Alimenti sani e lotta agli sprechi, l'assessore Casara: "La mensa scolastica ha una valenza educativa importantissima"

Il concetto è stato sottolineato lunedì pomeriggio in Consiglio comunale dall'assessore alle Politiche Educative Paola Casara, rispondendo ad un question time presentato dal consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Marinella Portolani

La mensa scolastica non è solo uno servizio messo a disposizione delle famiglie dei bambini delle scuole d'infanzia e primarie, ma ha anche "una valenza educativa importantissima", finalizzata ad una sana alimentazione e alla lotta agli sprechi. Il concetto è stato sottolineato lunedì pomeriggio in Consiglio comunale dall'assessore alle Politiche Educative Paola Casara, rispondendo ad un question time presentato dal consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Marinella Portolani, nel quale ha proposto "un questionario anonimo da distribuire nelle varie scuole affinché i bambini con l’ausilio dei genitori esprimano un giudizio sul cibo e sulle ragioni per le quali lo stesso non risulta gradito".

"Il servizio di ristorazione scolastica - ha evidenziato Casara - è considerato prioritario per il Comune di Forlì e nel tempo sono stati messi a punto e perfezionati strumenti e procedure per assicurare che il pasto a scuola sia gradevole e di qualità. Il servizio è affidato in appalto a Camst ed i menu sono formulati dalla dietista del centro comunale di produzione pasti in osservanza dei criteri delle direttive e delle grammature previste nel menu approvato annualmente dall'Ausl. Esistono infatti direttive regionali e nazionali che riportano per ciascuna fascia di età i quantitativi standard ottimali ai quali un sistema di ristorazione scolastica collettiva deve attenersi".

I pasti, ha proseguito Casara, sono realizzati "esclusivamente con materie di prima qualità nazionali e nella quasi totalità biologiche. È evidente che i menu proposti non possono soddisfare tutti i bambini, sicuramente non tutti i giorni, ma queste sono problematiche legate ai gusti personali e alle abitudini familiari". Quanto alla gradevolezza, vengono incaricate operatrici che compilano un resoconto nel quale viene riportata l'adeguatezza delle porzioni, il gradimento dei bambini ed ogni problematica che possa essere sorta al momento del pasto. I dati raccolti vengono elaborati in poi in un report, finalizzato, ha illustrato Casara, "ad un continuo miglioramento nella scelta dei menu delle preparazioni degli abbinamenti che successivamente vengono adeguati per assecondare i gusti e le necessità dei bambini".

Anche una rappresentanza di genitori ed insegnanti sono inseriti in Comitati Mensa, che hanno il compito di verificare l'andamento del servizio, degustare un campione del pasto del giorno, osservare la distribuzione e il consumo, oltre alle operazioni di sanificazione e pulizia. Al termine viene compilata una scheda di rilevazione, che viene poi trasmessa al Comune e che servirà per raccogliere eventualità criticità e spunti di miglioramento del servizio. "Per l'anno scolastico in corso il materiale raccolto non è ancora sufficiente, ma si evidenzia in quello del passato anno scolastico una piena soddisfazione degli utenti".

Sopralluoghi vengono svolti anche dale dietiste e dal personale del Comune, per raccogliere impressioni ed eventuali segnalazioni dei docenti referenti della mensa e dei bambini. Annualmente si tiene un incontro della Commissione mensa, della quale ne fa parte anche l'assessore Casara. Le problematiche e possibili correttivi vengono poi discussi alla presenza di funzionari rappresentanti della Camst, di Formula Servizi e dai genitori e docenti facenti parte del Comitato Mensa.

Particolare risalto viene dato alla lotta contro gli sprechi: "Nel tempo - ha sottolineato Casara - questa attenzione ha portato ad una evidente riduzione degli scarti, anche se una quota di cibo non distribuita resta: la ragione sostanziale è il non apprezzamento di alcuni piatti da parte di una parte dei bambini, come esempio le verdure e il pesce. Lo sforzo continuo che è quello di proporre gli alimenti meno graditi sottoforma di nuove preparazioni e nuove ricette allo scopo di educare i bambini all'assaggio di cibi che favoriscono la loro crescita in salute. Anche su questo aspetto la scuola ha una una forte valenza educativa". A causa del covid-19, non è stato possibile rinnovare il protocollo che prevede il cibo in eccedenza da destinare alla Caritas locale: fino allo scorso anno il ritiro avveniva in tredici scuole primarie e due scuole dell'infanzia.

La proposta del sondaggio anonimo

Il consigliere comunale Portolani ha proposto "un questionario anonimo da distribuire nelle varie scuole affinché i bambini con l’ausilio dei genitori esprimano un giudizio sul cibo e sulle ragioni per le quali lo stesso non risulta gradito, che possono essere legate alla qualità, alle modalità di cottura, e alla tipologia del menù offerto. Il sondaggio consentirà di valutare la sussistenza e l’estensione del problema e di intervenire efficacemente laddove il servizio si riveli deficitario, con conseguente miglioramento dello stesso e contenimento dello spreco alimenta. Anche in altre città come Milano e Bologna sono stati creati dei moduli online e addirittura sono state fatte delibere a livello comunale che fanno in modo che ci sia un'indagine permanente continua, con report che vengono consegnati al Comune e all'Ausl per far sì che la distribuzione sia sempre migliorativa".

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