Martedì, 23 Luglio 2024
Cronaca

Alberi tagliati a Magliano lungo il fiume Ronco, gli ecologisti: "Difendere vita animale e vegetale sulle sponde"

Dopo la protesta delle associazioni “I meandri del fiume Ronco” e “Spazi indecisi”, si aggiunge quella del Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì e del gruppo “ Parents For Future”

Si moltiplicano le proteste dei gruppi ecologisti sul taglio di alberi nell'alveo del fiume Ronco, nell'area protetta di Magliano. Dopo la protesta delle associazioni “I meandri del fiume Ronco” e “Spazi indecisi”, si aggiunge quella del Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì e del gruppo “ Parents For Future”. I tagli di alberi sono stati motivati dal servizio regionale di manutenzione dei fiumi come interventi urgenti per raggiungere il fiume Ronco con i mezzi necessari per rimuovere grandi alberatura crollate tuttora presenti nell'alveo e che con una nuova piena rischiano di essere trascinate fino al ponte della via Emilia e creare il “tappo”.

Tuttavia per il Taaf si tratta di “un taglio di tantissimi alberi con la scusa del rifacimento degli argini del fiume: ancora una volta l’alluvione non ha insegnato niente e, nonostante gli incontri con gli esperti a cui hanno partecipato anche gli amministratori, dove i tecnici hanno dato suggerimenti in merito, si continua a devastare il fiume e il paesaggio”.

Ed ancora: “Ma davvero dobbiamo eliminare ogni forma di vita animale e vegetale che popola i fiumi per ridurre il rischio di nuove esondazioni? Si possono pulire gli argini in maniera non invasiva, togliere i legni morti, gli alberi secchi, i tronchi di traverso sull’alveo. Invece si è preferito il taglio drastico”.

Ed ancora il coordinamento ambientalista: “Gli alberi e la vegetazione ripariale che crescono nelle aree fluviali o sugli argini sono benefici, soprattutto gli alberi grandi che sostengono gli argini con le radici e rallentano la corsa dell’acqua. In modo particolare pioppi e salici che hanno apparati radicali capaci di stare in immersione per lunghi periodi nell’acqua, senza che le radici marciscano e riescono a sopportare le piene dei fiumi grazie alla loro flessibilità”.

“Altro aspetto fondamentale è la fascia boscata a destra e a sinistra dei fiumi, che mitiga le piene e funge da corridoio ecologico per gli animali. Nella zona protetta dei meandri, però, sono stati tagliati pioppi, salici e arbusti che costituivano la fascia boscata creando un enorme danno al fiume, al paesaggio, alla fauna. Ci chiediamo se è questo il rispetto che una zona protetta merita. Chiediamo quale ente ha autorizzato il taglio di centinaia di alberi in un’area protetta, riconosciuta a livello europeo, e con quali atti amministrativi”.

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