Alea: "Disagi tipici della partenza, ma già mille tonnellate in meno bruciate nell'inceneritore"

"Stiamo dimostrando che l'inceneritore in realtà appartiene al “vecchio mondo lineare” del non recupero, che vogliamo superare"

Con Alea l’inceneritore a metà febbraio ha bruciato circa 1000 tonnellate di indifferenziato in meno. E' il calcolo della società dei rifiuti forlivese che rende nota la cifra. A parlare è il  presidente di Alea Ambiente, Daniele Carloni: “Perché creare Alea? Perché ha già ridotto del 43% il rifiuto indifferenziato prodotto dal territorio e destinato ad essere bruciato all’inceneritore. Alea Ambiente già sta invertendo la tendenza di questi ultimi anni, tutto a beneficio della salute pubblica e dello sviluppo del territorio”.

E continua il presidente Carloni “Dai dati in possesso emerge che solo nelle prime due settimane di febbraio di quest’anno, nel territorio gestito dall’azienda, sono state ridotte di circa 1000 le tonnellate di secco non riciclabile destinate all’inceneritore, rispetto allo stesso periodo del 2018.  E questo risultato testimonia la bontà delle scelte fatte: la raccolta differenziata Porta a Porta che Alea Ambiente sta introducendo sul territorio si dimostra di essere vincente nel dare una risposta efficace ed anche efficiente al problema rifiuti, secondo uno schema che punta a ridurre al minimo lo spreco, valorizzare gli scarti come seconda materia prima attraverso il riciclo e che consente la realizzazione di economie positive che si trasformano in investimenti e riduzione della tariffa pagata dai cittadini”.

Negli ultimi due mesi i forlivesi hanno patito innegabili disagi, tra cassonetti traboccanti della vecchia raccolta stradale che non venivano svuotati regolarmente, abbandoni indiscriminati di rifiuti sui marciapiedi, a ridosso dei cassonetti e, purtroppo nei fossi delle campagne e finanche alle fermate dei bus. Numerose continuano ad essere le segnalazioni di mancati ritiri e di strade saltate nei giri della raccolta, senza contare le file interminabili agli sportelli di Alea.  Il sistema, ancora da mettere a punto, però, sembra avere il suo primo effetto ecologico.

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Sempre il presidente Carloni: “I nostri amministratori hanno fatto una forte scelta di cambiamento, forse difficile ma sicuramente lungimirante. Inoltre, ricordo che la volontà di creare una società di proprietà dei Comuni è nata dall'esigenza di raggiungere una certa efficienza ma con vantaggi esclusivi per la collettività anche in termini economici, grazie al fatto che eventuali utili futuri si trasformeranno in minori costi per la comunità. Con questo dato significativo, oggi nonostante le iniziali difficoltà tipiche di tutte le “partenze”, ma grazie alla sensibilità della grande maggioranza dei cittadini di questo territorio, stiamo dimostrando che l'inceneritore in realtà appartiene al “vecchio mondo lineare” del non recupero, che vogliamo superare. E’ giusto, quindi, essere tutti noi orgogliosi di questo risultato perché ci appartiene”, conclude il Presidente di Alea Ambiente, Daniele Carloni.

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