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Cronaca

Alberi, alla 'sbarra' ora i lecci di viale Risorgimento: "Il Comune tradisce di nuovo"

La questione alberi è sempre al centro dell'attenzione a Forlì. Dopo i tagli dei pini in viale Bolognesi, la 'guerriglia' per i bagolari in corso Diaz adesso alla sbarra ci sono i lecci di viale Risorgimento

La questione alberi è sempre al centro dell’attenzione a Forlì. Dopo i tagli dei pini in viale Bolognesi, la ‘guerriglia’ per i bagolari in corso Diaz adesso alla sbarra ci sono i lecci di viale Risorgimento. “Dopo le notizie incerte degli ultimi giorni circolate sull'abbattimento di questi lecci, ci rendiamo conto di essere di fronte all'ennesimo colpo basso del Comune contro i cittadini che invece avrebbero diritto di sapere cosa succede in "casa loro". Proprio nelle giornate tra il 14 e il 15 luglio 2015 senza alcun minimo preavviso nè spiegazione per gli abitanti è arrivata infatti la motosega sui tronchi di alberi in ottime condizioni di salute come testimoniato da abitanti della zona” si legge in una nota di DestinAzione Forlì. “Dopo la triste questione dei pini di Viale Bolognesi, la non poco controversa discussione sul taglio dei bagolari di Corso Diaz, ecco di nuovo, per non smentirsi, un'azione fulminea fatta in piena estate” è l’accusa di DestinAzione.
 
MA CHI DECIDE DEL VERDE CITTADINO? - “Ciò che ci siamo chiesti spesso in passato è stato: il verde è seguito da professionisti adeguati? Chi esegue materialmente i lavori di pulizia e di manutenzione delle piante è un operaio specializzato? Domande lecite e opportune soprattutto in considerazione del fatto che negli ultimi anni o non si è fatto niente o si sono effettuate potature decisamente massacranti. Quelli che hanno operato e che operano tuttora sono arboricoltori, potatori professionisti o taglialegna? Chi decide è un agronomo? O un ingegnere edile? O un attore?” si chiedono gli esponenti dell’opposizione.

SCARSA COMUNICAZIONE - “Possibile che dopo l'enorme interesse della popolazione per la questione di Viale Bolognesi di un anno fa e l'attuale questione dei bagolari di C.so Diaz si facciano ulteriori blitz così sorprendenti? Gli abitanti del viale si sono trovati con gli alberi segati da un giorno all'altro. Non è stato comunicato pubblicamente quanti se ne dovevano tagliare e non si sa se verrà rispettato il vigente obbligo di reimpianto di altre piante (ricordiamo che per il Regolamento del Verde vigente se taglio una pianta devo rimpiazzarla con un volume di verde equivalente, ossia se tagliassi una farnia di 45 anni dovrei piantare almeno 15 nuovi alberelli), insomma non si sa praticamente nulla”. Sembra che di questi 4 lecci da abbattere 3 siano piante ammalate per funghi e una da abbattere per instabilità strutturale, “ma nulla di tutto ciò - sottolinea DestinAzione in una nota - è stato scritto sulle piante da abbattere e non è stato detto ufficialmente alla popolazione”. “Noi crediamo che con appositi avvisi diffusi in loco e altri apposti sulle piante da abbattersi almeno diverse settimane prima delle operazioni programmate dovrebbero essere indicati con precisione quanti alberi e soprattutto per quali motivi si ritiene opportuno procedere ad abbattere”.
 
“NON SANNO NEMMENO QUANTO E’ VASTO IL PARCO URBANO…”
- “Il problema non è solo dei taglialegna che abbiamo, forse, al posto di potatori, ma anche dei dirigenti. Da fonte certa pare che il dirigente del servizio verde del Comune di Forlì alla domanda quanto è grande il parco urbano Franco Agosto abbia risposto: "8 ettari, 4 ettari, boh, non lo so ... non mi viene in mente!" Come? Chi decide la sorte del verde urbano non sa nemmeno le dimensioni del Parco Urbano, l’unico vero parco di Forlì? Questi che decidono adesso però sono stati preceduti da altri con simili competenze, visto  che hanno piantato in centro città, a due metri dalle case, dei bagolari che devono diventare piante maestose: avete presente quei meravigliosi giganti nel cimitero degli Indiani, di fronte al cimitero monumentale? E’ ovvio che non potranno vivere come dovrebbero, andranno in sofferenza. Errori di questo tipo non devono essere commessi, ma visto che sono stati fatti si sarebbe dovuto almeno poi effettuare delle potature fin dall’inizio in maniera corretta per ridurre la chioma e di conseguenza l’apparato radicale (che ha dato l’altro nome ai bagolari, cioè spaccasassi e quindi spacca fondamenta delle case, fognature, etc.), e questo in C.so Diaz mai è stata fatto” prosegue la nota di DestinAzione Forlì.

“MENEFREGHISMO DEL COMUNE” - “E il taglio del bagolaro di fronte all’Hotel della Città suona come un inarrestabile esempio di arroganza e menefreghismo verso il diritto del cittadino di essere informato e di avere la propria città ben curata e conservata sul serio, nell'ottica della manutenzione più che del machete folle”. 

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