"Chiamiamo ma Alea non viene a svuotare i bidoni": la protesta delle utenze aziendali

Mentre tende a regolarizzarsi il servizio di raccolta dei rifiuti col “porta a porta” di Alea per quanto riguarda le utenze domestiche, è dalle aziende che arrivano le maggiori proteste per i mancati ritiri

Mentre tende a regolarizzarsi il servizio di raccolta dei rifiuti col “porta a porta” di Alea per quanto riguarda le utenze domestiche, è dalle aziende che nelle ultime settimane arrivano le maggiori proteste per i mancati ritiri di rifiuti. La protesta che viene dalle imprese indica rifiuti accumulati anche da tre settimane, e soprattutto il mancato intervento di Alea alle chiamate e ai moduli online in cui richiedere lo svuotamento dei bidoni. Dal gestore della raccolta dei rifiuti arriva un 'Arriviamo' che tuttavia poi in diversi casi non ha avuto seguito. Solo negli ultimi due giorni la stessa protesta è arrivata dal bar Paradiso di via Ravegnana, da un poltronificio di via Cartesio, così come un negoziante di via Brasini, a Carpinello. E questo sia per il 'secco' che per le altre frazioni differenziate. 

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Che difficoltà vengono riscontrate per la raccolta dei rifiuti nelle aziende? “Dal 1 gennaio 2019 le aziende devono fare richiesta per lo svuotamento del loro bidone aziendale – spiega il direttore generale di Alea Paolo Contò -, essendo un servizio a pagamento, è un servizio a chiamata”. Mentre prima si pagava a metroquadro e il giro era automatico, ora invece il calcolo della tariffa è a svuotamento. E' possibile anche fare richiesta per uno servizio ricorrente, cioè non a chiamata, ma questo per ora viene svolto soprattutto per grandi utenze, come per esempio l'ospedale. “Dopo la richiesta, ci vogliono 4-5 giorni per passare per la raccolta e il bidone non va esposto su area pubblica, ma lasciato in azienda dal momento che sarebbe troppo ingombrante (si tratta di cassonetti 'a quattro ruote' metallici simili a quelli stradali appena scomparsi, ndr) e che lo svuotamento viene fatto in orari diurni”, spiega Contò. 

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Per quanto riguarda bar, pasticcerie e negozi, che pure lamentano i mancati svuotamenti nonostante le chiamate ad Alea, continua Contò, “per loro valgono invece le regole della raccolta stradale. Sia che abbiano bidoni da 120, 240 o 360 litri (comunque bidoni a due ruote, ndr) la raccolta avviene nel normale giro secondo il calendario fornito”. Per questi quindi vale la regola generale dell'esposizione in strada. E se i contenitori si riempiono troppo presto, “potrebbe trattarsi di una sottovalutazione dell'utente della sua produzione e quindi valutare il passaggio a contenitori più capienti”.

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Infine, per quanto riguarda la zona industriale di Coriano, dove si concentrano maggiormente le imprese, la distribuzione dei contenitori privati è ancora in corso, ma in questa zona non sono stati rimossi i cassonetti stradali, per cui permane la raccolta dei rifiuti ancora col sistema tradizionale.

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