare appoggiamo il vassoio sulla sedia, bussiamo, la persona che è dentro ci dà il tempo per allontanarci, poi apre la porta della stanza e si porta dentro il vassoio. Una volta finito lo lascia fuori, e noi lo raccogliamo."

Come ha cambiato la sua vita la decisione di offrirsi per questo compito?
"Mi sono autoisolato e vivo qui 24 ore su 24, è così da 2 mesi. Vedo i miei figli al telefono, e basta: finché non è finita tutta questa storia, non torno a casa.

C'è stato qualche evento successo in questo periodo che l'ha colpita in particolare?
"L'altro giorno una delle nostre ospiti è stata di nuovo ricoverata. Speravamo che da qui tornassero tutti a casa, ma purtroppo c'è stato anche questo episodio, che ci ha dispiaciuto molto. Ma speriamo si sia trattato solo di una ricaduta e che si rimetta presto."

Fino a quando continuerà ad ospitare i positivi al covid?
"Abbiamo un contratto per 6 mesi con l'Ausl. Abbiamo vinto un bando. Gli altri alberghi che hanno partecipato chiedevano 3 volte quello che abbiamo chiesto noi: ho avuto la sensazione che più che aiutare, volessero approfittarsene e cavalcare quest'onda. Io mi sono limitato a coprire i costi, non mi sembra una situazione su cui marciare. Ma non siamo tutti uguali!"

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C'è qualche riflessione personale che vorrebbe condividere con i nostri lettori?
"L'unica cosa vorrei dire è che mi stupisco della poca solidarietà degli altri albergatori, dato che sono l'unico ad essermi offerto. Capisco i colleghi, perché per farsi un pacchetto clienti ci vogliono anche 10 anni, e stare chiusi 6 mesi significa perderlo, ma quando le cose vanno fatte, si fanno."

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